Ristrutturazione della rete consolare

 

Sin dalla pubblicazione del “Libretto bianco”, nella primavera del 2006, il SNDMAE ha inteso sollecitare i vertici dell’Amministrazione sulla assoluta necessità di predisporre un piano di ristrutturazione della rete consolare. “La rete va rimodulata in modo serio e con attenzione prioritaria all’ottimizzazione della risorse”, recitava il relativo paragrafo, sottolineando l’anacronismo di una rete espressione di una realtà superata – 12 Consolati in Svizzera contro i 3 in Cina e i 2 in India – e la difficoltà di adeguamento degli uffici all’aggravio di lavoro degli ultimi anni in seguito al costante aumento delle richieste di concessione di visti.

Il SNDMAE individuava nella piena informatizzazione degli uffici la soluzione all’ineludibile problema di razionalizzazione della rete, abbinata all’introduzione di nuovi meccanismi gestionali. Concetti ribaditi nella lettera inviata dal Presidente Granara al Vice Ministro Danieli all’indomani della sua audizione in Senato del 15 novembre 2006.

 

A distanza di mesi dall’annunciata revisione della rete diplomatico-consolare, trascorsi senza che i Sindacati siano stati informati delle ipotesi di razionalizzazione, l’Amministrazione, anche sulla spinta dei precetti di razionalizzazione della rete indicati dalla Finanziaria, è sembrata ad inizio anno individuare la soluzione nella chiusura di alcune sedi consolari e di Rappresentanze permanenti. Il Sindacato ha reagito prontamente, dapprima attraverso dichiarazioni rilasciate ad organi di stampa in cui si ribadiva la assoluta contrarietà a “riforme cosmetiche, che non portano a veri risparmi né ad un aumento della produttività del personale grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie” (Intervista al Presidente Granara del “Velino diplomatico” del 9 marzo 2007). Successivamente, il 5 aprile, SNDMAE ha assunto l’iniziativa di diffondere al Ministero e agli organi di stampa un comunicato stampa dal titolo eloquente: “Diteci cosa volete chiudere!”. Ripreso con preoccupazione da alcune agenzie di stampa dell’immigrazione, il comunicato ha costituito l’argomento di alcune interrogazioni parlamentari.

 

La richiesta di essere informati in anticipo circa le sedi sulle quali l’Amministrazione intenderebbe operare e della ratio ispiratrice dei provvedimenti è stata ribadita dal SNDMAE in ogni occasione, da ultimo all’inizio di febbraio 2009, in occasione di un’informativa sindacale tenuta dall’Amministrazione per annunciare la prossima apertura della “fase 4” di ristrutturazione della rete all’estero.
Il SNDMAE, in attesa di conoscere come l’Amministrazione intenderebbe muoversi per poter contribuire alle scelte decisionali, ha nell’occasione sollecitato che i risparmi ricavabili dalla razionalizzazione non tornino al MEF, bensì possano essere destinati alla rete estera per aumentarne la produttività e l’efficienza.

febbraio 2009

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