Questione Pensioni
Gli Antefatti
In considerazione dell’elevato interesse dimostrato
dai soci per la questione del calcolo della pensione e della liquidazione, sin
dal 2007 il Consiglio del SNDMAE si è attivato per condurre una ricerca specifica sul metodo con cui vengono
calcolate la pensione e la buonuscita, al fine di chiarire ai soci l’effettivo
funzionamento dell’intricatissima dinamica servizio attivo-pensione.
Con la manovra finanziaria del 2008 ed il varo del
DL 112 (legge di conversione n. 133 del 6 agosto 2008) la situazione si è fatta
ancor più complessa, scatenando un acceso dibattito su SNDMAIL.
Riportiamo
di seguito il “Cari Soci” inviato dal Presidente Ravaglia alla rete lo scorso
23 giugno, e la successiva comunicazione ai Soci del 30 settembre.
Già con la comunicazione ai Soci del 30 settembre,
il Presidente Ravaglia ha anticipato ai Soci l’intendimento del Consiglio del
SNDMAE di definire, in tempi brevi, possibili forme di consulenza pensionistica
e previdenziale, avvalendosi della consulenza di esperti del settore.
Consulenza necessaria a tutti i livelli, in virtù della complessità, per di più
in divenire, dell’argomento.
La
situazione Attuale
In coincidenza con la convocazione dell’Assemblea
Straordinaria del SNDMAE del 24 novembre, il Socio Anna Della Croce ha
presentato una sua proposta in materia di sperequazioni per i pensionandi
estero/Roma poi tradottasi in una diffida all’Amministrazione sottoscritta da
un certo numero di colleghi.
Il
percorso prospettato dalla proposta Della Croce, pur attraente, non parrebbe
purtroppo perseguibile, non sussistendo nel diritto previdenziale la
fattispecie della retribuzione figurativa. La richiesta di finanziamenti per
ovviare alla innegabile sperequazione esistente tra chi si pensiona a Roma e
chi lo fa dall’estero sarà parte – come scritto dal Presidente Ravaglia nei
Cari Soci del 12 dicembre 2008 e del 12 gennaio - della Piattaforma SNDMAE per
l’Accordo economico 2008-2009, pur nella consapevolezza che le risorse a
disposizione in un momento di acuta crisi economica potrebbero non essere
capienti per tutte le necessità.
Ben
più foriere di risultati significativi appaiono altrimenti le strade indicate
al Consiglio SNDMAE dalla consulente previdenziale, dottoressa Paola Di
Giorgio, di cui riferisce il Presidente Ravaglia nella sua comunicazione del 22
gennaio: un’ipotesi di modifica legislativa e, a medio-lungo termine,
l’istituzione di un vero e proprio fondo pensione di categoria. Il Consiglio ci
sta lavorando.
Nel
frattempo, il Consiglio ha deciso il varo di un’importante iniziativa: un
servizio di consulenza in materia previdenziale dedicato espressamente ai Soci
che potranno rivolgersi, per il tramite della Segreteria – come indicato sul
Cari Soci del 16 febbraio – alla dottoressa Di Giorgio per avere risposta a
quesiti d’interesse in materia. E’ il primo passo verso una futura Rubrica
pensionistica on line sul sito del SNDMAE.
febbraio
2009
***
Roma, 23 giugno 2008
Cari Soci,
la lettera aperta che Domenico Pedata mi ha indirizzato, circolata nei giorni
scorsi su SNDMAIL, mi offre l’occasione di fornirvi elementi informativi in
materia di trattamenti pensionistici.
La complessità del tema e le evidenti differenze di trattamento di quiescenza,
per esempio, ma non solo, tra coloro che vanno in pensione da una sede estera e
coloro che invece si pensionano dal servizio al Ministero, ci hanno spinto,
come nuovo Consiglio, ad attivarci da subito per cercare di fare un po’ di
chiarezza in una situazione che definire complessa – e che dura ormai da anni,
ricordiamolo! - è un eufemismo.
A questo si aggiunge che ancora, ad oggi, non è chiaro il portato delle Misure Urgenti
Finanziaria 2009, approvate la settimana scorsa dal Consiglio dei Ministri, che
includeranno – ma sui dettagli facciamo riserva di informarvi appena il quadro,
ancora assai confuso, sarà più chiaro – alcune misure in materia di pensioni:
in particolare, la facoltà per l’Amministrazione di accettare o meno la domanda
di prolungamento in servizio dai 65 ai 67 anni; la possibilità da parte
dell’interessato, nei 5 anni precedenti la maturazione del massimo contributivo
dei 40 anni, di richiedere “esonero dal servizio” al 50% dello stipendio; e,
ancora, il pensionamento automatico una volta raggiunto il tetto massimo
pensionabile di 40 anni, salvo accoglimento da parte dell’Amministrazione della
domanda di proroga in servizio da parte dell’interessato.
Come vedete, il quadro è in rapidissima evoluzione. Intanto vi forniamo
LA SITUAZIONE AD OGGI
Come informazione di base, vi alleghiamo il quadro aggiornato in materia
fornitoci nei giorni scorsi dall’Uff.VII della DGRO (Dr Giovanni S. Granata e
dal Dr Alberto Menichelli, i quali ci hanno comunque ribadito, nei nostri
numerosi incontri, la massima disponibilità a rispondere alle richieste
individuali di chiarimenti), quadro la cui lettura necessita però di una
premessa: si tratta - e può solo, necessariamente, trattarsi – di un minimo
comune denominatore informativo, in quanto le variabili che agiscono sulla
ricostruzione della carriera a fini pensionistici sono tali e tante che davvero
non esistono, tra tutti noi, due situazioni pensionistiche identiche tra loro,
essendo diversi i percorsi ed i tempi di carriera di ciascuno di noi, l’epoca e
le modalità secondo le quali è avvenuto l’eventuale riscatto (di anni di
università, sedi disagiate e così via) e la posizione di ciascuno al 31
dicembre 1992, spartiacque per il passaggio, con la Riforma Dini del
1995, dal sistema retributivo, al misto e poi al contributivo. Sui calcoli influisce anche, implicando la necessità
di aggiornamenti successivi, il fatto che gli accordi economici per la carriera
(biennali) sono, sin dalla loro introduzione nel 2000, rinnovati ex post,
entrando a regime circa 2 anni e mezzo dopo l’inizio del periodo cui si
riferiscono (per esempio: a marzo 2008 è stato firmato l’accordo relativo al
biennio 2006/2007 che entrerà a regime nel corso dell’estate 2008). E come ben
sappiamo, influisce - soprattutto sulla liquidazione ma anche sulla pensione
mensile - il fatto di essere, al momento del pensionamento, in servizio al
Ministero oppure all’estero, perché le somme vengono calcolate sull’ultimo
stipendio (tabellare + posizione, che, come noto, all’estero è comunque la
minima).
Circa in particolare i riscatti vale la pena di aggiungere che:
- Sono riscattabili gli anni di studi universitari, il servizio militare, le
aspettative ex Legge Signorello, i periodi in sedi disagiate o
particolarmente disagiate;
- Il riscatto non è automatico ma deve essere sempre richiesto (per gli anni di
servizio in sedi disagiate/particolarmente disagiate, all’Uff. VII della DGRO;
per gli altri casi, all’INPDAP) con due pratiche separate, una per la pensione
vera e propria ed una per la buonuscita, e per ciascun periodo si voglia
riscattare;
- Le sedi disagiate danno diritto a 6 mesi aggiuntivi per ogni anno trascorsovi
in servizio e quelle particolarmente disagiate a 9 mesi per ogni anno, con un
attuale tetto complessivo aggiuntivo massimo di 5 anni riscattabili;
- Il riscatto può essere effettuato in qualunque momento della carriera, ma il
costo aumenta col passare degli anni in ragione dell'anzianità di servizio e
dello stipendio: conviene pertanto farlo il prima possibile;
- L’indennità di buonuscita è parametrata sull'80% dello stipendio
(si veda la tabella allegata) percepito
al momento del collocamento a riposo, moltiplicato per tutti gli anni maturati:
da questo discende la convenienza di riscattare quanti più anni possibili
(attenzione! Questa è la situazione ad oggi, le previsioni della finanziaria
appena approvata modificheranno certamente la situazione);
- I calcoli sui costi dei riscatti sono complessi ma una volta effettuata la
domanda si riceveranno tutte le informazioni ed in base a queste si deciderà se
eventualmente procedere;
- la finanziaria per il 2008 ha introdotto la possibilità di spalmare i costi
del riscatto a fini pensionistici su 10 annualità, mentre a fini di buonuscita
rimane il periodo massimo di 48 mensilità;
- maggiori informazioni sul sito dell'INPDAP, previdenza obbligatoria.
In risposta ad alcuni quesiti dei Soci, un’ultima precisazione: i Dirigenti
amministrativi hanno, in materia pensionistica, un trattamento in tutto simile
ai diplomatici, vale a dire:
se vanno in pensione dall’estero: posizione fissa = minima;
se vanno in pensione da Roma: posizione variabile secondo l’incarico, di ben
altra e maggiore entità, con conseguente convenienza di andare in pensione da
Roma con una posizione variabile alta.
Con questo regime, non meraviglia che vi siano discrepanze tra i nostri
trattamenti individuali, con differenze di parecchie centinaia di euro – come
abbiamo verificato nel corso di una breve indagine campione – nel trattamento
pensionistico mensile anche tra colleghi di concorso, coetanei e pensionatisi
praticamente in contemporanea dal servizio all’estero!
Sul quid agendum per chiarire la situazione e cercare di eliminare, nei
limiti del possibile, le sperequazioni esistenti, stiamo valutando, tenendo
presente la fluidità del quadro attuale derivante dalle Misure Urgenti
Finanziaria 2009 che sono, ripeto, ancora in fase di elaborazione
definitiva.
Cordialmente,
Il Presidente
Cristina Ravaglia
***
Roma, 30 settembre 2008
Cari Soci,
la proposta di legge n.1299 presentata il 16 giugno scorso su iniziativa di
alcuni Deputati della maggioranza (primo firmatario l’On. Cazzola, Vice
Presidente dalla Commissione lavoro della Camera) concernente la Delega al
Governo per il completamento della riforma del sistema previdenziale mediante
la revisione dei requisiti e del metodo di calcolo dei trattamenti di pensione,
il riordino degli enti pubblici previdenziali e lo sviluppo di forme
pensionistiche complementari (il testo completo è reperibile al link che
riportiamo sub 1) ha suscitato nei giorni scorsi, e continua a
suscitare, forte preoccupazione soprattutto nei dipendenti soggetti al
regime pensionistico retributivo (vale a dire, coloro i quali al 31 dicembre
1995 - come noto, ex Riforma Dini, turning point tra il sistema
pensionistico retributivo, quello misto e quello contributivo - avessero
almeno 18 anni di contributi).
E’ necessario premettere che, come vedrete, si tratta di una proposta di legge
estremamente complessa, tanto complessa che chiunque di noi, non iniziato alle
materie previdenziali, è in grado di valutare solo in minima parte le ricadute
pratiche delle modifiche che la riforma intenderebbe introdurre.
Proprio per questo stiamo verificando la portata reale e completa della
proposta con l’aiuto di previdenzialisti che abbiamo, dopo una non semplice
ricerca, individuato e con i quali avremo ulteriori approfonditi incontri nei
prossimi giorni. In tali occasioni intendiamo anche definire possibili forme di
consulenza pensionistica e previdenziale, sia al Sindacato, per materie di
interesse generale, che per i singoli Soci su quesiti specifici ed individuali.
Mentre facciamo dunque riserva di farvi avere a breve maggiori e più
dettagliate informazioni - che terranno conto anche di quanto emergerà dai
contatti, a tutti i livelli, parlamentare incluso, che stiamo mantenendo in
argomento - desideriamo fare presente che la preoccupazione per la proposta di
riforma è stata espressa, non solo da noi ma anche dagli altri Sindacati, al
Direttore Generale Sanfelice la scorsa settimana nel corso di una informativa
sindacale dedicata ad altro tema.
Ed infine, poiché tra i punti che hanno suscitato maggiore ed immediato allarme
c’è l’art.1. lettera d) della proposta di legge che prevede
l’applicazione pro rata, con decorrenza 1 gennaio 2009, del calcolo
contributivo ai lavoratori dipendenti ed autonomi anche in possesso di una
anzianità assicurativa e contributiva pari o superiore ai 18 anni al 31
dicembre 1995, vi alleghiamo (2) un lancio ANSA del 24 settembre corrente
che riporta dichiarazioni interpretative autentiche dello stesso On. Cazzola,
di tenore sì abbastanza rassicurante (abbiamo verificato ad esempio che la
proposta sarà assegnata alla Commissione lavoro ma non è ancora effettivamente
stata calendarizzata), ma non tanto da farci abbassare l’attenzione.
Cordialmente,
il Presidente
Cristina Ravaglia
1) Link alla proposta di legge 1299:
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0007840
2) PENSIONI: CAZZOLA, IMPEGNO A MODIFICARE PDL SU CONTRIBUTIVO
(ANSA) - ROMA, 24 SET - Un impegno a modificare la proposta
di legge sulla delega al governo per il completamento della
riforma del sistema previdenziale mediante la revisione dei
requisiti e del metodo di calcolo delle pensioni, cancellando
l'introduzione della norma sul cosiddetto contributivo
'pro-rata'. Lo assicura il primo firmatario Giuliano Cazzola,
vicepresidente della commissione Lavoro della Camera, insieme ad
Antonino Lo Presti (Pdl).
Nella parte in cui, all'articolo 1 del progetto di legge, ''si
prevede l'applicazione del calcolo contributivo con decorrenza
dal 1 gennaio 2009'', i due parlamentari precisano in una nota
che ''il termine 'pro rata' sta a significare che tale
applicazione riguarderebbe soltanto i periodi successivi al
primo gennaio 2009, mentre per il periodo fino al 31 dicembre
2008 continuerebbe ad essere applicato il sistema retributivo
agli aventi diritto''. Tuttavia, aggiungono, ''i proponenti, in
ragione delle preoccupazioni manifestate da piu' parti e
considerando che allo stato non e' prevista la calendarizzazione
della proposta di legge, perche' non vi e' volonta' politica da
parte del governo di modificare il sistema previdenziale,
comunicano che ove venisse avviato l'esame del provvedimento, la
norma citata verrebbe soppressa''.
(ANSA).
***
Roma, 12
dicembre 2008
Cari Soci,
anche a seguito di alcune comunicazioni pervenute sulla rete SNDMAIL
negli ultimissimi giorni vi forniamo, per chiarezza di tutti, una serie di
precisazioni ed aggiornamenti.
2. Circa
il problema delle sperequazioni pensionistiche, di cui da ultimo alla
e-mail di Anna della Croce dell’11 dicembre scorso con successivi commenti di
qualche altro collega, ci sembra necessario chiarire che:
a) la proposta della diffida all’Amministrazione lanciata nel corso dell’estate
dalla collega della Croce è – e resta – per il SNDMAE una iniziativa senz’altro
interessante e valida, come peraltro avemmo a scrivere nel Cari Soci del 14
luglio scorso (allegato) dedicato all’argomento, ma che il Sindacato continua a
ritenere non corretto fare propria, nel nome soprattutto del fatto che il
Sindacato rappresenta tutti i gradi della Carriera Diplomatica, e che la
sperequazione tra pensionandi Roma/estero non è purtroppo – magari lo fosse! -
l’unica all’interno della Carriera. Nostro obiettivo resta invece quello di
affrontare il problema sperequativo in maniera realistica, bilanciata e nella
sua completezza.
b) circa l’ultimo documento (Stoccolma, 20 novembre 2008) predisposto e diffuso
dalla stessa collega, esso è stato letto e discusso, come richiestoci, durante
l’Assemblea Straordinaria del 24 novembre scorso, alla presenza del
Direttore Generale Sanfelice, il quale ne ha preso ovviamente atto e si è
riservato una risposta. Appena due giorni fa, nei nostri contatti con la DGRO,
ci è stato fatto presente che l’ipotesi, di cui al documento, di una indennità
di posizione maggiorata ma solo figurativa per chi presti servizio
all’estero parrebbe essere, purtroppo ed almeno nell’immediato, assai
difficilmente percorribile, sia dal punto di vista normativo/giuridico
(implicherebbe l’apertura di un negoziato con il MEF ed una modifica delle
norme pensionistiche) sia finanziario (NON ci sono fondi disponibili). Una
risposta formale è però in fase di elaborazione.
c) circa l’inserimento di questo od altro, auspicabilmente più realistico,
correttivo alla sperequazione lamentata, che con l’Accordo Economico 2006/07 si
è fatta obiettivamente più sensibile, è evidente – e l’abbiamo scritto nello
stesso Cari Soci del 14 luglio – che la richiesta di finanziamenti per ovviare
alla sperequazione di cui si tratta (e ad altre, purtroppo esistenti) sarà
parte, al momento opportuno, della nostra Piattaforma per l’Accordo Economico
2008/09 (o 2008/10: la manovra finanziaria ha tra i tanti temi lasciato aperto
anche l’argomento della durata degli Accordi economici in rinnovo…). Ma, sempre
per essere realistici, su quanto potremo contare per il prossimo Accordo
Economico, sia esso bi- o triennale, non lo sappiamo né è onesto cullarci in
illusioni che, in questi tempi di vacche magrissime, sono solo pericolose e
soprattutto demagogiche e populiste.
d) infine, torno all’ultimo Accordo Economico 2006/07 che la nota da Stoccolma
del 20 novembre richiama come madre di tutte le sperequazioni, almeno per i
pensionandi Roma/estero. La premessa è che bisogna avere ben chiaro, come già
avemmo a scrivere in varie occasioni, che tali sperequazioni esistevano – e
sarebbero dovuto essere ben note, visto che ignorantia legis non excusat – sin
dal 2000, momento dell’inizio della nostra contrattazione. Se l’Accordo
Economico 06/07 ha accentuato tali sperequazioni è per due ragioni molto
semplici e che bisogna avere altrettanto ben chiare: la prima, come già scritto
nel Cari Soci del 14 luglio, che gli importi a disposizione non erano
sufficienti per “accontentare” le varie esigenze in gioco, tra cui quella
prioritaria - e storica, non solo per questo Ministero ma anche per il SNDMAE!
- di rendere gli stipendi romani decorosi e finalmente in linea con
quelli di analoghe carriere “speciali” dello Stato: e ora finalmente
siamo sulla buona strada, ferma restando la necessità di contemperare le
esigenze di tutti i gradi della carriera in quello che dovrebbe essere un
unicum compatto, senza distinzione di gradi, nella rivendicazione dei propri
diritti! La seconda, che io personalmente desidero che abbiate davvero tutti
ben chiara, è che questo Consiglio, in carica dal 17 marzo, si è trovato a
dover chiudere in pochissimi giorni (pena il rischio, che le settimane
successive hanno dimostrato essere non solo un rischio ma una
certezza!, di perdere il grosso delle somme disponibili, vale a dire quei
circa 9 milioni di euro stanziati per noi dalla Legge Banche e Fondi a fine
dicembre 2007) un Accordo Economico che sino ad allora NON era stato
praticamente negoziato, essendo apparentemente trascorsi nella inazione i primi
due mesi e mezzo dell’anno, ed essendo per di più, due mesi prima, caduto un
Governo che plausibilmente sarebbe stato sostituito da uno di diverso segno.
Tutto ciò, in parole povere, significa che l’Accordo economico lo si è
negoziato e chiuso, anziché nei quasi tre mesi che il Sindacato avrebbe potuto
avere a disposizione, negli ultimi 10 giorni di marzo. E notoriamente le cose
fatte in troppa fretta di rado sono perfette. Se il tempo ci fosse stato – e ce
ne era stato, purtroppo passato senza molto frutto… - si sarebbe potuto
certamente intervenire anche sulle posizioni estere, ma non solo!
e) ancora ed infine per davvero: vi avevamo annunciato di avere individuato
un’esperta in materia pensionistica e di averle commissionato uno studio in
materia previdenzialistica. Lo studio ci è stato prodotto pochissimi giorni fa,
essendone risultata la predisposizione particolarmente complessa proprio per la
nostra “specialità”. Lo valuteremo con attenzione, ne ridiscuteremo e ve ne
informeremo; ma la collaborazione da parte dell’esperta ovviamente continuerà,
con beneficio di tutti i Soci […]
Cordialmente,
il Presidente
Cristina Ravaglia
***
Roma, 12 gennaio 2009
Cari Soci,
di ritorno al lavoro - dopo un lungo periodo in cui pesanti, ma superate, noie
di salute mi hanno purtroppo messo praticamente fuori uso - desidero, oltre che
augurarvi personalmente Buon Anno, intervenire su vari temi di attualità.
1. In primo luogo, il tema, candente, delle sperequazioni pensionistiche:
vi avevamo scritto (Cari Soci del 12 dicembre scorso) che “…la richiesta di
finanziamenti per ovviare alla sperequazione di cui si tratta (e ad altre,
purtroppo esistenti) sarà parte, al momento opportuno, della nostra Piattaforma
per l’Accordo Economico 2008/09 (o 2008/10…) “.
Il fatto che l’Amministrazione - nel reagire, solo pochi giorni dopo, alla
diffida presentata da 26 colleghi – si sia dichiarata, finalmente!, non solo
consapevole della delicatezza e della importanza del problema della
sperequazione nel trattamento pensionistico dei colleghi collocati a riposo
dall’estero, ma abbia anche fatto formalmente stato della propria
determinazione ad approfondire la questione in tutti i suoi aspetti, anche in
vista dell’avvio del negoziato per il rinnovo del contratto della carriera
diplomatica, non può che rassicurarci sulla concretezza del modus operandi
individuato e rafforzarci nella nostra azione.
La base per definire le nostre richieste, sulle quali naturalmente vi terremo
informati, trarrà spunto certamente dal documento predisposto a suo tempo da
Anna della Croce ed ampiamente discusso sia in Assemblea il 24 novembre che nel
vivace e costruttivo dibattito su Sndmail ; e le nostre proposte si avvarranno
anche dei suggerimenti formulatici dall’esperta in materia pensionistica, Dr.
Maria Paola Di Giorgio, con la quale stiamo anche definendo i modi e le forme
di una collaborazione “caso per caso” che riteniamo possa essere di interesse
per tutti i Soci anche singolarmente […]
Cordialmente,
il Presidente
Cristina Ravaglia
***
Roma, 22 gennaio 2008
Cari Soci,
una premessa: i temi trattati nei Cari Soci del Consiglio sono complessi, e ne
risultano spesso comunicazioni forse troppo dense, ma vi chiediamo comunque la
pazienza di leggerle con attenzione e fino in fondo…
Veniamo al dunque: le ultime proposte in materia di sperequazioni per i
pensionandi estero/Roma, di cui alla bozza di lettera predisposta da
Anna della Croce, il dibattito sulle quali è stato ormai trasferito in larga
parte sulla rete Sndmail.
La sperequazione tra pensionandi estero/Roma è un dato di fatto, obiettivo,
iniquo e, nella sua iniquità, da sanare il prima possibile. Quanto questa
esigenza di equità sia sentita è dimostrato anche dall'alto numero di
adesioni da parte di colleghi di tutti i gradi - quindi anche non direttamente
interessati alla questione o addirittura, per i meno “anziani”, soggetti ad un
regime pensionistico completamente diverso, purtroppo assai meno vantaggioso -
alla proposta di fare qualcosa e subito. Non possiamo davvero pensare, né
accettare, che un Capo Missione in una qualsiasi sede all'estero venga ritenuto
avere responsabilità minori di un qualunque collega, pari grado, collocato alle
dirette dipendenze al Ministero, e che le conseguenze economiche di tali
presunte, minori responsabilità ricadano sul suo trattamento
pensionistico…
Ma come sanare la reale sperequazione esistente?
Certamente inseriremo la richiesta di incrementare le indennità di posizione
all'estero nella piattaforma negoziale per il prossimo Accordo Economico
2008/09. L'Amministrazione, pochi giorni dopo un nostro Cari Soci in argomento,
si espresse esattamente sulla nostra stessa linea. Saremo chiari e determinati.
Ma per il rinnovo del contratto dobbiamo avere a disposizione una somma con la
quale soddisfare al meglio, e comunque in maniera equa, tutte le esigenze sul
campo, delle quali un Sindacato di tutta la carriera deve tenere conto: la
perequazione posizioni estero/Roma, in primo luogo, ma anche la previsione di
aumenti (almeno pari al recupero dell'inflazione…) da inserire, per tutti i
gradi, su tabellare e posizione (pensionabili), nonché un ottimale
riconoscimento delle legittime aspirazioni dei gradi iniziali della carriera,
che, con l'ultimo Accordo, non si sono potute soddisfare al meglio. Anche se
chiederemo, e stiamo già chiedendo, di avere somme sufficienti ed adeguate a
disposizione, purtroppo i tempi, lo sappiamo, non sono di vacche grasse!
Dunque, realismo tenace ed approccio consapevole, per evitare di alimentare
illusioni pericolose.
Tornando alla proposta di Anna della Croce, la ratio che la ispira è attraente,
e stiamo facendo fare (doverosamente, per una materia tanto complessa) le
verifiche tecnico/previdenzialistiche del caso. Rimane da superare lo scoglio
di come meglio presentare dal punto di vista del linguaggio normativo una
proposta sacrosanta, poiché, secondo quanto ci è stato anticipato, nel diritto
previdenziale non esiste la fattispecie della retribuzione figurativa (mentre sì esistono, e sono disposte rigorosamente ex lege, le anzianità figurative, come ad esempio il periodo del servizio militare, oppure il servizio
prestato in sedi disagiate/particolarmente disagiate). Anche l'idea – che
avevamo noi stessi avanzato lo scorso settembre - di una indennità di posizione
per il pensionando dall'estero equiparata figurativamente a quella del pari
grado pensionando da Roma incontrerebbe difficoltà perché verrebbe a mancare il
requisito, previsto dalla legge, della sussistenza del rapporto
contributi/retribuzione effettiva: e retribuzione effettiva in questo caso non
ci sarebbe.
Dal canto nostro continuiamo a lavorare, e vi daremo prestissimo notizia dei
risultati, per rendere percorribile la soluzione del problema. In particolare
il nostro consulente ci suggerisce, per il breve periodo, una proposta
legislativa, e, per il medio/lungo periodo, una ipotesi di Fondo Pensioni
Senza dimenticare naturalmente le richieste, quantitative e qualitative, per la
piattaforma del nuovo Accordo Economico.
Sollecitiamo intanto nuovamente l’Amministrazione a continuare a lavorare sulla
materia, impegnandosi caso per caso – si tratta davvero di pochi colleghi
ogni anno – a proporre ai pensionandi dall’estero soluzioni pragmatiche che
sanino l’obiettiva sperequazione attuale, oppure traendo spunto da alcune correzioni
figurative che, pur per importi certamente minori, sarebbero state recentemente
effettuate a vantaggio delle aree funzionali.
Cordialmente,
il Presidente
Cristina Ravaglia
***
Roma, 16 febbraio 2009
Cari Soci,
A proposito delle pensioni, desideriamo darvi ora conferma dell’avvio di
una importante iniziativa che il SNDMAE mette a disposizione dei Soci: un servizio
di consulenza in materia previdenziale, a cura della Dr. Maria Paola Di
Giorgio (di seguito, un suo breve CV), la quale, come sapete, sta già
collaborando con noi da qualche mese per studiare ed identificare soluzioni
alle molte questioni di interesse generale che ci toccano, e che ancor più ci
toccheranno in futuro.
Il servizio consentirà ai singoli di avere risposte a quesiti che li
interessano, di natura più generale oppure relativa a situazioni individuali:
dovrete farli pervenire per posta elettronica alla nostra Segreteria (segreteria@sndmae.it)
che provvederà a girarli per la risposta alla Dr. Di Giorgio.
E’ solo un inizio, importante, per cominciare a chiarire a ciascuno i molti
dubbi che ognuno di noi ha in una materia tanto complicata e nella quale,
ricordiamo, non esiste un caso uguale all’altro.
In un domani non lontano le domande/risposte potranno essere gestite
direttamente dai Soci collegandosi al nostro sito web, ed avremo una vera
Rubrica pensionistica on line.
Cordialmente
il Presidente
Cristina Ravaglia
Curriculum Vitae di Maria Paola Di Giorgio
Consulente previdenziale del SNDMAE
La Dr. Di Giorgio si è laureata in Scienze politiche all’Università “La
Sapienza” di Roma nel 1966, con una tesi in Diritto Amministrativo; nel
1967 ha vinto il concorso per la carriera direttiva dell’INPDAI (Istituto
Nazionale di Previdenza dei Dirigenti delle Aziende Industriali).
Nello stesso istituto ha percorso tutti i gradi della carriera sino ad essere
nominata Dirigente Generale nel 1997 con l’affidamento della Direzione Centrale
della Previdenza.
Dal 1999 a tutto il 2002 è stata, mantenendo la posizione di Direttore Centrale
della Previdenza, anche Vice Direttore Generale INPDAI. Inoltre, ha
rappresentato l’Istituto nell’AIPA (Autorità per l'informatica nella pubblica
amministrazione, oggi Centro nazionale per l'informatica nella pubblica
amministrazione).
Il 1° gennaio 2003 l’INPDAI viene incorporato nell’INPS. La Dr. Di Giorgio è
incaricata dall’INPS di dirigere lo SPDAI (Struttura Previdenza dei Dirigenti
di Aziende Industriali) per guidare la transizione dall’INPDAI all’INPS del
personale e dei dirigenti iscritti; nel 2004, ormai completato il programma di
incorporazione, le viene conferito l’incarico di Monitoraggio, coordinamento e
gestione delle problematiche Centro-periferia dell’INPS.
Nel luglio 2005 la Dr. Di Giorgio si dimette dall’INPS ed opta per la libera
professione, come associata in qualità di consulente previdenziale ad uno
Studio Legale romano.
La Dr. Di Giorgio ha ideato - e diretto per circa 10 anni, fino alla
incorporazione dell’INPDAI nell’INPS - la rubrica settimanale INPDAI
RISPONDE pubblicata su Italia oggi, destinata a rendere più comprensibile
la materia previdenziale con lo strumento della domanda/risposta.
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