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Prot. 06/07
Roma, 13
gennaio 2006
Lettera aperta al
vertice politico e amministrativo del MAE
Il SNDMAE ancora
una volta deve denunciare il pesante attacco della Legge Finanziaria e di
bilancio alla funzionalità del Ministero degli Affari Esteri e alla possibilità
per i propri funzionari di far fronte onorevolmente ai suoi compiti
istituzionali. Compiti che oltretutto si giocano in raffronto competitivo con
altri Paesi e i cui esiti sono - osiamo ancora credere - non secondari per la
proiezione estera del Paese ed il suo ritorno sul piano interno.
Sul piano
generale occorre prendere atto che la legge finanziaria 2006-2008 e la legge di
bilancio per il 2006 hanno prodotto un decremento del 9% rispetto al Bilancio
del MAE per il 2005. La percentuale del Bilancio del MAE sull’intero Bilancio
dello Stato è destinata a scendere quindi al di sotto dello 0,30% (Cooperazione
inclusa).
Ne consegue una
notevole riduzione per le spese di acquisto di beni e servizi (i 'consumi
intermedi'), attorno ai 28 milioni di Euro (il 30% in meno), che comprende
anche Capitoli di spesa destinati, in tutto o in parte, al finanziamento di
settori fondamentali per lo svolgimento delle missioni istituzionali del
Ministero (interventi di emergenza nelle situazioni di crisi, missioni
all’estero, promozione commerciale e culturale, nonché le tutela degli italiani
all’estero, le comunicazioni e l’ informatica).
Rattrista la
scarsa considerazione per la funzionalità e l'efficienza di un'Amministrazione
che deve essere considerata come prima linea della difesa degli
interessi nazionali!
Soprattutto rattrista il totale
voluto (o, peggio, se non voluto) disconoscimento del lavoro da svolgere e
delle condizioni necessarie per assicurarlo. Il rapporto con l’estero
è ragione istituzionale di questa Amministrazione ed il suo svolgimento in
condizioni accettabili diritto-dovere dei singoli e dell’Amministrazione.
Se
è di ieri la nostra denuncia degli illuminanti paragoni in merito alla
percentuale del PIL che i vari Paesi dedicano alle attività di politica estera
e sulle risorse nuove che i vari Paesi dedicano ad essa, i dati di cui sopra
non possono che rendere palese un’economia di neanche sterile sopravvivenza che mortifica chi vede ed opera per le immense potenzialità del
nostro Paese all’estero.
Vi
è poi un aspetto puntuale che il SNDMAE non può che sollevare con fermezza alla
luce del messaggio della DGAABP del 30 dicembre 2005. Tale messaggio dirama il
provvedimento dell’art. 1, comma 216 della Finanziaria, in cui, oltre a
comunque inaccettabili riduzioni di diaria, viene inopitanatamente ricondotto
alle sole spese di classe economica il rimborso delle spese di viaggio per
missioni o viaggi di servizio all'estero per il personale delle Amministrazioni
di cui all’art. 1 comma 2 del Dlgs. 165/2001. Che conclusione dobbiamo trarne?
Certo, viene da chiedersi, quid per personale esterno degli Uffici di diretta collaborazione dei Ministri,
magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati dello Stato,
dipendenti parlamentari; figli e figliastri?
Ma,
a parte le discriminazioni, almeno per quanto riguarda questa Amministrazione,
è mai possibile che i fautori dell'emendamento 216 non si rendano
conto che per il personale degli Esteri il viaggiare in condizioni non
usuranti nelle missioni di medio e lungo raggio non costituisce un
lusso da sfrondare ma è parte essenziale degli obiettivi che sono chiamati
a raggiungere per assolvere il mandato di interesse generale loro conferito?
Il
nostro personale è tanto cosciente dell’importanza centrale di tale aspetto
che, onde poterlo assicurare al meglio e coniugare funzionalità ed economia, si
è conformato da tempo ad un principio di autolimitazione verso la classe
economica per i viaggi di durata compatibile con l’efficienza delle prestazioni.
Ma per i voli intercontinentali, qualcuno ha pensato cosa comporti in termini
di salute e di funzionalità un viaggio Roma-Pechino-Roma in quattro o sei
giorni e trattative stressanti nella sosta? Ci siamo
dimenticati il significato di “economy class syndrome”?
E le prudenze adottate dagli altri governi G8 e dalle istituzioni
multilaterali?
Spiace
e stupisce che si regolino realtà senza averle approfondite, verrebbe da dire
dall’alto dei voli di Stato, senza un’oggettiva valutazione dei costi benefici.
Che pensa l’Amministrazione? Si attiva energicamente presso il MEF ed il
Parlamento per quegli opportuni chiarimenti e adeguate soluzioni cui i
diplomatici sono ovviamente disponibili a collaborare e cui guarderanno con
quel senso dello Stato che deve dirigere la loro azione e che è anche alla base
della vibrata protesta che li anima?
In ogni caso
i soci del SNDMAE si oppongono al taglio delle diarie che, sebbene
figuranti come un emolumento - per inciso tassato - nei fatti servono
indebitamente a pagare spese di missione non coperte dall'Amministrazione,
quali i trasporti da e per gli areoporti e gli spostamenti in loco.
Nell’attesa, il
SNDMAE diffida l'Amministrazione da ogni fuga in avanti applicativa!
Il Consiglio |