CGIL-CISL-UIL SNDMAE
CISAL Intesa UGL Esteri
UNSA SICISMAE
Roma, 8 maggio 2002
Signor Presidente,
Com'è noto, la legge 409/2001 prevede che coloro
che sono "fiscalmente residenti in Italia" possono rimpatriare
o comunque regolarizzare entro il 15 maggio il denaro ed altre
attività detenute all'estero "in violazione delle norme fiscali
e valutarie" pagando una tassa del 2.5% sul capitale posseduto.
Secondo questa Amministrazione, sentito il Ministero
dell'Economia e delle Finanze, la normativa in questione ha efficacia
"erga omnes", non essendo previste eccezioni che riguardino
casi o categorie particolari. Questa interpretazione, ribadita
dall'Amministrazione in due messaggi, ha destato molta preoccupazione
e perplessità nel personale in servizio all'estero. Non sembra
infatti verosimile né accettabile che i depositi all’estero, originati
da quanto legittimamente percepito presso la sede di servizio
con l'ISE o con altre retribuzioni provenienti dal MAE e regolarmente
tassate alla fonte, vengano equiparati ai capitali illegalmente
esportati e sottoposti alle stesse disposizioni previste per altre
tipologie. Un eventuale prelievo indiscriminato del 2,5% sul capitale
posseduto al momento del rientro a Roma a titolo di “regolarizzazione”
apparirebbe del tutto ingiustificato e penalizzante.
Le chiediamo
pertanto un intervento urgente presso il Ministero dell'Economia
e delle Finanze affinché venga chiarito che la normativa in questione
non si applica ai depositi bancari detenuti all’estero derivanti
dall’accreditamento dell’ISE o di altre spettanze pagate dal MAE
al personale in servizio all'estero presso le sedi diplomatico-consolari.
Restando
in attesa di un cortese e urgente riscontro, cogliamo l’occasione
per rinnovarLe i sensi della nostra stima.
CGIL Esteri
CISL Esteri UIL
Esteri SNDMAE
CISAL Intesa UGL Esteri UNSA SICISMAE
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On.le Silvio Berlusconi
Ministro degli Esteri a.i.
S E D E