Roma, 14 settembre 2006

 

Cari Soci,

 

in un recente incontro col Direttore generale per il Personale, il Consiglio è tornato a ricordare la posizione sindacale in materia di valutazioni e scorrimenti, fornendo le sue valutazioni attorno all’impostazione data alla recente tornata di promozioni a Consigliere di Ambasciata.

 

La posizione del Sindacato è nota da tempo: l’Assemblea del 14 dicembre 2005, incentrata sulla presentazione del nostro studio statistico sulle progressioni di carriera, aveva reso evidente la necessità di un provvedimento normativo mirante ad ovviare le conseguenze dell’ ‘imbuto’ nella promozione a Consigliere d’Ambasciata. Provvedimento che si era tornati a sollecitare in Assemblea generale ordinaria il 29 marzo. Dopo aver rilevato che misure volte ad unificare gli organici non erano nell’agenda dell’Amministrazione, il SNDMAE aveva fatto presente l’opportunità di applicare l’art.101 del Dpr 18, per ottenere il ‘soffietto’, cioè una variazione d’organico che fosse funzionale alle esigenze correnti.

 

A fronte della maturazione dei criteri di legge di promuovibilità per due concorsi numerosi (42 persone del c.1991 nel 2005 e 30 del c.1992 nel 2006), si è invece inteso procedere con una promozione limitata a 31 posti. Questa, va riconosciuto, ha compreso una quota già rilevante, quantunque insufficiente, di casi meritori di considerazione tra i colleghi dei precedenti concorsi. D’altra parte, per la limitatezza dei posti, essa ha dato luogo ad una oggettiva penalizzazione nei confronti di numerosi altri candidati. E’ questo il caso del concorso 1992, fatto oggetto di un criterio diverso da quello della precedente tornata.

 

Senza entrare nel merito delle singole promozioni, il Consiglio ha comunque sentito il dovere di richiamare le conclusioni del citato studio statistico, tornando a segnalare le forti oscillazioni nei criteri e nei risultati cui è soggetto il meccanismo di avanzamento a Consigliere d'Ambasciata, la cui aleatorietà incide sull'ordinata gestione di una fascia di funzionari particolarmente preziosi per l'Amministrazione, con ovvie ricadute sulla motivazione e sul rendimento dei singoli e sulla stessa funzionalità del Ministero.

 

Quanto al concorso del 1991, si è osservato che la promozione al grado superiore riflette più l'ordine di bollettino che non il merito, dovendosi poi tener presente che l’ordine di bollettino dei concorsi 1990 e 1991 era frutto di una promozione al grado di Consigliere di Legazione pesantemente influenzata dai criteri stabiliti dal D.L. 85 del 2000.

 

Molti soci ricorderanno che, in assenza di norme transitorie, tale normativa aveva retroattivamente introdotto nuovi principi che hanno ex post premiato o penalizzato - mediante alti punteggi automatici - determinati incarichi ed adempimenti, di fatto tramutatisi in vere e proprie “rendite di posizione”. Il provvedimento venne revocato nel 2002, visti i danni e le iniquità provocate.

 

Da un punto di vista più generale, abbiamo per contro fatto notare che questa tornata di promozioni rappresenta paradossalmente un passo avanti, perché costituisce l’implicita ammissione della insostenibilità dell’attuale sistema di valutazione e di promozione. Siccome non permette di scegliere con serenità i migliori, esso non rappresenta che la negazione stessa del motivo per cui è stato creato e va dunque, finalmente, riformato.

 

L’Amministrazione è ora chiamata a considerare tutte le opzioni percorribili per evitare costi così troppo elevati sul piano della motivazione e gestione delle risorse umane. Che le incongruenze del sistema siano insostenibili è un fatto ormai avvertito da tutti, come pure l’urgenza di operare concretamente per un cambiamento del sistema di valutazione. Su questo terreno riconosciamo l’impegno del nuovo Direttore generale per il Personale, e dei suoi più stretti collaboratori, ad elaborare un nuovo schema di regolamento e relative schede.

 

Consapevole della difficoltà di pervenire ad un sistema di valutazione obiettivo, equo e correlato ad una ordinata progressione di funzioni, il SNDMAE ha espresso al Direttore generale per il Personale il suo più vivo interesse ad esaminare la nuova proposta in materia di valutazione, al fine di trovare la soluzione più praticabile ad un problema che per troppi anni ha inciso negativamente sul buon andamento del nostro Ministero.

 

Il Consiglio direttivo del SNDMAE non mancherà di tenervi informati sugli sviluppi.

 

Con un cordiale saluto

 

Enrico Granara

  

 

 

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