SNDMAE

 

Testo dell’intervento del presidente del SNDMAE, Enrico Granara,

alla conferenza stampa del 9-11 (Sala Stampa estera, via dell’Umiltà 83/c)

 

·       Introduzione – benvenuto ai presenti - particolare menzione dei rappresentanti  di ANM e SINPREF. Annuncio dello sciopero per il  giorno 7 dicembre proclamato dal SNDMAE, il primo dopo circa dieci anni ed il quarto della sua storia. [riferimento alle iniziative in corso: sciopero pignolo, uscite alle 18.00; sospensione assistenza a delegazioni nei giorni festivi; no all’anticipo di biglietti aerei per le missioni, no all’uso di auto private per supplire alle carenze di struttura, ecc.]Riferimento ai comunicati di tutte le sedi all’estero.

 

·       La situazione è gravissima. La continua erosione di risorse finanziarie e di personale ha infatti paralizzato la funzionalità della Farnesina e della rete diplomatico-consolare. Non vogliamo che un servizio essenziale dello Stato, uno dei dicasteri centrali su cui si basa l’articolazione dello “Stato apparato” imploda definitivamente a causa dei tagli “miopi”, previsti in questa Finanziaria, che arrecheranno danni gravissimi per il  Paese, per i suoi cittadini e le sue imprese che lavorano all’estero. [riferimento agli interventi degli On.li Intini, Cioffi e Spini: le risorse per il servizio estero sono un investimento per la politica estera; ordine del giorno alla Camera del 17.10..06 di cui chiediamo la piena attuazione]

 

·       Oltre ai vari tagli trasversali – su cui è in corso un esercizio di contenimento del danno da parte dell’Amministrazione -  le risorse per il servizio estero sono ora ridotte di ulteriori 40 milioni di euro ed erano già state tagliate in termini nominali negli ultimi quindici anni: in termini reali ciò significa una riduzione dell’ordine del 40-50% a seconda dei vari uffici all’estero. A ciò si aggiungono ulteriori tagli del 10%ai “consumi intermedi” che hanno già paralizzato l’attività delle Ambasciate e dei Consolati, mancando i fondi per il riscaldamento, per la sicurezza, per la promozione culturale e commerciale, la manutenzione, ecc.

 

·        Le risorse per l’Unità di Crisi della Farnesina, in questa Finanziaria, sono ridotte del 42%!

 

·       Già da tempo il MAE era allo stremo! Con questa Finanziaria, concepita - per quanto riguarda il MAE - con criteri ragionieristici, siamo al disastro, che non sarà recuperabile perché i danni saranno irreversibili.

 

·       A fronte dei crescenti compiti demandati alla rete diplomatico-consolare, dopo la caduta del “muro di Berlino”, si sono infatti già succedute decurtazioni gravi dei fondi funzionali alla conduzione della rete diplomatico-consolare.

 

·       Riferimento alla sintesi del Libretto Bianco del SNDMAE (distribuito alla stampa). La percentuale del bilancio MAE - cooperazione allo sviluppo esclusa - sul totale della spesa pubblica, è scesa in vent’anni dallo 0,28%  allo 0,23% odierno, percentuale irrisoria se confrontata a quanto altri Paesi demandano al proprio sistema diplomatico-consolare. Al netto dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, il bilancio del MAE è inferiore a quello dei Ministeri degli esteri inglese, francese e tedesco del 65%, del 40% e del 42%. Paesi partner e concorrenti con i quali ci misuriamo costantemente sulla scena internazionale.

 

·       Il fatto è ancor più grave se si considera che ai maggiori compiti ultimamente richiesti per la promozione economico-commerciale, per i visti e per la materia consolare, nonché per la promozione culturale e scientifica, sono associate risorse finanziarie e di personale decrescenti!!

 

·       La politica estera - intesa come difesa degli interessi nazionali nelle varie istanze - oggi si gioca non solo sul piano dell’analisi politica e l’elaborazione di iniziative bilaterali, comunitarie e multilaterali, ma anche e sempre più attraverso la connessa capacità di fornire servizi alle imprese e di realizzare attività di promozione culturale e scientifica e di cooperazione allo sviluppo, che siano di qualità e all’altezza del ruolo dell’Italia.

 

·       Per citare solo un numero che dia l’idea del lavoro della rete estera in materia consolare, si pensi che nell’ultimo anno sono stati rilasciati due milioni tra visti d’ingresso, passaporti, atti di stato civile e di cittadinanza. Con le relative percezioni consolari, quindi erariali. E’ un numero elevatissimo, viste le risorse di personale di cui disponiamo, ma insufficiente in relazione al numero degli uomini d’affari e dei turisti interessati all’Italia, nonché per soddisfare pienamente le esigenze espresse dalle collettività italiane e di origine italiana in varie parti del mondo. Con maggiori risorse e procedure semplificate, anche questo si risolverebbe facilmente!

 

·       Lo sciopero del 7 dicembre non è infatti solo contro i “tagli”, ma anche per  sostenere quei provvedimenti di riforma che il SNDMAE ritiene indispensabili e di cui si è fatto promotore. Queste riforme sono tese a incrementare l’efficienza del Ministero degli Affari Esteri, nel quadro di un miglioramento della qualità della spesa pubblica, tema che il SNDMAE ritiene decisivo per il futuro del Paese.

 

·       Si tratta di misure che vanno dalla semplificazione amministrativo-contabile per la gestione degli uffici all’estero, all’introduzione di carriere per il personale non diplomatico ed alla revisione della rete diplomatico-consolare e degli Istituti di cultura, adeguata ad una realtà internazionale in profonda trasformazione.

 

·       Quanto alla semplificazione amministrativa, il SNDMAE ha elaborato una proposta di alto profilo con evidenti ricadute in termini di efficienza ed economia, per la quale l’Associazione sindacale dei Magistrati della Corte dei Conti ci ha autorizzato ad esprimere - non potendo essere qui oggi con noi - il suo interesse. Si tratta in sostanza di superare, a fronte di risorse limitate, le rigidità dei “capitoli di bilancio” per consentire alle sedi estere di gestire le poche risorse di cui dispongono in modo flessibile ed in base alle reali necessità, nonché per ricevere (cosa oggi impossibile) anche risorse addizionali per servizi resi (ad esempio i proventi derivanti da corsi di lingua italiana a stranieri) o - nel caso della promozione economico-commerciale - per eventuali sponsorizzazioni da parte di imprese, Fondazioni bancarie, Enti locali. 

 

·       E’ una riforma che crediamo di grandissima utilità e che potrebbe costituire un modello ispiratore, con i dovuti adattamenti, per altre Amministrazioni dello Stato, nell’ottica di attribuire al dirigente pubblico la responsabilità della qualità della spesa (con riferimento anche al decreto legislativo 165/01). Nel caso della rete diplomatico-consolare si avrebbero anche notevoli miglioramenti sul fronte della promozione commerciale e culturale. I “benefici sociali”, nel senso dell’interesse generale, della nostra proposta di semplificazione amministrativa sono stimabili in almeno 150 milioni di euro l’anno. Anche su questo attendiamo un preciso riscontro da parte del Ministro D’Alema!

 

·       La rete delle Ambasciate, dei Consolati e degli Istituti di Cultura oggi è di 338 sedi, un numero pari a quello della Germania che dispone di 5000 unità di personale in più dell’Italia con in più dotazioni finanziarie superiori alle nostre per 700 milioni di euro. Abbiamo quindi una rete molto estesa, ma molto debole quanto a personale e risorse e con procedure contabili oggi grottesche. O si adeguano le risorse alle ambizioni di politica estera o si ridimensionano gli obiettivi!

 

·       La nostra è anche una rete che risente del retaggio del passato e che deve essere necessariamente rivista nella sua dislocazione. Un esempio: vi sono molti consolati in Svizzera (ben 12) e solo 3 in Cina. Alcuni dati: nei 3 consolati in Cina abbiamo un totale di 59 unità di personale; 30 in India; mentre nei 12 uffici consolari in Svizzera se ne contano150!

 

·       Nel resto della rete, a fronte di poche sedi aventi uno staff appena sufficiente (Bruxelles, New York, forse Washington, ecc.), la maggior parte sopravvive con risorse umane ridotte al lumicino, con un “gap” di personale assurdo. Il SNDMAE ha chiesto da tempo una revisione della rete con la chiusura di alcuni uffici e la contestuale apertura e rafforzamento in altri paesi che presentano i maggiori flussi migratori verso l’Italia: Europa Orientale, Africa sub-sahariana, Estremo Oriente. (esempi: non vi sono ad oggi sportelli consolari e visti in Moldavia, Capo Verde,  sud dell’India, mentre in Cina sono semplicemente “travolti”).

 

·       Esiste un altro aspetto da considerare per migliorare l’efficienza della nostra rete estera: oggi vi è una gestione del personale che non tiene conto delle esigenze effettive degli uffici all’estero. Chiediamo forme adeguate di valutazione per tutte le categorie di personale che lavorano all’estero, per valorizzare – e sono la netta maggioranza - coloro che lavorano bene, mediante scorrimenti di carriera, a partire dalla fase di assegnazione all’estero! Oggi non è possibile! Ne va della credibilità del Paese e della nostra professionalità e, più semplicemente, del “buon senso”.

 

·       In conclusione: per il SNDMAE lo sciopero del 7 dicembre è un atto dovuto a fronte di  “tagli alla cieca”, ai danni d’un servizio pubblico essenziale per la competitività del Paese, ma già anemico ed a cui vengono assegnate responsabilità aggiuntive. A questo si aggiunge, diciamolo pure, la rabbia di vedere altrove sprechi incredibili!

 

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