CGIL-CISL-UIL SNDMAE
CISAL Intesa UGL Esteri
UNSA SICISMAE
DIRSTAT Esteri
Roma, 3 maggio 2002
Signor Direttore Generale,
desideriamo attirare la Sua attenzione sul problema
dell’applicabilità della Legge 23 novembre 2001, n. 409 (“Scudo
fiscale”) ai Dipendenti del Ministero degli Affari Esteri, già
oggetto in data 15 aprile u.s. di un Suo messaggio al Personale.
Com'è
noto, la legge 409/2001 prevede che coloro che sono "fiscalmente
residenti in Italia" possono rimpatriare o comunque regolarizzare
entro il 15 maggio 2002 il denaro ed altre attività detenute all'estero
"in violazione delle norme fiscali e valutarie" mediante
un versamento pari al 2.5% del capitale posseduto.
Il citato messaggio n. 450 non chiarisce tuttavia
i termini della questione. Non sembra infatti verosimile che le
somme detenute all’estero dai dipendenti di questo Ministero,
originate da quanto legittimamente percepito presso la sede di
servizio con l'ISE, ovvero altre retribuzioni pagate direttamente
dal Ministero Affari Esteri e come tali regolarmente tassate alla
fonte, vengano equiparate ai capitali illegalmente esportati.
Un eventuale prelievo indiscriminato del 2,5% a titolo di “regolarizzazione”
appare del tutto ingiustificato e penalizzante.
Riteniamo
pertanto necessario che l'Amministrazione fornisca gli adeguati
chiarimenti in proposito, anche alla luce dei comportamenti da
mantenere per il futuro e chiediamo un intervento urgente del
Ministro a.i., On. Berlusconi, affinché sia formalmente chiarito
che la disciplina sanzionatoria prevista dalla legge 409/2001
non si applica alle disponibilità di capitali detenuti all’estero
derivanti dall’accreditamento dell’ISE ovvero delle altre retribuzioni
pagate direttamente dal Ministero Affari Esteri.
Cogliamo
l’occasione per ribadirLe i sensi della nostra stima.
CGIL Esteri
CISL Esteri UIL
Esteri SNDMAE
CISAL Intesa UGL Esteri UNSA SICISMAE DIRSTAT
Esteri
------------------------
S. E. l’Ambasciatore
Giovanni Dominedò
Direttore Generale per il Personale
S E D E