S.N.D.M.A.E.

 

Sindacato Nazionale Dipendenti Ministero Affari Esteri

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COMUNICATO STAMPA

 

 

Con una lettera del 29 u.s. al Ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema, il SNDMAE, sindacato maggioritario della carriera diplomatica, ha preannunciato l’indizione di uno sciopero della categoria nel caso in cui il Consiglio dei Ministri approvasse in sede di legge Finanziaria i tagli previsti ai fondi per il servizio all’estero.

 

Qualsiasi taglio avrebbe un effetto devastante. Ne deriverebbe infatti un grave pregiudizio all’operatività degli uffici italiani all'estero, a fronte di crescenti compiti che vengono loro demandati (da ultimo la proposta Amato di istituire liste di collocamento per i lavoratori immigrati nelle Ambasciate e nei Consolati), che renderebbero invece necessari il potenziamento e la riorganizzazione della Farnesina.

 

Il provvedimento si tradurrebbe in una riduzione significativa dell'impiego di risorse umane nelle sedi estere, con conseguente, inevitabile riduzione delle attività. Gli uffici italiani all’estero, infatti, sono già pesantemente sotto organico e limitati nella loro operatività, dopo anni di continui tagli ad altri capitoli di bilancio. L'effetto congiunto dei tagli alle spese di funzionamento delle sedi e ai fondi per il servizio estero compromette di fatto la possibilità di effettuare una politica estera efficace.

 

I fondi per il servizio estero sono uno strumento onnicomprensivo, il cui livello non solo non è mai aumentato negli ultimi quindici anni, ma ha già subito riduzioni in termini nominali e soprattutto reali. Tali fondi contribuiscono in modo decisivo a garantire lo svolgimento dei compiti istituzionali della rete diplomatico-consolare, e provvedono inoltre alle spese funzionali, incluse le spese per la sicurezza, legate ai rischi e ai forti disagi sopportati dai dipendenti trasferiti all'estero con le proprie famiglie.

 

Essersi astenuti dal chiedere un adeguamento dei fondi per il servizio estero a fronte di costi e rischi crescenti in tutte le sedi estere – come ha fin troppo responsabilmente fatto negli ultimi anni il SNDMAE – non significa in alcun modo considerare accettabile una loro riduzione.

 

Nel proclamare lo stato di agitazione, il SNDMAE chiede la revoca di tale provvedimento, onde evitare una deriva definitiva del Ministero degli Affari Esteri. Questo sindacato chiede una politica di rilancio e non di tagli ai danni di quanti si adoperano quotidianamente, e nonostante tutto, a tutelare gli interessi italiani nel mondo.

 

 

 

  

Roma, 2 ottobre 2006

 

S.N.D.M.A.E.- Ministero degli Esteri - p.le della Farnesina, 1 - 00194 ROMA tel. 06.36912304 fax 06.36000161