Dieci problemi degli Uffici Consolari

e dieci proposte di soluzione

1.      Problema: I capi degli uffici all’estero non hanno autonomia amministrativo-contabile. Si sprecano tempo e risorse. Soluzione proposta: Dotare ogni sede di un budget unico, cambiando nome ai capitoli di bilancio, che devono corrispondere ciascuno ad una sede. La legge finanziaria lo può fare.

2.      Problema: Il personale non diplomatico e non dirigenziale del MAE non è valutato in base al merito.  Soluzione proposta: introduzione di criteri di valutazione dell’idoneità al servizio all’estero. Essendo quest’ultimo specifico rispetto al resto della Pubblica Amministrazione, richiede provvedimenti specifici.

3.      Problema: Vi sono sedi in cui il personale dipendente non vuole andare. Soluzione proposta: alternanza tra sedi agiate e disagiate nel percorso professionale.

4.       Problema: Si inviano all’estero troppi dipendenti da Roma, a svolgere compiti anche meramente esecutivi. Soluzione proposta: Assunzione di un maggior numero di “contrattisti" presso le sedi estere: costano di meno e si possono assumere con contratti temporanei, che aggiungono flessibilità al sistema.

5.      Problema: Spesso il personale dipendente non è adeguatamente formato: molti impiegati inviati da Roma non conoscono nemmeno la lingua del posto. Soluzione Proposta: Corsi di formazione pre-posting seri, della durata variabile da sei mesi a un anno, con valutazione finale dell’effettiva capacità di ricoprire l’incarico.

6.      Problema: Le competenze si moltiplicano, le risorse no. Soluzione Proposta: Ad ogni nuovo incarico assegnato ad una sede all’estero deve corrispondere l’indicazione delle risorse addizionali da dedicarvi, oppure delle attività che il nuovo incarico va a sostituire.

7.      Problema: Le leggi sulla cittadinanza e sul voto all’estero rischiano di mettere in ginocchio molti consolati. Soluzione proposta: adottare regolamenti attuativi che tengano conto delle esigenze di corretto funzionamento dei consolati. Contemporaneamente, liberare risorse eliminando servizi non più attuali (ad esempio la Leva militare) e portando a dieci anni la validità del passaporto.

8.      Problema: l’attuale sistema burocratico frustra la capacità dei Consoli di introdurre innovazioni tecnologiche e nuovi servizi al pubblico (tesserino per la fruizione informatizzata dei servizi consolari,  pagamento con bancomat, utilizzazione dei servizi di web-banking). Soluzione proposta: abolire il  vigente  regime autorizzatorio dalla sede centrale a quelle periferiche.

9.      Problema: le direttive nazionali sui visti non tengono sufficiente conto delle variegate realtà locali. Soluzione proposta: maggiore autonomia decisionale e flessibilità ai capi degli uffici all’estero.

10.  Problema: gli uffici all’estero non hanno spesso lo spazio necessario ad operare. Soluzione proposta: adottare una adeguata politica degli immobili, che tenga conto delle nuove esigenze di spazio e di decoro.

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