Riforma del
Ministero degli Affari Esteri
2005-2006
Il debutto
dell’attività del nuovo Consiglio nel marzo 2005 è coinciso con l’avvio del
negoziato al Dipartimento della Funzione pubblica per il rinnovo della
componente giuridica per il quadriennio 2004-2007 e della componente economica
per il biennio 2004-2005 dell’accordo per la carriera diplomatica,
limitatamente al servizio prestato in Italia.
Primo risultato tangibile dell’opera dell’Esecutivo è stata
l’approvazione parlamentare del Decreto Legge 30 giugno 2005, n. 115,
contenente all’articolo 13 lo stanziamento per il rinnovo del contratto della
carriera diplomatica relativo al biennio 2004-2005 della somma di 12 milioni di
euro.
Particolare attenzione è stata dedicata, in questo primo scorcio di
mandato, alle valutazioni (SI VEDA IL
TESTO NELL’APPOSITA SEZIONE) e all’istituzione degli sportelli unici. Su queste
due materie il Consiglio ha già avuto modo di confrontarsi con
l’Amministrazione, rispettivamente nel corso del primo incontro con il Direttore Generale del Personale, Amb. Surdo e nella riunione appositamente organizzata dalla DGPE sulla legge di internazionalizzazione delle imprese.
Nel corso della
riunione con i vertici del Personale nel maggio del 2005, il Consiglio del
SNDMAE ha avuto modo di avanzare una proposta di riforma della struttura del
Ministero, incentrata sull’ipotesi di creazione a medio termine dei
Dipartimenti. In una
prospettiva più immediata, il SNDMAE ha chiesto all’Amb. Surdo di ristrutturare
le Direzioni Generali con la creazione di punti intermedi di riferimento aventi
livello dirigenziale generale (con nuovi vice direttori aggiunti o direttori) e
il conseguente adeguamento del numero degli uffici con una migliore definizione
delle posizioni dirigenziali al loro interno, attraverso forme di vicariato
plurimo. Un’importante
discussione sul tema si è tenuta nel corso del Consiglio allargato ai Soci del
31 maggio, con la presentazione da parte di un iscritto di un importante contributo alla riflessione. A settembre, la proposta
è andata maturando e ha assunto la forma di un messaggio ai Soci sul tema degli scorrimenti.
A settembre, il SNDMAE ha conseguito un importante risultato sul fronte
del voto per i dipendenti del Ministero in servizio all’estero e per i loro
familiari conviventi, interessando al problema il
maggior istituto indipendente in materia elettorale a livello internazionale, l'istituto IDEA, che ha elaborato un parere informale.
L’anno si è poi
chiuso con l’Assemblea Straordinaria del 14
dicembre, dedicata allo studio condotto dal dottor Pievani sulle
progressioni di carriera, che ha dimostrato gli squilibri, che si protraggono
lungo tutta la carriera, derivanti dalla mancanza di regolarità nel
reclutamento diplomatico e dalla carenza di strumenti correttivi per far fronte
ai colli di bottiglia.
Nel 2006, l’attività del Consiglio si è andata concentrando
sull’elaborazione del progetto di bilancio di sede, tradottasi nella
presentazione nel mese di maggio di uno schema di legge delega al
Governo sul riordino della gestione finanziaria ed
economico-patrimoniale delle Rappresentanze diplomatiche e degli uffici
consolari.
Con la formazione del nuovo Governo, il SNDMAE ha ritenuto opportuno
presentare al nuovo Ministro, il Vice Presidente del Consiglio, on. Massimo
D’Alema, un testo organico che illustrasse, oltre a quella del bilancio di
sede, tutte le proposte principali del Sindacato in merito alla riforma del
MAE. Ne è scaturito il Libretto bianco,
presentato all’on. Ministro nel mese di luglio. I punti principali delle proposte del SNDMAE si riconducono alla
questione dell’aumento delle risorse, alla razionalizzazione della rete
diplomatico-consolare, al problema del coordinamento con le altre istituzioni,
alla ridefinizione delle procedure della cooperazione allo sviluppo.
Da settembre in poi, l’attività si è andata poi concentrando sulla
questione delle risorse. Il SNDMAE si è dovuto attivare per sventare tagli alle
risorse per il servizio all’estero. La sua azione, immediata e decisa, si è
tradotta nella proclamazione dello stato di
agitazione della carriera. Solamente il reintegro
delle risorse da parte del Governo ha fatto recedere il Sindacato
dallo sciopero di protesta della carriera diplomatica già formalmente indetto.
dicembre 2006