“Il Velino diplomatico”, 9 marzo 2007

 

16. Rete consolare: la "razionalizzazione" alimenta timore di tagli

 

Nel linguaggio aziendale termini come “razionalizzazione” o “ristrutturazione” suggeriscono l’idea di un pronto ricorso a un programma di tagli alla spesa. Non stupisce quindi che il mondo dell’Italia all’estero consideri con un minimo di preoccupazione quelle righe della Finanziaria 2007 che “al fine di razionalizzare e ottimizzare l'organizzazione delle spese e dei costi di funzionamento dei Ministeri” promettono, entro il prossimo 30 aprile, l’emanazione di una serie di norme. Una delle quali relativa “all'avvio della ristrutturazione, da parte del Ministero degli affari esteri, della rete diplomatica, consolare e degli istituti di cultura in considerazione del mutato contesto geopolitico, soprattutto in Europa”. In un certo senso, è un problema di scelta terminologica: quella che il testo sopra citato chiama “razionalizzazione”, “ristrutturazione”, il deputato Franco Narducci (Dl) eletto in rappresentanza degli italiani all’estero nella circoscrizione Europa, si augura invece sia nei fatti una “riorganizzazione”, dando ad intendere che non è esclusivamente di una politica di tagli che la struttura consolare ha bisogno. “Esistono certamente nuove esigenze nel campo – spiega al VELINO Narducci, ex segretario generale Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie) - ma tutto questo non può assolutamente tradursi in uno smantellamento dei servizi per i nostri connazionali”. “Premesso che di fatto abbiamo già avuto un ridimensionamento della rete diplomatica nel mondo, occorre forse ricordare che la struttura consolare non rappresenta solo un elemento affettivo, romantico. È vero che in Europa abbiamo pochi oriundi – ragiona il deputato – ma è anche vero che, tra i connazionali all’estero, coloro che hanno i maggiori rapporti con le strutture dello Stato, sono quelli di cittadinanza italiana. Rapporti che per il nostro Paese significano rimesse molto considerevoli. Non più rimesse dirette, certo, come accadeva nel periodo delle grandi immigrazioni, fra le due guerre e dopo il secondo conflitto mondiale. Ma si pensi, ad esempio, alle centinaia di migliaia di cittadini italiani che durante le ferie estive e invernali tornano nel proprio paese, spendendo ricchezza prodotta altrove”.
Il rilancio dei servizi, che secondo Narducci deve essere il vero obiettivo della “riorganizzazione”, passa allora necessariamente per un netto miglioramento della capacità informatiche della struttura. “Basti pensare che il consolato generale di Zurigo è in Intranet con la Farnesina, ma non lo è con tutte le altre sedi consolari in Svizzera e con l’ambasciata – conclude Narducci -. Per cui quando si devono trasferire dati da un consolato all’altro, non è possibile farlo per via informatica”. Considerazioni e timori simili agitano anche i pensieri di Enrico Granara, presidente del Sndmae, sindacato che raccoglie buona parte dei diplomatici italiani. “La nostra controparte la chiama ‘razionalizzazione’ – risponde Granara al VELINO -. In realtà si tratta di dimostrare ai nostri connazionali in Europa che è possibile erogare servizi consolari efficienti anche attraverso uno snellimento della rete. Il che non significa però solo chiusura di sedi o di posti: significa invece contestuale investimento nell’innovazione tecnologica e contestuale riqualificazione del personale”. Le carenze che Granara lamenta nella struttura informatica della rete diplomatica, e indirettamente nell’intero sistema-Paese, suonano anche più gravi di quelle ricordate da Narducci: la proposta del presidente del Sndmae è allora quella di garantire le risorse necessarie per l’apertura di “sedi consolari pilota”, almeno in Francia, Germania e Svizzera. Sedi che dimostrino la possibilità di informatizzare gli archivi, di procedere con la gestione telematica dei dati anagrafici dei singoli connazionali, di attivare terminali convenzionati presso comuni svizzeri, tedeschi, francesi, per quel che riguarda lo status dei cittadini italiani. “Tutto questo però non si fa – prosegue Granara – mentre invece si procede a sottrarre risorse al servizio informatico del ministero. Che vuol dire allora ‘razionalizzazione’, se non implica un guardare con attenzione alla tecnologia? C’è il rischio che la parola si riduca a cose vane”. Dell’argomento si parlerà anche durante la prossima assemblea del Sndmae, prevista per il 22 del mese: "Lo dico ufficialmente – anticipa Granara -. Il Sndmae combatterà le riforme cosmetiche, che non portano a veri risparmi né ad un aumento della produttività del personale grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie”. (Paolo Petrillo)

S.N.D.M.A.E.- Ministero degli Esteri - p.le della Farnesina, 1 - 00194 ROMA tel. 06.36912304 fax 06.36000161