Sintesi dell’informativa della DGPE alle OO.SS.
sul voto all’estero per i dipendenti del MAE e famiglie, 05.05.05.
La riunione coordinata dalla DGPE ha consentito innanzitutto alla DGIT di fare il punto della situazione sulla tematica generale del voto all’estero e su quella particolare dei due disegni di legge presentati in Parlamento: il n. 809 (Ramponi) e il n. 880 (Spini, Angioni e altri). Una terza proposta risulta essere stata avanzata dall’On. Buemi (SDI) e riguarda esclusivamente il personale del MAE in servizio all’estero e relative famiglie al seguito.
Il primo progetto di legge, riguardante i dipendenti delle pubbliche amministrazioni (e famiglie) in servizio all’estero, si caratterizza per prevedere il voto per corrispondenza, per ogni tipo di elezioni, incluso il voto al Parlamento europeo per i residenti in aree extra-europee e fa riferimento alla circoscrizione elettorale nazionale. Il secondo riguarda i militari impegnati nelle missioni internazionali di pace e il personale delle sedi diplomatiche e consolari, ma prevede il voto soltanto per le elezioni politiche nazionali, da esercitare presso le rappresentanze diplomatiche e consolari, rinviando le modalità d’attuazione ad un successivo provvedimento normativo.
Accertati i limiti di un possibile ruolo di facilitazione dell’Amministrazione, per permettere l’esercizio del voto a tutti i dipendenti MAE e famiglie all’estero, la DGPE ha colto l’occasione per verificare la possibilità di ottenere il consenso sindacale attorno all’idea di una formula da sottoporre come emendamento ad uno dei progetti di legge in esame (verosimilmente il primo, per una maggiore praticità ed economia del voto per corrispondenza), al fine di dare la facoltà ai dipendenti e congiunti elettori, che fossero residenti a Roma, di stralciare la loro iscrizione elettorale dai rispettivi collegi circoscrizionali e di trasferirla ad un unico collegio, quello di riferimento territoriale della Farnesina (‘collegio della Vittoria’), su cui far convergere il voto per corrispondenza.
Preso atto dei limiti complessivi di una tale soluzione (che esclude gli elettori iscritti nei registri elettorali di altri comuni italiani), da parte delle OO.SS. è stato espresso un interesse di principio per una proposta le cui implicazioni sono tutte da approfondire. Da parte sua, il SNDMAE non ha mancato di apprezzare l’iniziativa dell’Amministrazione, volta finalmente a colmare un vuoto ultradecennale sul piano dell’assistenza ai suoi dipendenti nella soluzione dei molteplici problemi connessi alla residenza - e quindi all’iscrizione elettorale - in relazione ai trasferimenti temporanei per servizio all’estero.
IL SNDMAE, fautore del voto elettronico, ha infine fatto presente che l’operazione voto all’estero per i dipendenti MAE, potrebbe fornire un’eccellente opportunità per applicare tale soluzione innovativa, già nel 2006, per altro oggetto di recente sperimentazione da parte del Ministro per l’innovazione tecnologica, come nel caso delle operazioni di scrutinio del voto regionale in Liguria, il 3 aprile 2005.