SNDMAE
Assemblea generale ordinaria dei soci
Roma, 31 marzo 2008
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Relazione conclusiva del Consiglio uscente
I soci del SNDMAE avevano ricevuto un
primo sintetico consuntivo delle attività sindacali svolte nel 2007, il 7
febbraio, in occasione della presentazione delle candidature per il rinnovo del
Consiglio direttivo. In questa sede, alla vigilia dell’Assemblea generale, e
alla luce degli ultimi sviluppi negoziali per l’accordo economico di categoria,
il Consiglio uscente conferma le cose su cui ha già riferito e ritiene doveroso
approfondire alcuni aspetti rimasti da chiarire.
Il 2007 è stato per il SNDMAE un anno di continuo confronto con l'Amministrazione
e di contestazione dei negativi effetti "ordinamentali" della
Finanziaria sulle nostre strutture: declassamento e contrazione delle posizioni
dirigenziali generali e non, chiusure e accorpamenti di posizioni all'estero,
tutto in nome di una "razionalizzazione" senza costrutto, impostaci
dall'esterno, senza una vera attenzione per la realtà e per le condizioni
operative del MAE e dei suoi uffici all'estero. Un confronto che si è protratto
al "Tavolo di consultazione politica", con le OOSS, oggi giunto nella
sua fase conclusiva e al quale il SNDMAE ha fatto pervenire contributi di idee
e di proposte, con particolare riferimento al nuovo modello organizzativo per
gli uffici consolari. Giova ricordare che la nostra posizione sulla
"razionalizzazione" ex art.1 c.404 ha trovato riconoscimento in
Parlamento dove a più riprese è stata rilevata la mancanza di un piano organico
di ristrutturazione degli uffici italiani all'estero.
Sul versante delle nostre attività esterne, il 2007 verrà ricordato come
l'anno del convegno congiunto SNDMAE - ANM-SINPREF, grazie al quale, per la
prima volta nella loro storia tre carriere primarie dello Stato e della
giurisdizione hanno presentato una comune posizione di richiesta di dialogo con
la politica, nel nome del rafforzamento dei rispettivi ruoli istituzionali.
L'azione di coordinamento con le associazioni dei prefetti e dei magistrati
prosegue senza interruzione e a tale fine il Consiglio si avvale della
continuata collaborazione del socio Francesco De Luigi, ora in servizio a
Tirana. Il 29 febbraio SNDMAE e SINPREF sono stati ospiti al convegno che l’ANM
ha dedicato alla discussione dei problemi organizzativi della Giustizia,
occasione in cui le tre organizzazioni hanno riaffermato la comune volontà a
collaborare sui temi di comune interesse.
Per stretta connessione d’argomento, il
Consiglio uscente ha ritenuto di dover portare all’ordine del giorno la
questione della sua adesione alla CIDA-FP. Una prima riunione di chiarimento
sui nuovi termini di adesione ad una confederazione che rappresenta sempre meno
il SNDMAE ai tavoli di confronto col livello politico, è stata tenuta dal
presidente uscente col presidente della CIDA-FP, Rembado, il 13 marzo, momento
in cui è stato chiesto alla CIDA di aderire all’iniziativa congiunta
SNDMAE-ACDMAE in difesa dei diritti dei dipendenti pubblici in pensione e delle
loro famiglie, mediante ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo a
Strasburgo. Sta ora al nuovo Esecutivo rinegoziare i termini dell’adesione del
SNDMAE alla CIDA, alla luce di un riconosciuto interesse a collaborare nel
settore previdenziale.
Nel 2007 avremmo dovuto ricevere dei concreti segnali anche sul piano della
rivalutazione dell'ISE. Questo era l'impegno dell'On.Ministro D'Alema espresso
nel pro-memoria del 1° dicembre 2006. L'unico segnale è stato invece quello del
19 dicembre, consistente in una variazione dei coefficienti di maggiorazione
rischio e disagio, in una logica di somma zero, attraverso la quale la
commissione di finanziamento ha inteso 'punire' le sedi dell'area dollaro per
il momentaneo sollievo risultante dal maggiore potere dell'euro, per
beneficiare di pochi punti percentuali un certo numero di sedi ascritte
all'area euro, soggette da anni ad un forte deterioramento del potere d'acquisto
dell'ISE, per effetto delle dinamiche più diverse. Il SNDMAE ha espresso la sua
ferma opposizione ad un modo di procedere che noi riteniamo errato, attraverso
una diffida legale notificata alle Amministrazioni degli Esteri e del Tesoro
(via commissione di finanziamento), il cui testo è stato reso noto ai soci il
14 marzo 2008.
Sul piano sindacale, il Consiglio uscente
e quello subentrante non mancheranno di far pervenire un messaggio chiaro alle
due Amministrazioni responsabili: l'ISE non si tocca se non in una prospettiva
di sostanziale rivalutazione, incluse le prestazioni accessorie (contributi
scuole e abitazione)!
Sugli altri temi di maggiore
interesse sindacale il Consiglio uscente ha approfondito la sua analisi sulle
progressioni di carriera mediante la diramazione, il 31 luglio, di uno studio
che ‘fotografa’ le promozioni a ministro e di una ulteriore messa a punto dello
studio statistico presentato nel 2005. E’ appena il caso di segnalare,
lasciando il compito di una piena valutazione al Consiglio subentrare, che
risultati dello studio del SNDMAE sono stati tenuti in maggior conto in questa
ultima tornata di promozioni, rispetto alle precedenti. Per risolvere il serio
problema della motivazione dei numerosi candidati aventi un’anzianità di carriera
superiore ai 25 anni, il SNDMAE ha presentato, in via preliminare, la proposta
della creazione di un “ruolo speciale”, illustrandone la “ratio” al Direttore
generale per il Personale e allo stesso Segretario Generali, ottenendo una
disponibilità all’approfondimento.
Il tema della motivazione è strettamente
attinente a quello del nuovo schema di graduazione delle posizioni funzionali
al MAE che, nella visione del SNDMAE, dovrà fornire lo strumento per una più
razionale e soddisfacente valorizzazione professionale a tutti i livelli.
L’ultima versione della bozza proposta dall’Amministrazione è stata commentata
dal Consiglio uscente coerentemente con le posizioni di principio esposte in
passato: no alla formalizzazione di una carriera di serie A e una di serie B!
Allo stesso modo, continua la vigilanza sindacale sui ricorrenti tentativi
miranti ad imporre un innalzamento dei limiti di età, anche attraverso
provvedimenti di proroga di funzioni all’estero, in nome di circostanze
eccezionali e motivazioni di ordine “strategico”.
Nel corso del 2007 e, da ultimo, al Tavolo di consultazione, abbiamo continuato
ad insistere con l’Amministrazione sulla centralità della formazione per tutto
il personale, sul contributo di innovazione che possono offrire anche le fasce
più giovani della carriera, sulla necessità di proseguire nella semplificazione
amministrativa (varo del bilancio di sede – introduzione del controllo di
gestione) e l’innovazione tecnologica, nonché sull’effettiva realizzazione
delle pari opportunità. A quest’ultimo proposito, il SNDMAE ha partecipato al
convegno del Comitato Pari Opportunità del MAE “Benessere e Pari Opportunità”
lo scorso novembre, in cui ha avanzato proposte concrete per garantire
condizioni di lavoro eque e rispettose delle pari opportunità.
Per un più sistematico e dettagliato
rendiconto delle attività svolte a tutela della carriera, del suo ruolo e della
sua immagine, questa relazione fa rinvio all’allegato elenco delle
comunicazioni inviate ai soci e alle controparti ministeriali ed esterne.
Per il Consiglio uscente e per i suoi
componenti nuovamente eletti, questo elenco di 155 comunicazioni ha soprattutto
il significato di riaffermare un impegno sindacale in nome della continuità del
lavoro svolto finora in nome dell’unità della carriera.
Quanto al negoziato per l’accordo
economico di categoria: il 2007 ci ha portato a definire, fin dal 18 luglio
scorso, la nostra piattaforma negoziale per il rinnovo dell'accordo economico
2006/7, accordo che il Consiglio uscente, ha iniziato a negoziare in extremis,
trovandosi a dover accettare una prima convocazione da parte della Funzione
pubblica il 17 marzo, poche ore prima dell’insediamento del nuovo Consiglio.
Il resto è cronaca degli ultimi giorni e
delle ultime ore. Degli ultimi sviluppi farà fede il verbale delle ultime
riunioni – ordinaria e straordinaria del nuovo Consiglio (27 marzo), dove si
dovrà fare stato delle ragioni che hanno indotto il SNDMAE ad accettare
un’accelerazione della trattativa e la conseguente accettazione di una seconda
proposta presentata da parte pubblica.
L’aver accettato una tale impostazione ha
comportato di conseguenza l’abbandono della linea negoziale stabilita dal
Consiglio uscente, consistente nella richiesta di ripartizione dell’aumento
uniforme del 10% su tutte le fasce di carriera e la re-distribuzione del
restante 3% su uno sviluppo tabellare che fosse coerente con le proporzioni
acquisite nelle precedenti tornate negoziali.