Prot. 08/248

 

 

TRASCRIZIONE DEI LAVORI DELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA

24 NOVEMBRE 2008

 

 

L’Assemblea Straordinaria ha inizio alle ore 16.45 presso la Sala Gaja del Ministero degli Affari Esteri.

 

Sono presenti una quarantina di Soci e, come ospiti, il Direttore Generale delle Risorse Umane e dell’Organizzazione, Min. Plen. Giacomo Sanfelice di Monteforte e il Capo Servizio del SICC, Dott. Massimo Civitelli.

 

Gianluca Alberini, Segretario Esecutivo del SNDMAE: Allora, possiamo cominciare? Io sono Gianluca Alberini, sono Segretario Esecutivo del SNDMAE. Faccio le veci del nostro Presidente, Cristina Ravaglia, che è impossibilitata a presenziare a questa importante Assemblea straordinaria, perché malata. La scusiamo di ufficio, insomma, e le facciamo, ovviamente, gli auguri di pronta guarigione.

Secondo la prassi del nostro Statuto, dobbiamo ora eleggere il Presidente di questa Assemblea straordinaria. Propongo il collega Fransoni e mi rimetto all’Assemblea.

 

(applausi)

 

Alberini: Acclamato presidente. Lo invitiamo a sedere al suo posto.

 

Francesco Fransoni, Presidente dell’Assemblea: Signore e Signori, grazie dell’onore che mi fate, che accetto molto volentieri. A norma di Statuto, una volta espletata questa formalità, dobbiamo procedere all’approvazione dell’ordine del giorno.

Dato che non mi pare che vi siano controindicazioni, possiamo passare al primo punto: “Modifiche dello Statuto e del Regolamento Elettorale: adozione in via esclusiva del voto telematico alle Elezioni di rinnovo del Consiglio”.

Passo la parola al Segretario Esecutivo, Gianluca Alberini.

 

Alberini: Allora… grazie. Riprendo la parola per illustrare brevemente la proposta del Consiglio del SNDMAE, che necessita dell’approvazione dei Soci ed è per questo che abbiamo convocato l’Assemblea straordinaria.

Si tratta, come avete già letto nel “Caro socio” e nel dibattito che c’è stato su SNDMAIL, della proposta di passare da un sistema misto di voto cartaceo e voto elettronico a un sistema esclusivo di voto elettronico.

Quali sono state le ragioni che ci hanno indotto a proporre questa modifica ai nostri Soci? Sostanzialmente, le difficoltà di ordine pratico crescenti che ci sono nella gestione dei due sistemi separati. Il sistema di voto elettronico ha oramai alcuni anni di vita e si è dimostrato funzionale. Il sistema cartaceo è molto più antico, ma si dimostra sempre meno funzionale, a causa anche – diciamo - delle restrizioni finanziarie che colpiscono il nostro Ministero.

Mi spiego subito: abbiamo sempre utilizzato l’ufficio corrieri - ringrazio qui il SICC per essere presente, come ringrazio anche i Direttori Generali che sono qui con noi – e, ovviamente, dovendo noi inviare le nostre schede elettorali con questo sistema, siamo adesso un po’ penalizzati dalla contrazione della frequenza dei corrieri.

Sappiamo che, una volta, il corriere era settimanale, poi è diventato bisettimanale, poi adesso è diventato, con il passaggio - che è una cosa positiva, ovviamente - alla corrispondenza elettronica che coinvolge tutta la nostra rete, è diventato ormai praticamente saltuario.

Abbiamo anche ipotizzato di provvedere noi all’invio direttamente, con un mezzo sicuro che non può essere che quello di un corriere, ma i costi sarebbero stati straordinari.

E inoltre, per il fatto di avere un doppio sistema, c’erano degli sfasamenti temporali che si dimostrano, insomma, poco utili a un buon dibattito sindacale.

Ci si è accorti che, di fatto, per la ristrettezza dei tempi, eravamo costretti ad inviare con larghissimo anticipo la scheda elettorale, moltissimi soci soprattutto all’estero votavano immediatamente appena ricevevano la scheda, in modo da potercela far pervenire nei tempi. Tutto questo mentre era in corso il dibattito su SNDMAIL, mentre ancora molti dei candidati non avevano ancora presentato o esposto il proprio programma.

Tutto questo non fa bene al dibattito e alla vita sindacale.

Quindi cosa abbiamo pensato? Abbiamo pensato di istituzionalizzare il sistema del voto elettronico per tutti, automaticamente, e nel contempo di semplificarlo, perché è vero che, proprio per il fatto di avere un doppio sistema, cartaceo ed elettronico, eravamo costretti a fare diversi invii di mail, ricordate? Una mail… prima bisognava iscriversi, poi si riceveva la password e la parola d’ordine che bisognava cambiare entro un certo periodo e poi finalmente si poteva votare… In tutti questi passaggi è ovvio che un po’ le mail si perdevano, un po’ si dimenticava la password, un po’ si dimenticava la username… si bloccava la casella di posta elettronica, si svuotava… Una serie di problemi pratici che vorremmo evitare nel nuovo sistema.

Questo nuovo sistema lo trovate elencato nel Regolamento elettorale e sostanzialmente ricalca, come dicevo, il sistema finora in vigore, espandendo i tempi di presentazione delle candidature, che adesso possono essere presentate fino al 7 febbraio - dal 7 gennaio al 7 febbraio - mentre prima erano entro il 20 gennaio. Perché questo? Perché si è visto che nel periodo subito dopo le festività natalizie spesso era difficile recuperare gli ultimi candidati necessari ad avere una buona rosa di candidati al Consiglio. Il 7 febbraio ci permette di avere qualche giorno in più per cercare, insomma, dei volonterosi che si prestino a dare vita al Consiglio sindacale.

Le candidature possono essere individuali ovvero di lista… e qui siamo rimasti con il sistema precedente e l’innovazione che c’è è quella della diffusione del materiale propagandistico, che avverrà adesso solo per via telematica anche questo, ovviamente. Abbiamo abolito anche i limiti del numero di pagine, perché per via telematica, ovviamente, questo problema non si pone.

L’articolo 2, sistema di voto. Il sistema di votazione, ovviamente, è quello telematico, esclusivamente.

Si viene iscritti con l’indirizzo di posta elettronica ministeriale, di cui siamo tutti dotati, a meno che i Soci non facciano pervenire alla segreteria, diciamo, un’indicazione sull’uso di un diverso indirizzo di posta elettronica.

La scheda telematica per l’elezione è praticamente uguale alla scheda cartacea e avrà i candidati posti in ordine alfabetico, nessuna modifica in questo.

L’unica innovazione è quella di non poter votare scheda nulla, ci sarà comunque la scheda bianca, perché è un’opzione che garantiamo, ma non ha più senso la scheda nulla. La scheda nulla aveva senso quando c’era anche la possibilità del cartaceo, dove si poteva annullare la scheda, ma in un sistema di votazione elettronico, se uno non vuol votare può votare scheda bianca.

Procedure di voto, articolo 3. La Commissione Elettorale, avvalendosi della Segreteria, dal 21 febbraio o dal primo giorno feriale successivo, trasmette ai Soci, iscritti al 7 febbraio - abbiamo posto questa data come data di scadenza anche delle candidature - quindi soci iscritti al 7 febbraio riceveranno una mail con i codici necessari per poter effettuare le procedure di abilitazione.

Questa procedura di abilitazione – come dicevo - sarà effettuabile subito dal momento di inizio del voto e per tutta la durata. Non ci sono più le diverse fasi, scadenze che c’erano prima, registrazione prima, chiusura delle registrazione, inizio del voto. Si riceverà la mail e ci si potrà abilitare dal momento in cui si riceve la mail, che dovrebbe corrispondere al momento in cui si aprono le procedure di voto, fino al momento della chiusura delle procedure di voto, ovvero il giorno precedente alla proclamazione.

Appena portata a termine l’operazione di abilitazione - adesso vedremo come - il sistema di voto trasmetterà automaticamente un’e-mail attraverso la quale si potrà accedere.

Quindi l’operazione che prima era distinta temporalmente, adesso si viene a sviluppare nell’arco di un minuto, un minuto e mezzo…

Possiamo vedere adesso la simulazione per capire come funziona il sistema?

 

(si effettua una prova di voto direttamente nella Sala riunioni, grazie all’ausilio di un computer portatile e di un proiettore. Si effettuano tutte le operazioni: ricezione dell’e-mail di iscrizione, procedura di abilitazione ed effettuazione del voto)

 

Crediamo che sia un sistema abbastanza semplice, alla portata anche dei meno avvezzi o usi al sistema elettronico. E’ ovvio che ci siamo posti il problema come aiutare chi deve votare, perché non tutti sono così bravi e allora faremo delle azioni di accompagnamento per il primo anno. Innanzitutto manderemo anche un cartaceo, per ricordare che si vota elettronicamente… sembra una barzelletta, però per il primo anno… non tutti siamo abituati a controllare le e-mail. Quindi noi manderemo una comunicazione scritta, tramite il SICC, tramite l’ufficio corrieri, via fax… in qualche modo. La nostra idea è di mandare una comunicazione scritta, una lettera che ricordi la nuova procedura a tutti i soci…

Ci preoccupiamo anche di quelli che non riusciranno, insomma. Comunque, la nostra segreteria sarà a disposizione, una specie di numero verde, si dovranno sobbarcare, come hanno fatto anche in passato, l’onere di spiegare e di aiutare. In più, se serve, la segreteria è qui, si può andare giù e chiedere aiuto.

Poi chiederemo anche ai referenti di sede, nelle ambasciate più grandi, di farsi portatori di questa esigenza.

Manderemo mail su mail per ricordare il cambio di procedura e speriamo in uno spirito di collaborazione.

Ripetiamo, sappiamo che è un’innovazione e quindi comporta dei costi e una fatica ad abituarsi a una nuova procedura… ma abbiamo delle obiettive limitazioni che vengono poste dall’attuale sistema di corriere e quindi dai tempi lunghi, troppo lunghi a volte per poter votare… e ci sembrava un’iniziativa oramai dovuta.

Tra l’altro, ci pone all’avanguardia, sarebbe anche vendibile all’esterno, per la rilevanza che può avere, però, insomma, ci dimostriamo come categoria in questo all’avanguardia…

Questo è il sistema di voto; le procedure di voto, abbiamo cominciato a vederle.

La chiusura avviene alle ore 19 del 15 marzo, o il primo giorno feriale successivo… quindi c’è comunque un ampio spazio di voto, perché dal 21 febbraio al 15 marzo abbiamo garantito un ampio arco temporale per tenere conto di quelli che vanno in settimana bianca… delle possibili vacanze anticipate prima di Pasqua… insomma, tutta una serie di fattori, anche se con il voto elettronico si può votare in qualunque posto del mondo, anche mentre uno è in vacanza. Però magari c’è chi ha il computer solo in ufficio, e potrà continuare, in questo modo, ad usufruire del collegamento in ufficio.

Operazioni di scrutinio, proclamazione degli eletti e insediamento del nuovo consiglio:  avverranno nel giorno successivo alla chiusura delle procedure di voto da parte della commissione elettorale nei locali della Segreteria. In questo non innoviamo in nulla. Innoviamo, nel senso che non sarà più necessario scrutinare le schede, ma si tratterà di un’operazione elettronica in cui l’accesso ai risultati definitivi è subordinato all’inserimento di codici speciali in possesso solo del Presidente e almeno di un altro membro della Commissione elettorale.  Inseriscono questi dati, vengono…

La procedura è consolidata. C’è la garanzia appunto che ci deve essere il Presidente della Commissione e l’altro membro per aver accesso ai dati.

Abbiamo poi dato delle indicazioni, sulla base di quanto si faceva prima, anche sul modo di stampa del verbale, impartire le indicazioni per la convocazione del nuovo Consiglio… tutto questo rimane invariato.

Conservazione dei documenti elettorali… abbiamo specificato meglio come si conservano e che tipo di documenti vengono conservati.

Sarà cura della Commissione Elettorale disporre la conservazione per almeno un anno della raccolta dei messaggi relativi a ciascun Socio (avvenuta abilitazione e avvenuta votazione), perché il sistema centralizzato riceve un’e-mail quando ci si abilita e quando si vota. Si dice: “Pinco Pallino si è abilitato, Pinco Pallino ha votato”. In modo che la segreteria riesce ad avere traccia di come stanno andando le procedure di voto e di registrazione di voto.

E poi una copia della stampa del risultato dello scrutinio, ovviamente, e il verbale previsto dall’art. 4.

Questa è, in più o meno breve riassunto, la procedura; è, ripeto, una proposta che il Consiglio fa all’Assemblea e spetterà all’Assemblea poi ratificare la decisione.

Lascerei la parola ai Soci per il dibattito, a questo punto.

 

Fransoni: Grazie, Consigliere Alberini, di questa esauriente spiegazione. Io personalmente ho “testato” il meccanismo, venerdì scorso, e funziona molto bene.

Tuttavia, in ragione di una certa esperienza nelle procedure informatiche, so che quando si introduce una novità è sempre bene mettere in conto qualche vischiosità e che niente può sostituire la prova pratica effettuata in concreto da decine o centinaia di persone. Ma mi sembra un sistema molto ben studiato, ben fatto e soprattutto facile.

Devo confessare che io votavo in cartaceo per via di questa separazione esistente tra il momento della registrazione e quello della votazione. Mi limitavo, pertanto, a riempire la mia scheda cartacea e la questione finiva lì!

Adesso la procedura è contestuale, è rapida, è un’operazione che ho fatto alla segreteria del SNDMAE in pochi minuti. Si tratta quindi di un meccanismo pratico ed economico, che funziona e che soprattutto ci costa molto meno. Ciò detto, siamo qui per raccogliere le eventuali osservazioni dei soci.

 

Giovanni Adorni Braccesi: Grazie. Volevo semplicemente dire che ho già utilizzato l’anno scorso il sistema elettronico, perché anche dall’altra parte del Tevere non c’è il servizio corrieri… per cui è più semplice votare per via informatica.

Un’unica curiosità, all’articolo 2 si dice: “Accanto a ciascun nome figurerà il nominativo della eventuale lista di appartenenza”…

 

Alberini: …non è un’innovazione. C’è sempre stata la possibilità di liste, che poi non mi risulta essere mai stata applicata. Non sono mai state presentate candidature di lista. Però era una possibilità prevista dallo Statuto, che abbiamo, ovviamente, mantenuto anche nel Regolamento elettorale.

 

Gianfranco Varvesi: Posso fare un’osservazione? Rilevo che proprio nel primo anno di questa nuova normativa le due date importanti, il 7 febbraio ed il 15 marzo, cadono rispettivamente di sabato e di domenica. E’ vero che giustamente gli articoli 3 e 4 prevedono che le operazioni si svolgano, nel caso in cui in questa capiti un giorno festivo, nel primo giorno feriale successivo, ma chi sta all’estero in un Paese ove, ad esempio, il venerdì è festivo e la domenica feriale può essere confuso o distratto. Mi domando se non aiuti precisare che le festività sono quelle del calendario romano o in base al calendario legale italiano. Mi rendo conto trattarsi di una pignoleria, ma credo aiuti, se non altro, a non perdere qualche voto.

 

Alberini: No, effettivamente all’art. 3… abbiamo specificato: “alle ore 19, ora di Roma”. Non vedo nulla in contrario… esatto, a questo punto lo si può mettere anche ogni volta… “secondo il calendario italiano”.

Dovremmo però arrivare a una formulazione, perché se poi dobbiamo approvare il Regolamento… dovremmo…

 

Fransoni: “Al primo giorno utile” …perché le nei Paesi musulmani le ambasciate sono chiuse al venerdì e di sabato.

 

Alberini: Eh no, il dubbio era relativo al giorno feriale… “secondo il calendario italiano…”. Oppure… “il primo giorno feriale di Roma”?

 

Fransoni: “Secondo il calendario italiano”.

 

Alberini: Quindi, l’abbiamo messo all’articolo 3 e all’articolo 4. Abbiamo aggiunto: “Secondo il calendario italiano”.

Se non ci sono altri commenti… non so se l’Amministrazione vuole dirci qualcosa su questo…

L’Amministrazione in generale, io mi riferivo più che altro…

 

Massimo Civitelli, Capo Servizio del SICC: Solo un riferimento di base. Il meccanismo va benissimo. Naturalmente ci vuole una premessa di fondo. Tutto funziona bene, se il sistema informativo del Ministero in generale è a un buon livello di standard e di qualità  nella funzionalità e nella manutenzione.

Ma non desidero anticipare i temi del prossimo punto all’ordine del giorno sulla manovra finanziaria anticipata e sui tagli al bilancio 2009. Infatti premessa di questo discorso del buon funzionamento anche del voto elettronico è che ci sia un livello di risorse finanziarie sufficienti per poter mantenere l’intero sistema informativo del Ministero in maniera funzionale.

Il sistema che è stato studiato sembra dare buoni risultati e viene inserito nel mantenimento di quel livello quotidiano di qualità della posta elettronica ministeriale, sul quale già siamo attestati e che dovrà essere conservato anche nel 2009.

 

Fransoni: Prima di dare la parola al Consigliere Alberini, vorrei porre un quesito. Al fine di evitare possibili contestazioni, per anni io ho utilizzato per la corrispondenza sindacale un indirizzo diverso da esteri.it. Cosa succede se, appunto, si vota con un indirizzo tipo hotmail o yahoo?

 

Civitelli: Precisando questo aspetto devo far presente che per le OO.SS. è consentito, ai sensi della circolare n. 7/2005, l’uso della posta elettronica ministeriale limitatamente alle attività di competenza ed esclusivamente con i propri iscritti (e viceversa). Quando si usa il circuito di posta elettronica ministeriale, anche in queste comunicazioni sindacali, il ricorso ad altri indirizzi, diversi da esteri.it, comporta rischi per la sicurezza informatica del MAE. Ed un paradossale incidente in tal senso (nell’uso di indirizzi di posta elettronica personali in circuiti di posta elettronica istituzionali) è avvenuto proprio durante le recenti elezioni statunitensi alla candidata repubblicana alla Vice Presidenza, Sarah Palin. A coloro i quali desiderano approfondire l’argomento, posso girare una argomentata e-mail che ben spiega il significativo episodio. Pertanto valgono sempre le raccomandazione nell’uso della posta elettronica ministeriale di cui alla ricordata circolare, compresa quella di evitare il ricorso all’opzione “Rispondi a tutti”. Attivando tale opzione rispetto ad un elenco contenente anche indirizzi di posta non istituzionale, oltre all’intesamento del server che gestisce la posta elettronica, mettiamo a rischio la sicurezza informatica ministeriale mediante possibile diffusione di virus.

 

Alberini: io volevo ringraziare il dottor Civitelli che ci ha dato un aiuto fondamentale in questo sistema che abbiamo studiato… aiutato a definire un sistema che non dia problemi… Certo, dicevi giustamente tu, qualche problema ci sarà, ma abbiamo cercato di mettere in piedi un sistema… faccia in parte risparmiare. E’ vero che useremo gli indirizzi esteri.it… mille mail in più non intaseranno troppo il sistema, facciamo risparmiare il servizio corrieri…

 

Civitelli: La trasformazione generale tecnologica nella P.A. coinvolge in particolare al MAE proprio l’ufficio corrieri, in collegamento con i fenomeni della digitalizzazione e del passaggio dal documento cartaceo a quello elettronico.

Questo della “dematerializzazione” è uno degli obiettivi principali del 2009 e del 2010. Nei prossimi due anni vi sarà proprio una riqualificazione dell’ufficio corrieri, che trasporterà sempre meno documentazione e sempre più apparati. La funzione dell’ufficio corrieri non potrà venir mai meno e sarà sempre un patrimonio di utili servizi per tutta l’Amministrazione. Desidero riversare i ringraziamenti ricevuti dal SICC in questa sede a tutti i collaboratori che vi lavorano, in particolare le professionalità tecnico-informatiche, ma non solo: diplomatici, amministrativi, tecnici. Personale che tutti i giorni è sottoposto a tante richieste di spiegazioni tecniche, chiarimenti ed interventi al fine di assicurare risultati funzionali ed efficaci. Apprezzo pertanto ancor di più questo ringraziamento degli organi sindacali in quanto lo percepisco come ancor più significativo riconoscimento per tutti i dipendenti del SICC, che va anche al di là di una formale attestazione istituzionale.

 

Fransoni: Ti ringrazio. Come ex responsabile del Centro Visti so bene quale sia il contributo fondamentale del SICC, che però non è l’unico sul quale l’applicazione di massicci tagli alla spesa pubblica avrebbe esiti disastrosi.

Credo che dobbiamo passare a una votazione per l’approvazione di questo nuovo Regolamento Elettorale. Normalmente mi pare che vada adottato con una maggioranza di due terzi.  Come consiglia di procedere il Segretario esecutivo?

 

Alberini Direi per alzata di mano, non credo che sia materia che necessiti di particolare segretezza e di urne elettorali.

 

Fransoni: Forse conviene chiedere chi è contrario.

Chi è contrario all’adozione del voto elettronico alzi una mano… Mi sembra che non ve ne siano…

Astenuti? Nessuno.

 

Alberini: Tutti gli altri… alziamo una mano.

 

(tutti i presenti si pronunciano favorevolmente alla proposta)

 

Fransoni: Il nuovo Regolamento Elettorale è approvato. Molto bene!

Passiamo allora al secondo punto all’Odg, che credo forse sarà un po’ più articolato, trattandosi di un punto che comprende in realtà vari aspetti. Infatti, il Decreto Legislativo, trasformato nella Legge 133, comprende una serie di aspetti che incidono notevolmente sulla vita sia dei singoli sia dell’Amministrazione, della “Casa” nel suo complesso, dalla questione del turn over al blocco del reclutamento,  ai tagli, al prepensionamento. Circa quest’ultimo aspetto, va considerata anche la lettera-diffida, firmata da un certo numero di soci, volta a trovare una soluzione alla questione della sperequazione estero-Ministero. Insomma, vi è parecchia carne al fuoco, e cederei pertanto la parola al Segretario Esecutivo per una illustrazione dei vari temi sul tappeto e poi apriremo una discussione nell’Assemblea Straordinaria.

 

Alberini: Abbiamo scritto parecchio su questi argomenti… ricordo brevemente il “Cari Soci” dell’ottobre, poi quello del 3 novembre e da ultimo del 18 novembre. Non entrerò troppo nei dettagli, perché come Consiglio auspicavamo che questa sede fosse una sede per sentire dalla viva voce dei Soci quali sono le aspettative aggiornate sulla situazione ed eventualmente da parte dell’Amministrazione se ci vorrà mettere al corrente di ulteriori aggiornamenti rispetto a quanto siamo andato man mano riferendo.

Brevissimamente l’impostazione che noi abbiamo dato al lavoro sul DL 112 è quello di preservare la specialità della carriera diplomatica e del MAE, perché ci sembrava che questa fosse la chiave di volta per la soluzione di una serie numerosa di problemi… prepensionamenti, 65-67 anni, chiusura di Direzioni Generali, chiusura di uffici, insomma una serie abbastanza ampia di problematiche che abbiamo in parte già affrontato nelle scorse Finanziarie, alle quali ci siamo sottoposti… ricordate tutti che il parere del sindacato era contrario a questo tipo di tagli, ovviamente non potevamo fare più di tanto, perché essendo questo deciso per Legge, i nostri margini di manovra erano limitati. Ma abbiamo sempre fatto sentire la nostra voce sull’irragionevolezza di molti di questi provvedimenti. Di un’irragionevolezza dovuta non tanto a comportamenti di per sé dell’Amministrazione, ma in quanto la norma di per sé non andava bene per il nostro Ministero che, ce lo siamo sempre detti, è un Ministero tutto sommato molto piccolo, tutto sommato efficiente nel senso che a parità di risorse con gli altri ministeri degli esteri portiamo avanti politiche e una rete che è più o meno comparabile dei paesi del G8, pur avendo tra i due terzi e tre quarti delle risorse finanziarie degli altri. Quindi noi stiamo facendo un calcolo molto approssimativo, diciamo, beh, insomma… avendo meno risorse degli altri e avendo tutto sommato dei risultati tutto sommato comparabili agli altri, pensiamo di essere competitivi sul mercato.

Tutto questo, purtroppo, come dicevo, non ha avuto finora grande successo se non riconoscimenti tardivi da parte di alcuni esponenti di forze politiche e anche in parte dall’Amministrazione, per esempio per quanto riguarda il mancato piano di chiusura delle sedi. Abbiamo riferito, ripeto, il 18 novembre su alcune situazioni, l’applicazione dell’art. 84, riduzione degli organici di strutture dirigenziali, che per il momento sembra messa in attesa, in stand by, in attesa di vedere come andrà anche nel resto della P.A. l’applicazione di questa norma.

I prepensionamenti: anche qui pare che i tempi per l’emanazione del DPCM dovrebbero slittare. Insomma, pare di capire che quello che ci diceva il Ministro quando ci incontrò a luglio trovi una conferma: cioè che quella norma, il DL 112 non è stato scritto da qualcuno che conosceva bene la Pubblica Amministrazione. Perché evidentemente i problemi di applicazioni sono tanti e pare che non si sono ancora risolti.

Io mi fermerei qui. Ripeto, abbiamo questi documenti che parlano e poi potremmo approfittare della presenza del DG Sanfelice che ha voluto anche questa volta essere presente al nostro incontro. Io mi fermerei qui.

 

Fransoni: Sì, grazie Gianluca. Consentitemi di esprimere qualche perplessità su queste percentuali rigidissime dei tagli da applicare. Cosa significa meno 20% delle Direzioni Generali e Servizi, meno 15 % degli uffici… ? Se un ufficio è inutile lo si taglia e se ve ne sono cento di uffici inutili, se ne tagliano cento; ma se servono tutti e cento, occorre allora tenerli e non ha senso dire a priori, senza valutare caso per caso, “eliminatene il 20%”. Può infatti accadere che quel taglio del 20% sia controproducente, compromettendo il funzionamento del resto della struttura; oppure risulti addirittura insufficiente. E’ come dire che uno ha dieci dita, ma te ne taglio due, perché “non servono”, va bene anche con otto. Da un lato, poi, leggiamo che il Ministro dell’Economia e delle Finanze dichiara che ogni ministro si farà la sua finanziaria e quindi potrà agire secondo le effettive necessità e priorità del suo Dicastero; dall’altro si stabiliscono invece dei tagli draconiani, che non lasciano alcun margine di manovra, ossia hai dieci dita (che servono tutte!), ma ne devi tagliare due e rimani con otto… Ciò detto, lascio la parola al Direttore Generale delle Risorse Umane se ha degli elementi da condividere.

 

Giacomo Sanfelice di Monteforte, Direttore Generale della DGRO: Molto volentieri. Io ringrazio per l’invito che ho accettato molto volentieri. Siamo naturalmente in contatto con i rappresentanti del sindacato, ma credo che questa sia un’occasione particolarmente utile per sentire dalla vostra viva voce quali sono commenti o suggerimenti su come l’Amministrazione può meglio procedere.

E chiaro che noi ci troviamo con questo DL 112 davanti a un progetto complessivo che investe tutta la Pubblica Amministrazione;  Pubblica Amministrazione che, vi ricordo, è composta da 3.600.000 dipendenti… quindi un ambito molto vasto, nel quale il MAE è un’entità piccola, ma molto importante. E questo vorrei ribadirlo, con l’occasione: è  riconosciuto da tutti il carattere di virtuosità che ha questa Amministrazione e aggiungerei la qualità del servizio. E questo è assolutamente fuori discussione. Lo stesso Ministro lo ha richiamato ripetutamente, e questo è valso anche ad ottenere in situazioni non facili per l’Amministrazione, all’interno del DL 112 per esempio, il riconoscimento al comparto Esteri la definizione di un DPCM sul comma 11 dell’art. 72 del DL 112. Questo è un’indicazione significativa come altri emendamenti che sono stati ottenuti.

Quindi ci troviamo davanti a un progetto complessivo di riforma fortemente voluto dal Governo e inserito nella manovra che è passata questa estate, che tocca gli organici, tocca l’organizzazione delle strutture e tocca anche alcune modalità che incidono più direttamente sugli sviluppi di carriera e in particolare, ovviamente, quando si parla di modalità di collocamento a riposo, si parla di qualche cosa che interessa molto da vicino tutti noi.

Quindi, come si sta muovendo l’Amministrazione e che cosa sta succedendo?

E’ chiaro che proprio per la sua – diciamo - ambizione ed anche complessità, viene fatto riferimento a difficoltà di attuazione… è chiaro che è un progetto che ha incontrato alcune difficoltà attuative.

Per farvela breve, quello che noi abbiamo constatato è che non ci sono al momento amministrazioni che hanno già prodotto degli atti attuativi della materia, fatto salvo appunto per le amministrazioni che erano state riaccorpate nella formazione dell’ultimo Governo, che erano tenute, ma ai sensi di altre disposizioni normative, a dare seguito. Quindi, noi siamo di fronte a un quadro di attuazione graduale di questa normativa e da parte nostra, come anche ha detto il Segretario Generale nell’occasione dell’ultimo Consiglio di Amministrazione, non sentiamo nessun bisogno di precipitarci in avanti. Vogliamo procedere con tutta la necessaria ponderazione, avendo ben presente quello che anche le altre amministrazioni stanno facendo. E questo, naturalmente, a miglior tutela della specialità dell’Amministrazione e delle sue funzioni istituzionali.

Quindi, direi che questo è il riferimento che mi sento di fare oggi al quadro generale. Proprio stamattina ho incontrato il capo dipartimento della Funzione Pubblica. E lui stesso, appunto, mi faceva stato come anche i termini temporali che erano stati indicati nella legge sono oggetto di riflessione. E’ probabile che a breve possa essere introdotto dalla stessa Funzione Pubblica o dal MEF un emendamento che sia di chiarezza di questo e in particolare un emendamento che potrà probabilmente riportare i termini entro i quali dare attuazione all’art. 74 – diciamo che è l’articolo dal punto di vista generale dell’organizzazione, l’articolo più importante - riportarlo a una data ulteriore, che potrà essere di sei mesi, se non oltre. Quindi, ci si rende conto che sono delle operazioni complesse. Si tratta di ristrutturazioni, di accorpamento… naturalmente non è un esercizio che si può limitare ad una semplice addizione o sottrazione di struttura, ma bisogna guardare alla loro funzionalità, al valore aggiunto che questa operazione potrebbe dare. D’altra parte il disposto normativo fa esplicito riferimento all’obiettivo di accrescere l’efficienza e la capacità funzionale complessiva delle singole amministrazioni.

Quindi questo per l’art. 74 direi che è un po’ lo stato dell’arte. Il passaggio di questo emendamento naturalmente rende la scadenza meno impellente e ravvicinata e ci dà il tempo di riflettere ulteriormente, avendo anche a mente quello che le altre amministrazioni intendono fare.

Per l’art. 72, è un articolo che… quindi, diciamo che per il problema di riorganizzazione di strutture amministrative ed il connesso argomento degli organici… come sapete è richiesta una riduzione degli organici. Questo direi che il problema sembra destinato a lasciarci dei tempi ulteriori di riflessione, dei quali intendiamo fare il miglior uso… nel senso che non che ci mettiamo a non far nulla nel frattempo, ma proprio per riflettere e vedere le altre amministrazioni che cosa stanno facendo.

Per quanto riguarda gli adempimenti previsti dall’art. 72 che vi ricordo sono quelli relativi alla facoltà di collocamento a riposo al compimento del quarantesimo anno di costituzione ai fini pensionistici; e a quello riguardante le modalità di trattenimento in servizio oltre i 65 anni. Su quello noi abbiamo avviato una riflessione. E’ chiaro che è uno snodo centrale. I riferimenti di legge sono molto chiari e sostanzialmente sono, da una parte le esigenze organizzative dell’Amministrazione. Quindi, diciamo, la valutazione. Queste misure vanno necessariamente collocate nell’ambito più generale della funzionalità dell’Amministrazione. In particolare, nel nostro caso, di una Amministrazione che ha delle carenze di organico e che quindi ha… deve riflettere molto bene a  come dare attuazione a questa normativa.

Direi che l’impostazione alla quale vorremmo ispirarci è un’impostazione che intende soprattutto essere, in questo momento, metodologica. Nel senso che, in ogni caso l’indicazione, anche era emersa nell’incontro di luglio con il Ministro, era che l’Amministrazione si sarebbe data dei criteri su cui procedere. E questo proprio a garanzia di trasparenza nell’affrontare queste innovazioni importanti. E quindi è proprio con questo spirito di trasparenza che le proposte e i criteri che saranno individuati saranno sicuramente condivisi con le OO.SS. e questo permetterà di procedere, insieme, a delle soluzioni che chiaramente dovranno essere nel giusto mezzo tra, chiaramente, un mantenimento di uno status quo impossibile, perché sarebbe contrario assolutamente alla norma, ma che, d’altra parte, non sia di discrezionalità totale dell’Amministrazione.

Quindi, bisognerà lavorare insieme, a trovare delle soluzioni che siano condivise e che siano nello spirito della norma e quindi che siano difendibili nei confronti della Funzione Pubblica, del MEF, dei nostri organi di controllo.

Quindi questo è lo spirito e il metodo ai quali stiamo ispirando la nostra riflessione. Io non ho molto di più da dirvi. E’ un esercizio che ha i suoi tempi, è tutto un po’ legato insieme, quindi, ripeto, non c’è da parte dell’Amministrazione la necessità di portarci noi in avanti ed essere i primi a muovere le nostre pedine. Quindi, intendiamo farlo, lo faremo insieme. Si tratterà appunto di individuare delle soluzioni che siano sostenibili, difendibili e che siano in linea con le esigenze di questa Amministrazione.

 

Fransoni: Ringrazio il Direttore Generale di questo interevento, esauriente, chiaro. Sono, credo, mi sia consentito, delle considerazioni che mi sembrano in larga linea assimilabili a quelle che sono state fatte dal Sindacato a settembre.

Quello che mi sembra sicuramente importante, per quanto riguarda il discorso sull’art. 72, è l’individuazione di criteri in maniera condivisa con le OO.SS. e in particolare il SNDMAE, che rappresenta la larga maggioranza della carriera diplomatica. Credo inoltre che, come è stato osservato anche nella comunicazione del SNDMAE del 29 settembre, sia importante privilegiare l’aspetto degli incentivi, e che sia necessario dare al dipendente la facoltà di scegliere, senza metterlo spalle al muro all’ultimo momento, dopo quarant’anni di servizio, cosa che sarebbe quanto mai riprovevole.

L’approccio prospettato dal Direttore Generale delle Risorse Umane mi sembra certamente condivisibile. I tempi non sono strettissimi, ma attenzione a non farsi sorprendere da decisioni, iniziative dell’ultimo momento. Questo vale anche per quanto riguarda l’art. 74. Anche qui, si parla di tempi non brevissimi. Benissimo, questo però significa, come ha detto il Direttore Generale, avere più tempo per pensare bene, ma farlo insieme e valutare congiuntamente le opportune iniziative, riflessioni ed accorgimenti per tenere presente la specialità di questa struttura che oramai, a parte il paradosso delle dieci dita che diventano otto, credo che non sia più suscettibile di subire tagli significativi, dato che sono anni oramai che si procede in questa direzione. Se si proseguisse su questa strada, infatti, si tratterebbe di rivedere la funzione dell’Italia come politica estera e la sua presenza in certe aree geografiche o in determinati settori. Abbiamo già degli organici che sono regolarmente inferiori ai nostri partners. Da anni, infatti, non dobbiamo più confrontarci con la Germania e con la Francia, i partners con cui dobbiamo invece confrontarci sono l’Olanda, il Belgio, l’Austria, perché sono questi gli organici, le risorse, le nostre capacità all’estero.

Per quanto riguarda l’art. 72, la lettera che hanno preparato alcuni colleghi tratta indubbiamente un tema di primaria importanza e che riguarda un numero certamente più ampio dei 230 colleghi menzionati. Vanno infatti messi in conto anche quelli che hanno riscattato l’Università, il servizio militare e le sedi particolarmente disagiate, che, come noto, valgono “di più” ai fini pensionistici. Da prendere in considerazione, quindi, non sono solo quelli dei concorsi che avevano già maturato diciotto anni prima del ’95, bensì anche quelli che sono entrati con concorsi successivi. L’impostazione del DG Sanfelice di individuare insieme dei criteri, di lavorare insieme su questo tipo di problematica che coinvolge tanti colleghi, condividendo con le OO.SS. una linea comune, agendo soprattutto dal lato degli incentivi, senza procedere con provvedimenti vincolanti che rischierebbero di essere arbitrari, questo mi pare che sia un approccio che molti di noi possano condividere.

Passo la parola allora al collega Mario Polverini.

 

Mario Polverini: Hai anticipato tu, Presidente, delle idee che avevo e che volevo esprimere. Apprezzo molto nell’intervento del Direttore Generale delle Risorse umane la disponibilità a portare avanti insieme alle OO.SS. quelle che sono le emergenze dell’Amministrazione. Volevo fare alcune considerazioni sui vari punti. Il discorso del ridimensionamento della struttura amministrativa e burocratica si riflette inevitabilmente anche sul personale. Quindi, al di là della riflessione in atto, mi chiedevo se ci sono già delle idee maturate nell’ambito dell’Amministrazione su come si può procedere e la possibilità di riposizionare sulla struttura, così modificata, il personale attualmente in servizio in determinate DG e Servizi che saranno toccati da questa ristrutturazione. Quindi se tutto rimarrà più o meno come prima, ovvero se ci sarà una necessità di variazione che si riflette, spesso e volentieri, anche poi sugli aspetti retributivi…indennità di posizione e indennità di risultato. Questo è un aspetto da tener presente già in questa fase.

La seconda cosa, se incrociamo questo ridimensionamento della struttura, compattamento della struttura, con il discorso del blocco del turn over, della discrezionalità del collocamento a riposo, corrisponde una riduzione dell’organico e quindi della capacità operativa dell’Amministrazione. Mi chiedo e chiedo se è stato valutato questo fenomeno anche in vista di un possibile ridimensionamento delle competenze e responsabilità dell’Amministrazione, in primo la gestione della cooperazione allo sviluppo, con la riduzione dei fondi, riduzione della struttura, riduzione di personale, il discorso del ritorno all’Agenzia potrebbe essere prepotentemente riproposto; come anche il discorso delle competenze in tema di politica commerciale, economica, di commercio estero, che mi sembra stia succedendo esattamente il contrario di quello che si era previsto meno di un anno fa.

Abbiamo visto il discorso dell’ISDI, per esempio. Noi abbiamo perso una competenza che poteva essere esclusiva in quella che era la formazione internazionalistica, oramai di questo non ci possiamo neanche più proporre come centro di riferimento per tutta l’Italia… beh, perché… l’istituto c’è, per carità, però non è più un centro di responsabilità… no, però mentre prima si potevano nutrire delle ambizioni di essere noi i referenti dell’istruzione internazionalistica… ormai abbiamo dei centri che sono non competitivi ma di dimensioni di offerta formativa e di network internazionale. Ma questo per semplici motivi di bilancio, perché per gestire una convenzione… se non hai risorse per gestire una convenzione con determinati enti di riferimento, che siano le grandi Università, che siano le Grands Ecoles o altri riferimenti del genere, ovviamente si perde di competitività anche sul mercato. Questo è un altro aspetto che vedo.

 

Sanfelice: E’ chiaro che quello che succederà lo vedremo, nel fenomeno della riorganizzazione se quello che succederà, se succederà, sarà in linea con quanto è già successo, se mi permetti. E’ chiaro che tutto va comunque – e questo ti confermo che è intenzione dell’Amministrazione collocarlo in un’ottica di salvaguardia, ma anche possibilmente di rinforzamento e di sviluppo di quelle che sono le missioni istituzionali e le professionalità. Tu hai fatto l’esempio del caso dell’Istituto Diplomatico… e mi sembra pertinente. L’Istituto Diplomatico è chiaro che è una realtà relativamente piccola, però la sua forza io la vedo nell’alta qualificazione e nella professionalità che ha. Le altre grosse scuole, la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, per carità, è un referente utile per noi, per tutta una serie di collaborazioni che vogliamo sviluppare. Francamente, non sento un rischio di una concorrenza da quella parte, come anche…

 

Polverini: …la riduzione delle risorse inevitabilmente si riflette sulla capacità di azione…

 

Sanfelice: …quello che noi dobbiamo fare e credo che stiamo facendo e dobbiamo continuare a fare è più che sulle risorse – sappiamo qual è la manovra che è passata –sappiamo che per lo meno per il prossimo triennio non è da quella parte che noi possiamo trovare delle soluzioni. Io credo che noi veramente, la risposta migliore sia nella qualità, nella professionalità che abbiamo. L’Istituto Diplomatico, e l’esempio è particolarmente calzante, perché l’Istituto Diplomatico, è vero, fa una attività formativa - fra l’altro la sta rafforzando e credo che ci sono già dei risultati molto interessanti - rivolta all’interno. Ma anche lì stiamo facendo un’attività per collegarci con le altre grandi scuole. Abbiamo per esempio, la scuola degli Interni, la scuola Vanoni, che sono delle strutture colossali, però io credo che non dobbiamo veramente rigirare tutto… adesso tu con Milano sei influenzato da dei grandi budgets – ma, a parte gli scherzi, credo che veramente lo sforzo – e questo vale per l’Istituto Diplomatico come per le altre nostre strutture – devono veramente fare il miglior uso delle risorse, che sono molto importanti, che abbiamo e sono quelle che ci danno poi il riscontro che abbiamo. Sono francamente abbastanza fiducioso.

 

Anacleto Felicani: Grazie mille. Intanto volevo ringraziare molto, naturalmente, il Direttore Generale delle Risorse umane e anche il Presidente del SNDMAE che non è qui con noi oggi, Cristina Ravaglia, quindi prego il Segretario di farlo, per quello che sta facendo in questo momento cruciale per il nostro Ministero.

Certamente è importante avere una visione globale e complessiva di quella che è la sfida a cui deve rispondere l’Amministrazione. Adesso, di fronte a un dato ineludibile, che è quello, come ha detto il Direttore Generale delle Risorse umane, che è impossibile mantenere lo status quo. Quindi, senza voler allargare troppo le mie considerazioni, io mi vorrei riferire soprattutto a quello che riguarda la possibilità di concludere anzitempo delle carriere, che vale non soltanto per la carriera diplomatica, ma per tutto il personale dell’Amministrazione, alla luce di questi 40 anni che sono una tagliola che ci è stata imposta dalla legge. Io vorrei suggerire che si faccia di questa circostanza un’occasione per avere, eventualmente, delle iniziative immaginative. E quindi, naturalmente, non è questa la sede per stabilire come. Ma questi incentivi di cui si è parlato e che credo possano essere anche recepiti da parte dell’Amministrazione potranno rappresentare per chi si trova in queste condizioni, non tutti, naturalmente, ma molti di noi, un momento di stimolo. Questo lo dico proprio perché, come diceva il Presidente dell’Assemblea, noi ci dobbiamo adesso trovare a confrontarci con i nostri partner che hanno dei mezzi infinitamente superiori ai nostri. Però, reduce come molti di noi siamo di esperienza sul terreno, le nostre ambizioni sono sempre però quelle di paragonarci ai nostri partners del G8. Non perché abbiamo meno risorse, dobbiamo avere minori ambizioni; le ambizioni devono rimanere. E credo che, come ha detto il Segretario SNDMAE, effettivamente i nostri risultati di politica estera non sono minori. Tenuto conto di questi due grossi condizionamenti, io ritengo che questo aspetto di trovare dei metodi incentivanti per superare questo problema possa consentire scorrimenti di carriera, quindi prospettive per i più giovani; soddisfazione per chi una carriera l’ha fatta e che si trova nelle condizioni di essere sottoposto a queste scelte dell’Amministrazione; e infine poter dimostrare anche al Governo che il Ministero ha delle risorse di immaginazione per poter continuare a influenzare non soltanto la propria vita interna, ma anche i compiti istituzionali che ha nei confronti degli altri dicasteri e complessivamente all’interno della società italiana. Non dimentichiamoci che quando si tratta di promuovere e sostenere il sistema-Italia, noi lo dobbiamo sempre fare nella periferia, lo dobbiamo fare anche qui, ma ci viene richiesto da molte, molte parti. E questo credo sia anche un argomento che può essere validamente sostenuto da parte dell’Amministrazione in questa particolarissima e delicata circostanza. Grazie.

 

Fransoni: La natura di questi incentivi credo che sia un punto centrale. Questi incentivi dovranno essere sicuramente di carattere economico…

 

Carla Zuppetti: Per questi incentivi c’è bisogno di risorse… si parla di passaggi di grado… non possono essere fatti un giorno e il giorno dopo te ne vai… mi sembra che sia più un auspicio vivissimo su cui non si può non convenire, ma in quanto alla realtà di applicarli non vorrei che poi si rimane con la parola incentivo per mesi e per mesi… e poi si arriva all’ultimo momento… incentivo, incentivo… non è che l’Amministrazione non vuole porlo in essere è che tecnicamente non si può porre in essere.

 

Fransoni: Questo è un punto centrale…

 

Sanfelice: Ne discuteremo quando avremo un quadro… ecco, ripeto, come diceva Carla, non è immaginabile… la bacchetta magica non esiste. Quindi dovremo ragionarci su quello che è possibile fare.

 

Fransoni:  Rimane un aspetto ineludibile. Noi dovremmo superare il ben noto approccio del costo zero, potrà anche esserci un risparmio perché avremo meno persone in organico. Ma un costo ci dovrà essere… I militari per anni hanno usato un sistema analogo, se non si era promossi colonnello a una certa età, si andava in pensione da generale, ma almeno con il trattamento da generale sia economico sia di qualifica. Ora, io ben ricordo in un recente passato delle difficoltà notevolissime per mandare in pensione dei colleghi soltanto con il titolo onorifico di Ambasciatore senza trattamento economico e, malgrado ciò, le fortissime resistenze da parte dell’Amministrazione a farlo. Figuriamoci allora cosa succederebbe se si includesse il trattamento economico del grado superiore. Ma se tutto ciò non vi fosse, quale sarebbe il vantaggio che l’Amministrazione mi potrebbe dare per andare via?

 

Zuppetti: Semplicemente che si va via… non è: “Che mi dai te… ?”. Non riesco a capire. Mi sembra posto in maniera diversa. Io, per carità, non è che seguo queste materie giornalmente... ma mi sembra mal posto il quesito, per essere onesti. “Che mi dai per andare via?”, quando c’è la facoltà dell’Amministrazione di mandare…

 

Fransoni: Ma allora non è più un discorso facoltativo né un discorso incentivante… è un ukaze.

 

Zuppetti:  Non lo so, non mi trovano molto…

 

Paolo Massa: Mi riallaccio a queste battute che hanno fatto tutti quanti… io ho sentito tutti i discorsi questa sera, son ben contento di sentire questo concetto, anziché dire: “Tu hai quarant’anni, prendi e vattene”, ma di sentir dire, a un certo punto: “Tu hai quarant’anni, se te ne vai ti do questo incentivo”.

Ci sono state delle proposte abbastanza concrete, io mi ricordo di una comunicazione del SNDMAE in cui si parlava: Uno, della nota discrepanza tra estero e Italia che è una cosa vergognosa e sinceramente ritenevo che se venisse posta ad istanze superiori potrebbe anche al limite sfiorare l’incostituzionalità. E poi quell’altra cosa, la proposta precisa, quella del pensionamento con il grado superiore, per quanto ci riguarda, limitatamente alla retribuzione tabellare.

Vorrei sapere se su queste due cose c’è qualche progresso e a che punto siamo e soprattutto che possibilità abbiamo… perché a questo punto se ci sono possibilità concrete di avere questo… o qualcosa che si avvicina, si può veramente approfondire la materia, discutere, ma se dall’alta parte ci hanno già detto picche su questo e ce lo hanno detto in termini abbastanza chiari… d’altra parte, se chi tiene i cordoni della borsa ha detto: “No, assolutamente no!”. Allora, a questo punto, avviare la riflessione, non lo so se non perdiamo tempo ad avviare la riflessione, perché lo si deve fare su qualcosa di concreto e non su una possibilità vaga, ipotetica. Questo vorrei chiedere.

 

Fransoni: E’ curioso che i militari, colonnelli e generali che vengono mandati in pensione, sono centinaia, mentre noi siamo tre gatti. Ma per noi non sono mai state trovate le risorse.

 

Sanfelice: Ma sono carriere molto diverse, molto più selettive della nostra. Come tu dicevi, il meccanismo di pensionamento: se tu non sei promosso al grado superiore entro tre anni, vai a casa. E ci vai a 50 anni, non vai a casa a 65 anni.

 

Fransoni: Non ci vai però solo con il titolo, ma anche con il trattamento de generale.

 

Sanfelice: Ma non sono così entusiasti… ogni statuto poi risponde anche a delle esigenze funzionali. Il nostro, sappiamo quello che è… naturalmente non dobbiamo, Paolo, in fondo non dobbiamo neanche ignorare la norma a cui dobbiamo dare attuazione. La norma a cui diamo attuazione è una norma, te la leggo, molto semplice: “In caso di compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente,  le P.A. possono risolvere, fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia… il rapporto di lavoro con preavviso di sei mesi.

E in più c’è la Circolare 10… capisci? Noi dobbiamo partire…

 

Massa: Ma senza aspettare… se una persona sa che può ottenere un qualcosetta… va via prima…

 

Sanfelice: Naturalmente questa è la norma. Quello che ho detto io prima è che, senza adesso entrare nello specifico, come metodo c’è la disponibilità dell’Amministrazione a fare una riflessione molto seria su che cosa questo vuol dire, sulle implicazioni che questo ha sul servizio… tutto un insieme di fattori che vanno tenuti presenti.

 

Fransoni Credo che il Segretario esecutivo volesse intervenire… Gianluca… ah, no. Prego.

 

Liana Marolla: Trovo questa Assemblea molto interessante, anche perché io sono una di quelle che, essendo entrata giovane … ma scherzi a parte, quello che mi interessava un po’ sapere era che tipo di criteri, perché se io fossi ancora alla DGRO e il mio DG mi chiedesse di individuare i criteri, incomincerei a pensare… forse, beh, i DG no, perché hanno una funzione ben precisa, i vicedirettori magari neppure, gli ambasciatori all’estero neppure… incomincerei a pensare di individuare in qualche modo… quindi gli incentivi sono importanti, ma forse i criteri anche di più. Quindi, se potessimo avere una qualche idea prima possibile, anche, per poterne poi parlare, discutere con altri colleghi, discutere al limite anche all’esterno del MAE forse con altre categorie… sarebbe molto utile. Immagino che già ci si stia pensando.

 

Sanfelice: Ci stiamo pensando… stiamo guardando a quello che succede al di fuori… in quanto abbiamo ben presenti quelle che sono le nostre esigenze, però sviluppare alleanze in questo settore chiaramente è difficile.

 

Alberini: Brevemente. Sono stati ricordati gli incentivi che il SNDMAE ha chiesto. Noi abbiamo presentato un documento con dei suggerimenti, delle proposte concrete. E’ ovvio che ci rendiamo ben conto che servono risorse, su questo… siamo ben consci dei problemi. Ma anche a noi sembra che un’uscita accompagnata non possa prescindere da un qualche tipo di incentivo. La soluzione del problema di quelli che vanno in pensione dall’estero, per esempio, abbiamo proposto la parificazione alla fascia C.  C’è un costo, è ovvio, lo sappiamo. Abbiamo proposto per chi va in pensione da Roma, dall’estero, la promozione al grado superiore che non sia solo onorifica. Perché? Perché se non c’è anche l’incentivo economico molti colleghi aspetteranno il prossimo rinnovo, aspetteranno uno o due rinnovi e avranno sicuramente degli aumenti. A questo punto se ne restano altri due o tre anni al Ministero. Certo, è vero che la norma di per sé è perentoria, non è che lascia alla discrezionalità del singolo la facoltà di chiedere o meno, insomma, ma siamo anche convinti che in una carriera come la nostra, l’applicazione di questi criteri draconiani potrebbe incontrare delle difficoltà, insomma. Lo stesso Ministro si è reso conto che la discrezionalità potrebbe ingenerare dei problemi. Quindi ben vengano i famosi criteri con i quali ci stiamo cercando di confrontare. Stiamo cercando di individuare con la massima apertura dell’Amministrazione, ma, ecco, forse questa è l’occasione per ribadire e credo che sia emerso qui, non c’è nessuna preclusione dei colleghi prossimi alla pensione ad andarsene via prima. Qui sembra di capire che alcuni, per percorsi personali, aspettative, sarebbero anche pronti ad andarsene, però avrebbero bisogno di una piccola spinta che non è quella spinta a buttarsi giù… dalla Farnesina, ma è un piccolo incentivo. Fa parte forse della nostra specialità… buttiamola così, un po’ a ridere. La nostra specialità è che per andare via ci devono dare un… contentino.

E poi sui tempi… di nuovo, giustamente, Francesco ce lo ricordava, cerchiamo di essere pronti… noi come Sindacato siamo aperti, veniamo a convocazioni anche a seduta stante… come a volte ci siamo lamentati. Però certe cose hanno bisogno di una certa riflessione, assimilazione da parte della carriera, quindi ci sarà comunque bisogno di un momento per assimilare, quando si starà per concretizzare la soluzione.

Un’altra piccola annotazione minima sulla riduzione degli organici, mi riguardavo la norma in questo momento, si parla di riduzione delle qualifiche dirigenziali. L’abbiamo ricordato al Segretario Generale quando è intervenuto mesi fa a un Consiglio del SNDMAE allargato al Segretario Generale, al quale anche tu eri presente, Direttore. Ricorderai che non è che noi sosteniamo l’equiparazione sic et simpliciter con i dirigenti. Noi abbiamo funzioni dirigenziali, ma abbiamo visto che fare troppe comparazioni ci è stato dannoso, in passato, perché pensavamo di prendere a destra e a sinistra e poi ci siamo accorti che, invece, ogni volta paghiamo… Quindi sarebbe forse meglio considerarci come una carriera a parte, con funzioni dirigenziali sin dal grado iniziale come scritto nella norma, ma evitare di dire che si è dirigenti dal grado di segretario e dirigente generale dal grado di ministro. Tutto questo, secondo noi, ci complica la vita e non facilita le cose. Dobbiamo insistere in ogni caso per la specialità della carriera.

 

Fransoni: Giusto, perfettamente d’accordo. Non c’è nulla di male a voler andare in pensione ad un certo punto della propria carriera. Chi per ragioni  particolari, personali, dopo tot anni di servizio, non ha più l’interesse, lo stimolo, la voglia di andare a prestare servizio a latitudini lontane e disagiate, può benissimo essere interessante e conveniente dire: “C’è questa opportunità, lascio libero il posto, facilito lo scorrimento, do delle prospettive ai più giovani e mi faccio da parte”.

 

[…]

 

Sanfelice: Ho preso attenta nota. Vorrei fare una battuta sul documento che ha fatto circolare Anna Della Croce. Credo che tutti l’avete ricevuto e visto.

No, è chiaro che quello che segnala Anna Della Croce e che ha trovato il sostegno da parte di molti colleghi che si trovano all’estero nella prospettiva, appunto, di una cessazione che comporti il calcolo del trattamento pensionistico basato sulle pensioni minime rispetto a quelle che sono in godimento fra chi, invece, cessa a Roma.

Allora, non entro nel merito delle argomentazioni, il documento l’abbiamo ricevuto la settimana scorsa e lo stiamo esaminando, quindi non vorrei entrare dentro, ma vorrei segnalare una cosa, che, in ogni caso, la materia del trattamento all’estero, come quello del trattamento metropolitano - il trattamento metropolitano in particolare - è oggetto di contratto, di contrattazione. L’abbiamo appena fatto. Il procedimento contrattuale è quanto di più lontano esista da una decisione unilaterale da parte dell’Amministrazione. E’ chiaro che lì c’è un confronto tra una parte sindacale, che fa delle proposte di modifica, in questo caso del trattamento economico applicato ai colleghi e l’altra parte, l’Amministrazione con la Funzione Pubblica e Ministero dell’Economia e Finanze. Quindi, è chiaro che si tratta di un’operazione concertata e non certamente una decisione che l’Amministrazione può prendere individualmente. E’ una cosa sulla quale ci si può pensare… lo vedremo con attenzione… è un’esigenza che abbiamo ben presente. E’ chiaro che c’è una differenza, non invocherei il carattere costituzionale o meno di questa differenza, ma, ecco, la differenza esiste ed è meritevole di attenzione, soprattutto alla luce di un’istanza così largamente sostenuta.

 

Fransoni: Ti ringrazio, Direttore, penso che… certo.

 

Polverini: Una cosa che direi… Nella situazione attuale, si può avere una chiarezza interpretativa di quella che è la norma…

 

Sanfelice: La norma a cui fa riferimento Anna?

 

Polverini: Sì. Io sono rientrato dall’estero recentemente proprio per accedere a una pensione ministeriale. Ciò detto, io ho ricevuto una lista di … prima era… l’ultima mi hanno detto che sono sei mesi. … sia immediata… 

 

Sanfelice: La cosa è chiara e appunto la approfondiremo.  Quello che tenevo a dire oggi è che il referimento che fa Anna ad una decisione autonoma dell’Amministrazione, l’Amministrazione non può prendere. Ci sono delle grosse implicazioni finanziarie, quindi bisogna anzittutto… in considerazione da parte del MEF, della FP… indicazione delle risorse alle quali attingere. Quindi è chiaro che è un meccanismo… riferimento più naturale è al procedimento contrattuale, di rinnovo del contratto… quindi credo che sia in quella sede che vada…

 

Polverini: Nella vigente legislatura… di indirizzo… diritto alla pensione italiana.

 

Sanfelice: Non è che esiste un diritto alla pensione italiana… esiste un meccanismo che per essere coerente alla funzionalità delle competenze che ognuno è chiamato a svolgere… nell’Amministrazione centrale. Il rientro dall’estero deve precedere un periodo congruo nel quale determinati obiettivi possono essere raggiunti…

 

Polverini: E’ legata agli obiettivi?

 

Sanfelice: Sì, sostanzialmente sì. Ha una funzione…

Voglio dire che innanzitutto chiunque completa il periodo all’estero CHIARAMEnte rientra a Roma. Tutti noi siamo legati a un meccanismo di attribuzione di funzioni e di obiettivi e quindi questo poi…

 

Polverini: Però avendo maturato i quarant’anni contributivi, il dipendente X potrebbe essere indotto…

C’è una discrezionalità da parte dell’Amministrazione di poter… si potrebbe addirittura arrivare all’assurdo… di dover completare quel periodo lì…

 

Zuppetti: I quarant’anni ce li ha anche nel momento in cui gli si sta affidando l’incarico… No, io volevo dire, per carità, non è che voglio… il fatto stesso di affidare un incarico è indice di una valutazione di dare un incarico. La persona che ha già i quarant’anni in quel momento lì potrebbe decidere: “No, mi avvalgo della facoltà di non darti per niente l’incarico”, ma la logica vorrebbe che avendo dato un incarico si prosegua fino al termine dell’incarico stesso.

 

Fransoni: Credo che il Segretario Esecutivo vuole aggiungere qualcosa…

 

Alberini: In dieci secondi per dare la posizione del Consiglio su questa fondamentale questione delle pensioni e confermare quanto diceva il Direttore Generale poco fa. Questa è materia che comunque, in ogni caso, ricade sotto il cappello del contratto e noi ne eravamo ben coscienti di questo problema della differenza di trattamento che abbiamo a causa della duplice natura della nostra retribuzione in Italia e all’estero, che non è un problema che tocca solo quelli che avevano l’anzianità… tocca tutti, in un modo o nell’altro, perché tocca quelli che sono “privilegiati” dal sistema attuale, che è un sistema che garantisce il 98% dell’ultima retribuzione e tocca altrettanto le altre fasce di carriera che il 98% se lo scorderanno dell’ultima retribuzione… se arriveranno al 50-60, già sono fortunati. Questi non sono dati che ci siamo inventati, siccome sono anni che ce ne occupiamo, siamo andati all’INPDAP a parlare con degli esperti che ci hanno fatto delle proiezioni tragiche, insomma. E uno dei modi per ovviare a queste proiezioni tragiche, che risolverebbe i problemi degli uni e degli altri, è effettivamente è quello di alzare le posizioni all’estero. Noi questo lo avevamo sostenuto da tempo. Nell’accordo precedente lo avevamo richiesto, in parte, non è stato potuto raggiungere… non si è potuto raggiungere l’obiettivo perché avevamo ottenuto all’epoca 12 milioni, ne avevamo chiesti 20-22… Siamo tornati a chiedere 20-22 milioni anche questa volta, ma non perché ci immaginavamo i numeri, perché tenevamo in conto anche di questa situazione: per aggiustare le posizioni all’estero a un livello comparabile a quello italiano servono 8-10 milioni di euro… C’è poco da fare.

Sappiamo tutti come è andata quest’anno. I soldi non erano sufficienti e non si è potuto riparare a questa situazione all’estero. Credo che dovremmo continuare a chiedere di risolvere questa difficoltà che abbiamo ad avere un sistema equo. Cioè di questo alla fine si tratta. E’ vero che è difficile ricorrere alla Corte Costituzionale, scomodare i tribunali… adesso i colleghi ci provano, e speriamo che riescano a sfondare una porta. Non so, vedremo… insomma, potrebbe essere una… come dire… una diffida che si trasforma in qualcos’altro e che poi ci porta a dei risultati. In ogni caso noi ci proveremo di nuovo nel nuovo accordo. Le risorse purtroppo sono poche. Abbiamo già cominciato a vedere, a discutere perché il nostro accordo è scaduto…  però questo qui delle pensioni può essere uno degli argomenti da portare alla Funzione Pubblica e da addurre come motivo per aumentare le somme attualmente disponibili.

Noi facciamo il Sindacato… all’Amministrazione le grane.

 

Zuppetti: …è definita come posizione minima del grado, quindi non potrà mai essere uguale. Io all’inizio non mi occupavo all’epoca di queste questioni, tanto meno Giacomo… ma quando è stato immaginata la costruzione dello stipendio, la posizione all’estero, l’indennità di posizione all’estero, qualcuno si gira e ti dice: “E’ l’ISE la posizione all’estero”.  Questo è il problema anche… è una costruzione ibrida, che naturalmente quello incide sulla pensione, quell’altro non vi incide… però è una posizione comunque equivoca ab initio.

 

Alberini: Ma infatti il figurativo potrebbe essere una soluzione, infatti.

 

Civitelli: In relazione al ricordo della vicenda degli anni novanta riferita all’indennità integrativa speciale (I.I.S.) collegata all’I.S.E. ed alla sua considerazione in senso figurativo per la perequazione tra estero e territorio metropolitano (pensioni e TFR), non parlo come Capo del SICC, ma come dirigente amministrativo del MAE all’epoca Capo Ufficio della DGPA con competenza, tra l’altro, sui trattamenti economici.

Si passò dalla fase del cosiddetto “conglobamento” figurativo dell’I.I.S. nello stipendio metropolitano dei dipendenti in servizio all’estero alla costruzione delle nuove basi di calcolo dell’ISE nel Decreto Legislativo 62/98 proprio per realizzare questa equiparazione tra estero ed interno nella considerazione dell’I.I.S. per la pensione e per il TFR, anche se all’estero naturalmente l’I.I.S. continuava a non venir corrisposta. Pertanto anche in questo caso della retribuzione di posizione, per coloro che sono in servizio all’estero e vanno in pensione dall’estero, se vi è l’esigenza di perequare le condizioni economiche della cessazione con i pari grado che vanno in pensione in Italia, si deve però evitare l’argomento tabù e pericolosissimo della commistione tra la natura dell’I.S.E., non retributiva, e quella della retribuzione di posizione, di natura retributiva, ma non percepibile all’estero se non nella misura minima stabilita dai contratti e sempre riferita allo stipendio metropolitano.

 

Alberini: E’ un vecchio dilemma da discutere... ma poi la gente non va più all’estero e quindi bisognerà alzarlo…

 

Zuppetti: Comunque, l’aspetto figurativo è stato utilizzato anche relativamente in tempi recenti per le qualifiche funzionali. Perché anche le qualifiche funzionali avevano un piccolo differenziale… ricordo, forse anche Renato lo ricorderà, c’erano dei casi di qualifiche funzionali che tendevano a rientrare un mese prima… quando si è capito come girava il mondo. E credo che lì si sia intervenuto… o forse doveva essere applicato un figurativo che era già previsto… però qualcosa è stato fatto con gli Affari amministrativi… ma qui l’entità è talmente elevata, che invece lì si trattava di qualche decina di euro, mentre qui sono cifre che porterebbero…

 

Civitelli: Dipende a che cosa (in particolare a quale livello di retribuzione di posizione metropolitana) ti vuoi parametrare per la considerazione figurativa e perequativa della retribuzione di posizione ai fini del calcolo della pensione e del TFR, in caso di cessazione definitiva dal servizio dall’estero.

 

Zuppetti: La parametrazione è chiara, posizione minima del grado, che in prima interpretazione è stata il grado inferiore rispetto a quella proprio visto da Roma. Il Ministro all’estero ha l’indennità del Consigliere di Ambasciata a Roma, come indennità di posizione minima del grado.

 

Fransoni: E’ una vecchia discussione, questa… Gianfranco, volevi dire qualcosa?

 

Varvesi: Due concetti: Uno. Se già si è risolto il problema per gli Amministrativi, vuol dire che il principio giuridico di un equo trattamento è stato accettato. In proposito vorrei ricordare che agli inizi degli anni Novanta la Corte Costituzionale risolse un caso con affinità a questo. Coloro che erano stati penalizzati con un trattamento pensionistico nettamente inferiore a loro pari grado e con uguale anzianità di servizio, ma collocati a riposo pochi mesi prima, vinsero il ricorso e fu affermato un principio valido per tutta quella fascia anagrafica. Due. Noi interpretiamo la specialità della carriera come un maggiore onere, un più forte senso del dovere. Nobile, ma mi sembra che con ciò ci penalizziamo da soli. Io mi domando perché un Prefetto in sede al momento del collocamento a riposo o un Magistrato in servizio a Milano e non al Ministero di Giustizia abbia lo stesso trattamento di quiescenza del suo collega in servizio presso l’Amministrazione centrale. C’è un meccanismo perverso che penalizza la nostra carriera, che è contrario ai principi generali di diritto e di equità.

 

Fransoni: Gianfranco, il prefetto non ha l’ISE, il prefetto prende 6.000 euro…

 

Varvesi: No, il prefetto in sede prende un’indennità maggiore.

 

Fransoni: No, prende di più il prefetto a Roma.

 

Zuppetti: Loro hanno una differenziazione dei posti sulla rete. Cioè, per esempio, anche  gli stessi Direttori Generali hanno una posizone diversa, non sono tutte quante uguali le Direzioni Generali. Per loro la sede di Palermo ha un’indennità e la sede di Olbia ne ha un’altra…

 

Varvesi: No, ma non sono penalizzati. Cioè il loro stipendio è quello che è… più l’ISE, mentre da noi c’è un meccanismo perverso.

 

Fransoni: Noi siamo molto più pagati quando andiamo all’estero…

Se non ci sono altri interventi, direi che possiamo chiudere. Ringrazio il DGRO del suo contributo, come quello di tutti, il DG Zuppetti, Il Capo Servizio Civitelli e tutti i presenti.

 

L’Assemblea Straordinaria si conclude alle ore 18.15.

 

 

 

 


 

 

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