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Roma, 24 maggio 2007

 

       Illustre Presidente,

il 30 marzo u.s. l'Amministrazione degli Affari Esteri informava la rete della delibera del Consiglio dei Ministri volta a sopprimere la Rappresentanza permanente presso la Conferenza del Disarmo in Ginevra, a partire dal 1 ottobre 2007.

La decisione, formalmente assunta "nell'ambito del processo di ristrutturazione degli Uffici all'estero previsto dalla Finanziaria 2007" non sembra in realtà obbedire ad alcun piano di razionalizzazione, ma è unicamente frutto di un'esigenza pro forma, quella di mostrare al Tesoro l'avvenuta realizzazione di economie nella spesa.

Nel caso specifico il risparmio da conseguire mediante la soppressione della nostra Rappresentanza al Disarmo ammonterebbe infatti a qualcosa come lo 0,01% dello 0,25% della quota del bilancio dello Stato destinata alla politica estera. Una cifra, sotto il profilo finanziario,infinitesimale.

Tutt'altro che irrilevante sarebbe invece l'effetto sulle prospettive di funzionalità della Farnesina in un settore strategico quale la non-proliferazione, che il piccolo "segno meno", perseguito con zelo degno di miglior causa, finirebbe per provocare.

Sono infatti noti, al riguardo, gli interventi dell'On. Ministro D'Alema in materia della proliferazione nucleare. I quotidiani italiani degli ultimi mesi vi hanno dato molto spazio. Ne citiamo uno per tutti:

L'Unità, 05.02.07, pag.12. Articolo a firma di Umberto de Giovannangeli. Titolo : D'Alema: il nucleare può finire nelle mani dei terroristi. Sottotitolo: Da Hiroshima il monito del ministro degli Esteri. "Sanzioni contro l'Iran, problema europeo non italiano". Citazione in chiusura del pezzo: "E' venuto il momento di tornare a dispiegare un impegno di tutta la Comunità internazionale per la riduzione della minaccia nucleare e per una seria applicazione del Trattato di non proliferazione".

 

 

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Sen. Lamberto Dini

Presidente della III Commissione Permanente

Affari Esteri, Emigrazione

Senato della Repubblica

 

On. Umberto Ranieri

Presidente della III Commissione Permanente

Affari Esteri e Comunitari

Camera dei Deputati

 

Loro sedi

 

 

In una situazione siffatta, mentre gli altri Governi dei 18 paesi più avanzati mantengono a Ginevra forme adeguate di rappresentanza per meglio partecipare ai lavori della Conferenza, l'Italia decide in controtendenza di abbassare il livello della sua struttura operativa, accorpando la suddetta Rappresentanza con quella presso le Organizzazioni internazionali, col risultato di ridimensionarne ruolo, rango, prestigio, ma soprattutto funzionalità.

Il fatto grave, a nostro parere, è che nell'assumere un tale decisone si sia sottovalutato il fattore più sensibile, solo in apparenza imponderabile, e cioè la cura che l'Amministrazione aveva a suo modo posto nell'assicurare la continuità della formazione specifica dei diplomatici italiani chiamati ad affrontare una materia complessa, per la quale sono necessari continui aggiornamenti sul piano tecnico e di tecnica negoziale.

Quale segnale si intende ora inviare ai diplomatici che, ai vari gradi, hanno finora cercato di mantenere un livello adeguato di preparazione, consistente in anni e anni di approfondimento e di aggiornamento in una materia che richiede impegno e sacrificio fuori dalla norma?

Noi crediamo che con la delibera in questione, si sia voluto togliere ogni incentivo, non solo su piano del rango e della visibilità, eliminati in un colpo solo, ma soprattutto su quello del riconoscimento di un ruolo, che ora si vuole disconoscere, e di un merito, che si è deciso di non voler più premiare.

Si tratta in sostanza di un pessimo segnale all'indirizzo di quanti avevano scelto di fornire un contributo specifico di conoscenza e di servizio, nel nome di un valore tenuto alto dalla Costituzione, quello del perseguimento della pace attraverso gli strumenti della diplomazia multilaterale.

I diplomatici del SNDMAE confidano nell'autorevole intervento di codesta Commissione affinché la prevista razionalizzazione della rete diplomatico-consolare venga impostata secondo criteri oggettivi e di largo respiro.

 

 

                                                                    Il Presidente

                                                                    Enrico Granara

S.N.D.M.A.E.- Ministero degli Esteri - p.le della Farnesina, 1 - 00194 ROMA tel. 06.36912304 fax 06.36000161