Adeguamento
del servizio all’estero
all’imposizione
di nuovi tagli alla funzionalità della rete
Il
prospettato “taglio ignorante” dei fondi necessari per il funzionamento della
diplomazia italiana e dell’intero Ministero degli Esteri appare ingiustificabile
dal punto di vista del richiesto contributo al rigore finanziario perche` non
incide affatto sull’economia gestionale e sulla funzionalita’ del Ministero.
Esso appare invece deliberatamente punitivo nei confronti dell’attività
diplomatica e del personale che presta servizio all’estero.
Un simile
intento arbitrariamente punitivo appare incomprensibile ed inaccettabile
proprio nel momento in cui detto servizio ha dato ripetute prove di eccellenza
e capacità propositiva nel recupero dell’immagine internazionale del Paese e
contribuisce attivamente alla sicurezza nazionale del Paese e dei suoi soldati
in servizio all’estero, e` costantemente impegnata in difesa di quel
multilateralismo degli scambi che e` condizione essenziale per un sistema
economico come il nostro e svolge un’azione tempestiva e capillare a protezione
dei connazionali, specie in situazioni d’emergenza.
Esso
risulta quindi inaccettabile per la professionalità e la dignita` personale di
chi presta servizio all’estero; pertanto il personale in servizio a Washington
aderisce allo stato di agitazione proclamato dalle sigle sindacali.
Solo un
impegno ben superiore ai doveri d’ufficio ha consentito finora, ad una macchina
amministrativa colpevolmente trascurata, di funzionare comunque nel superiore
interesse del Paese. Evidentemente la nostra abnegazione professionale e lo
spirito di servizio non sono nè riconosciuti nè apprezzati, e pertanto non più
richiesti nè necessari.
Di
fronte a misure che colpiscono anche la nostra dignita` personale e la nostra
professionalità, ci rammarichiamo di non essere più messi in grado di svolgere
con impegno superiore alla norma il servizio in difesa dell’interesse
nazionale del Paese, al quale ribadiamo la nostra dedizione.
Il
personale dell’Ambasciata a Washington intende reagire a dette misure in
autotutela della propria dignità e professionalità, sia aderendo alle
iniziative sindacali gia` proclamate che attenendo la propria condotta ad un
attento ripristino della legalita` e della legittimita` delle condizioni di
lavoro e adeguandola scrupolosamente al livello richiestoci di ordinario
impegno lavorativo e di puntuale adempimento dei compiti d’istituto, senza
(come in passato) eccederlo.
In
particolare intende attenersi ai seguenti criteri di comportamento, nel pieno
rispetto della normativa vigente e delle funzioni istituzionali del servizio:
- richiesta di totale rispetto del dl. 626 in materia di sicurezza sul lavoro. Anni di mancati investimenti e di colpevole negligenza hanno
ridotto gran parte della rete in condizioni francamente non piu` accettabili,
quando non di totale inagibilità;
- richiesta di assicurazione delle condizioni minime
di sicurezza sul lavoro. Il profilo di rischio del Paese negli ultimi anni e`
cambiato ed il personale degli Esteri e` oggi molto piu` esposto senza che vi
sia stata una seria politica di adeguamento delle strutture e delle misure di
sicurezza. In dettaglio:
a) il nostro personale e` regolarmente esposto al
contatto con il pubblico senza che, troppo spesso, vi siano le condizioni
minime di sicurezza. Le situazioni di rischio non saranno piu` tollerate;
b) il nostro personale e` regolarmente chiamato a
soccorrere quei connazionali che nel mondo vengono a trovarsi in situazioni di
pericolo di vita per effetto della loro deliberata condotta, specie in
paesi-regioni-situazioni notoriamente a rischio. Essi mettono così in pericolo
non solo se stessi ma anche chi li soccorre, provocando comunque un chiaro
danno all’erario. Negli altri Paesi con cui ci piace compararci, salvataggi di
questo tipo prevedono quantomeno il rimborso spese da parte degli interessati.
Da noi chi ha messo a repentaglio la vita dei dipendenti pubblici ed ha
provocato un danno all’erario viene invece troppo spesso demagogicamente
considerato come una sorta di eroe mediatico. Il personale si asterra` dalla
indebita assunzione di ogni rischio personale;
-
causa l’inadeguatezza del nostro complesso burocratico-normativo, i dipendenti
del Ministero egli Esteri a tutela degli interessi nazionali fino ad oggi si
sono assunti molte responsabilità che non competono loro; nella nuova
situazione lesiva della loro dignita` e della qualità riconosciuta del lavoro
che svolgono, essi non intendono piu` continuare ad assumersi responsabilità
non previste dalle funzioni d’istituto; esigono inoltre una puntuale
applicazione della normativa vigente in materia di trasparenza della Pubblica
Amministrazione. In dettaglio:
a)
in materia di concessione dei visti molti di noi sono stati ingiustamente
accusati e processati per il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione
clandestina”. Simili accuse si sono dimostrate infondate, ma per gli onesti “il
processo e` gia` una pena” e nessuno restituisce la vita persa ed i costi
legali. Ancora oggi la legge richiede verifiche per cui non si hanno i mezzi ed
accertamenti impossibili -come l’assenza della volontà nascosta di immigrare
clandestinamente- che sottintendono una responsabilità per intenzioni altrui
anzichè per fatti. Dato che la prima linea della lotta all’immigrazione
clandestina e` affidata al servizio consolare, facendo quasi passare in secondo
piano la centralità del controllo del territorio, nel pieno rispetto della
normativa sulla trasparenza nella Pubblica Amministrazione, ogni decisione in
materia di visti avvera` nei 30 giorni previsti dalla legge ogni qualvolta si
ravvisi nel richiedente una situazione di potenziale rischio d’immigrazione
clandestina;
b)
piu` in generale, in base alle norme vigenti, ogni discrezionalità sara`
ricondotta nell’ambito della stretta osservanza della disciplina
amministrativa. Si richiederà puntualmente l’invio delle istruzioni
ministeriali per messaggistica. Ogni intervento operativo sara` debitamente
contenuto nei limiti delle istruzioni formalmente ricevute. Il reporting si
atterra’ alle istruzioni scritte a suo tempo impartite in materia di sintesi
settimanale e a puntuali resoconti fattuali, salvo espressa, formale e
specifica richiesta scritta di approfondimenti ed analisi;
c)
in materia di visite istituzionali il Ministero degli Esteri viene a trovarsi
nella irrazionale situazione di dover fornire gratuitamente assistenza
logistica ad Amministrazioni che dispongono di risorse finanziarie ben
superiori. A tale riguardo si richiede alle competenti istanze politiche e
amministrative del Ministero egli Esteri di voler fin da ora adoperarsi per
giungere ad una messa in carico quanto piu` esteso possibile dei costi della
logistica delle visite istituzionali dal bilancio del MAE alle Amministrazioni
di competenza;
d)
fermo restando che anche per le visite ci si atterra` alle sole istruzioni
scritte provenienti dal Ministero degli Esteri, nelle visite all’estero non
riusciremo piu` ad assicurare, causa il più basso livello di professionalità
impostoci, lo stesso grado di preparazione politica e di approfondimento
informativo delle visite in cui, e non nella sola materiale esecuzione
logistica, risiede il valore aggiunto del servizio all’estero.
e)
in materia di “mobbing”, indebite pressioni per ottenere misure non in linea
con i compiti di istituto e con la dignita` delle persone verranno rigettate
ancora più apertamente ed esplicitamente che non in passato, con riserva di
ricorrere alla denuncia sindacale e legale di ogni atteggiamento lesivo della
dignita` personale, contrario alla buona amministrazione, alle norme vigenti
ed alla difesa degli interessi nazionali;
f)
in generale, il personale farà puntuale ed immediato ricorso ai rimedi
giurisdizionali previsti dall’ordinamento competente ogni qual volta che i
propri diritti ed interessi legittimi siano violati.
- il personale intende attenersi scrupolosamente
all’orario di lavoro
- il personale intende procedere al recupero, secondo
le nome in vigore, dei turni di reperibilità svolti e del lavoro svolto in
orari notturni e periodi festivi;
- il personale intende altresì usufruire per intero
e, salvo insopprimibili esigenze di servizio, entro il 31 dicembre del congedo
annuale che gli compete;
- nei settori culturale, commerciale, scientifico
ecc., ogni iniziativa sara` limitata a quanto contenuto in formali istruzioni
del Ministero;
- non saranno effettuati viaggi di servizio senza il
finanziamento previsto dalla normativa;
- ogni attivita` (consolare od altra) di proiezione
esterna, ad eccezione di quelle istituzionali, sara` sospesa;
- l’attività di rappresentanza sarà rigorosamente
contenuta entro i limiti della quota dell’ISE a tal fine percepita;
- alla scadenza del trentesimo giorno dall’avvenuta
rendicontazione e/o richiesta di pagamento di emolumenti ovvero di altre
competenze economiche spettanti per legge (ivi incluso il trattamento economico
relativo a liquidazione di viaggi di missione, viaggi di servizio, viaggi di
trasferimento, viaggi di congedo, indennitá di prima sistemazione, indennitá di
rientro, ecc.) il personale notificherá sistematicamente la formale richiesta
di interessi legali ed eventuale rivalutazione monetaria (anche in virtù di
possibili differenze di cambio con valute estere) per l’inadempienza derivante
dal ritardato pagamento ravvisabile in capo all’Amministrazione. Ove non riscontrata
positivamente, detta richiesta potrá dar luogo ad azioni giudiziarie nei
confronti dell’Amministrazione.
Su tutti i punti di cui sopra, il personale fa
riserva di ricorrere alle vie legali contro chiunque eserciti indebite
pressioni per imporre lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizio32ni
non conformi alla, o comportamenti in contrasto con, la normativa vigente e nei
confronti di chiunque sia responsabile, per dolo o per colpa, di detta non
conformità o incompatibilità .
Washington, 10 novembre 2006