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Roma, 22 novembre 2006

 

prendo spunto dal Sua audizione al Senato il 15. u.s. sui temi della razionalizzazione dei servizi consolari e, in attesa di veder precisati i contenuti previsti dalla Finanziaria ora in corso di approvazione, vorrei renderLe noto il pensiero dei soci di questo sindacato.

Prima di tutto è mio dovere manifestarLe lo stupore dei soci del SNDMAE a seguito della Sua intervista al Sole 24 Ore, il 14.u.s. Non possiamo infatti nasconderLe il nostro disappunto per talune affermazioni pronunciate da un uomo politico esperto degli affari esteri e costantemente impegnato nella difficile opera di rilancio del ruolo istituzionale di questo ministero. Riferimenti, che venissero da parte di altri, alla "ottusità burocratica" nella concessione dei visti e alla "necessità di valutare i capi ufficio sulla base della capacità e rendimento dei loro subalterni" potrebbero attestare una  scarsa conoscenza della realtà gestionale dei visti, del sistema normativo che governa la materia e delle conseguenze penali per chi si trova esposto in prima linea, nonché del fatto che i capi missione all'estero sono del tutto sprovvisti di veri strumenti di gestione del personale. Ovviamente, questo non è il Suo caso.

 

Ciò detto, vorrei confermarLe l’interesse del SNDMAE ad un fattivo confronto sui temi del rilancio organizzativo e funzionale della rete. Temi sui quali i consoli italiani hanno da tempo diverse cose da dire, se solo li si volesse ascoltare.

Come noto, le proposte che scaturiscono dall'esperienza dei consoli e, più in generale di quanti sono direttamente impegnati nella materia consolare e dei visti, sono state fatte proprie dal SNDMAE: si tratta del "bilancio di sede" e delle altre indicate nel nostro ‘libretto’ bianco.

 

 

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Sen. Franco Danieli

Vice Ministro degli Affari Esteri

 SEDE

 

 

Ed è alla luce di queste proposte che ci sembra importante richiamare l'attenzione generale su alcuni punti nodali connessi ai Suoi più recenti interventi.

1. la S.V. ritiene necessario agire concretamente su diversi fronti, a cominciare dalla semplificazione delle procedure e dalla razionalizzazione dei servizi all'interno dei singoli uffici.

1. bis) Osservazione del SNDMAE: la piena attuazione del bilancio autonomo di sede costituisce la vera soluzione sul piano della semplificazione e pone le premesse per ogni ulteriore razionalizzazione dei servizi (sportelli polifunzionali, accorpamento dei vari servizi, missioni temporanee, valorizzazione della rete onoraria).

2. la S.V. conferma l'intenzione di dar seguito alle procedure dirette alla stipula delle convenzioni con i patronati, come previsto dall'art.11 della legge 30.03.01 n.152, relativo all'attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari italiane.

2 bis) Osservazione del SNDMAE: le attività di supporto dei patronati, sul piano dell'assistenza consolare sussidiaria, possono essere senz'altro estese a pratiche diverse da quelle pensionistiche, ma a condizione, in primo luogo,  che le risorse destinate a finanziare tali attività non vengano sottratte a quelle destinate al funzionamento degli uffici consolari di prima categoria e a quelle, già pesantemente decurtate, destinate alla rete consolare onoraria. In secondo luogo, occorre precisare quali saranno le responsabilità e gli adempimenti previsti per i capi degli uffici consolari sia sul piano della verifica dell'attività realmente posta in essere dai patronati sia su quello dell'esame della documentazione da essi prodotta al fine della riscossione dei loro contributi. IL SNDMAE esige uno studio di impatto prima di procedere e avverte che non darà il suo benestare a soluzioni che implichino un aggravio del già pesante carico di lavoro dei consoli.

 

3. Per la S.V. occorre potenziare l'informatizzazione, a partire dall'archiviazione informatica, per tutte le sedi. Priorità va data alla formulazione di un nuovo programma anagrafico finalizzato a creare una banca dati unificata al MAE, in grado di centralizzare tutte le posizioni anagrafiche delle banche dati dei consolati. E a collegare gli uffici consolari alla totalità dei Comuni, attraverso la RIPA. Tra le altre priorità: aggiornare e standardizzare le home page dei consolati; la gestione ordinata del passaporto elettronico; la carta dei servizi (per la prenotazione dei servizi consolari via internet); la carta d'identità elettronica.

Per tutto quanto sopra, la S.V. segnala l'importanza della formazione del personale, attraverso percorsi formativi che consentano di responsabilizzare e rendere partecipe il personale interessato, mettendolo in condizione di condividere l'intervento organizzativo e di gestire a regime l'attuazione e la manutenzione dei processi funzionali.

3. bis) Osservazioni del SNDMAE:

 

I propositi su esposti sono del tutto condivisibili. Occorre tuttavia chiarire che l'approccio di riorganizzazione dei servizi consolari deve essere integrato a quello dei Visti, non essendo i due separabili sotto il profilo della gestione concreta degli uffici all'estero e, ancor prima, della loro stessa ragion d'essere nei vari punti geografici nei quali si trovano ad operare.

 

Inoltre, quando si parla di formazione e responsabilizzazione del personale, occorre fornire dei reali incentivi professionali, sia sul piano economico che di carriera. Su questo punto, per conoscere la reale vocazione dei dipendenti di ruolo impegnati nel settore visti,  ci pare opportuno consultarli direttamente mediante un questionario amministrativo, senza filtri o mediazioni di parte.

 

Il SNDMAE raccomanda inoltre l'urgente adozione di 'best practices' come la squadra operativa itinerante ('team' del centro visti) avente compiti di formazione decentrata e di accompagnamento dell'attività gestionale dei visti. A ciò si associano forme moderne e più utili di controllo ispettivo, già in presso i partner europei. Se ne calcola il costo attorno a 400.000 euro l'anno. Senza l'attuazione di misure di questa natura i propositi enunciati rischiano di apparire retorici e senza reale costrutto.

4. la S.V. avverte che il percorso di razionalizzazione della rete è destinato a ridurre le attuali criticità funzionali intrinseche al sistema (scarsità di risorse umane e strumentali, rigidità normative) e ad incidere sui processi funzionali e sui modelli organizzativi e comportamentali, la cui efficacia può essere migliorata intervenendo sui processi e sulle competenze degli addetti. Richiama al realismo indicando che tale processo deve essere accompagnato da un'analisi che tenga conto di un più equilibrato rapporto costi/benefici e da una re-distribuzione sul territorio dell'attuale rete, con i necessari adeguamenti in termini di presenze nelle aree geopolitiche di nuovo interesse e contestuale ridimensionamento in altre, cercando di non compromettere l'offerta dei servizi.

4.bis) Osservazioni finali del SNDMAE

 

Si può ben comprendere che in questa delicata fase degli equilibri politici e di governo, la specifica circostanza dell'audizione in ambito parlamentare Le abbia suggerito di tenere un linguaggio prevalentemente incentrato sui servizi ai connazionali, a costo di lasciare in un cono d'ombra lo strategico settore dei visti, generatore - da solo - del 78% delle percezioni consolari.  D'Altra parte, per ridurre le criticità di sistema, per incidere sui processi funzionali e sulle competenze degli addetti, il SNDMAE ritiene indispensabile una continua assunzione di responsabilità politica, attraverso una costante supervisione su tutto il richiamato percorso di razionalizzazione. Occorre cioè individuare con chiarezza chi  viene chiamato ad assicurare la 'governance' complessiva dell'esercizio di razionalizzazione della rete consolare e delle cancellerie e sezioni consolari, con riguardo non soltanto ai servizi consolari, ma anche a quelli per gli immigrati, ai riconoscimenti dei titoli di studio, ai settori economico-commerciale, culturale (e finanche politico, come già compete ad alcuni consolati).

 

Un visione politica complessiva della problematica degli uffici all’estero non può infatti ignorare che molte sedi diplomatiche hanno visto completamente snaturato il loro compito, dovendo di fatto (incluso il Capo Missione) dedicare buona parte del loro tempo a pratiche consolari o di visti: e non per adempiere - il che è fuori discussione - al proprio dovere, quanto per sopperire alle deficienze del sistema (ivi incluse, diciamocelo francamente, le quotidiane pressioni dall'Italia per il rilascio di visti "immeritati"), soprattutto in materia di visti.

Impostata l’azione su queste basi, l’Amministrazione potrà contare sul pieno sostegno del SNDMAE.

 Mi creda, con i migliori auguri di buon lavoro.

 

Enrico Granara

Presidente SNDMAE

 

 

 

 

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