L’attuazione della legge delega
di semplificazione amministrativo-contabile
per gli uffici all’estero del MAE

 

 

 

PREMESSA

 

La legge delega per il 2005 ha dato all’Amministrazione tre mesi (fino al 31 marzo), per emanare disposizioni per la semplificazione della gestione finanziaria degli uffici all’estero. Sebbene la Finanziaria abbia ridotto la portata di quanto stabilito dall’art.3 del DDL presentato dal Governo, è comunque possibile de jure condito un riassetto normativo della gestione amministrativa e contabile sotto forma di un Testo Unico.

 

Gli argomenti formali usati dal MEF, in relazione alle asserite difficoltà di rendicontazione alla Corte dei Conti, perdono di vista la realtà della rete degli uffici diplomatico-consolari italiani, a torto equiparati agli uffici periferici, meramente esecutivi, di altre Amministrazioni, e soffocati dall’impossibilità di spendere con un minimo di discrezionalità i già scarsi fondi assegnati per le attività istituzionali.

 

METODO DI LAVORO

 

Il SNDMAE ritiene essenziale il ruolo guida del Servizio di Controllo Interno nella definizione delle misure di semplificazione dei procedimenti di gestione finanziaria all’estero ed auspica l’insediamento dell’organismo interno di redazione del decreto delegato e del regolamento di attuazione avvenga al più presto, in considerazione della brevità del tempo a disposizione. Il SNDMAE si attende di essere consultato in tempo utile, al fine di poter contribuire ai lavori con sue specifiche proposte e osservazioni attorno ai temi oggetto della delega.

 

SEMPLIFICAZIONE DEL BILANCIO

 

1. Il primo necessario passo avanti è costituito dall’accorpamento degli attuali 510 capitoli di spesa, 135 dei quali relativi alla gestione delle sedi all’estero. L’esperienza del capitolo unico non è del resto estranea alla nostra Amministrazione. Gli Istituti Italiani di Cultura e le Unità Tecniche Locali della Cooperazione operano con questo modello gestionale semplificato, efficace e compatibile con le esigenze di controllo da parte dell’UCB. Per soddisfare queste ultime, nell’accorpamento dei capitoli pertinenti agli uffici della rete diplomatico-consolare si tratterà verosimilmente di applicare un sistema di codici che consentano di conoscere in qualsiasi momento il tipo e l’entità della spesa da monitorare.

 

2. La seconda misura necessaria, in attuazione del citato art.3 del DDL, è costituita dalla revisione del DPR 120/2000, al fine di garantire una marcata flessibilità nelle procedure di acquisizione di beni e servizi, incluso l’adeguamento delle procedure relative agli atti di gestione delle sedi all’estero, agli ordinamenti giuridici e alle consuetudini locali. Ivi incluse le spese in economia.

 

Si tratta essenzialmente di trovare il coraggio di eliminare le solite formulazioni: “Sentito al riguardo il Ministero dell’Economia” o “Previa acquisizione del parere del MEF”. IL MAE deve finalmente riappropriarsi della sua autonoma capacità gestionale: chi meglio di chi si trova all’estero ne conosce la normativa da applicare?

 

LA SEMPLIFICAZIONE DEI CONTROLLI

 

Obiettivo di pari importanza è quello della razionalizzazione e semplificazione dei sistemi di controllo di gestione e dei rendiconti degli uffici all’estero.

 

Nei limiti della delega si tratta di impostare un sistema all’interno delle sedi periferiche che permetta, con l’ausilio degli strumenti informatici, di conciliare il momento della rendicontazione con il momento delle decisioni di spesa, senza prevaricare le esigenze degli organi di controllo. Per soddisfare tali esigenze, tratterà di prevedere che, all’interno dei bilanci unificati delle sedi, le singole spese siano identificabili attraverso codici informatici che consentano in ogni momento agli organi di controllo di ricondurle agli originali capitoli.

 

In tale contesto sarà tuttavia necessario evitare che ciò si trasformi surrettiziamente in un nuovo controllo burocratico. Anche qui l’esperienza maturata nella gestione delle UTL della cooperazione (cap.2160), potrà essere di esempio.

 

Per gli uffici della cooperazione all’estero è infatti molto più pregnante il controllo di una visita ispettiva che non la presentazione di rendiconti, adempimento, questo, reso parzialmente semplificato dal DPR 120, che peraltro crea il presupposto di controlli a campione da parte dell’UCB.

 

Appare logico che chi dovrà elaborare le misure di semplificazione si ponga una domanda sui reali volumi finanziari da controllare: alla fine, ‘bilancio’ di una sede all’estero da cosa è composto? Tolte le spese obbligatorie, stipendi, affitto dei locali, quali sono i budget discrezionali disponibili per un capo missione? Si prenda ad esempio un qualsiasi Ufficio commerciale che disponga di 10.000 euro di stanziamento annuale. Perché non permettere al funzionario delegato di utilizzare una tale somma sgravandolo dai continui vincoli autorizzativi ad hoc? Nella peggiore delle ipotesi sarà chiamato a rifondere l’intera capienza del capitolo, ma è impensabile continuare a mantenere un meccanismo terribilmente complesso per volumi di finanziamento assolutamente ridicoli. Eppure, è a questo che siamo costretti.

 

APPELLO DEL SNDMAE ALL’ON. MINISTRO:

 

Il SNDMAE ritiene indispensabile agire su questi volani gestionali essenziali:

 

  • Unificazione del bilancio della sede, con le dovute garanzie di trasparenza, unica via, per il titolare dell’ufficio all’estero, di operare le necessarie variazioni compensative all’interno delle varie poste di spesa;

 

  • Possibilità di ricorrere a prelievi sul CCVT, per sopperire a finanziamenti assegnati, ma di fatto non ancora accreditati;

 

  • Abolizione dell’autorizzazione ministeriale alla spesa dei fondi comunque disponibili.

 

CONCLUSIONE

 

L’introduzione di meccanismi che consentano una vera responsabilizzazione gestionale dei funzionari non può che essere finalizzata ad incrementare l’efficacia dell’azione delle nostre sedi estere, permettendo ai capi missione di concentrarsi sugli obiettivi di politica estera piuttosto che sulle questioni burocratiche. La valutazione complessiva della loro azione in relazione al raggiungimento degli obiettivi indicati dall’Amministrazione costituisce la migliore garanzia di una corretta gestione.

 

Il SNDMAE confida nella guida politica del Ministro, al fine di superare gli ostacoli “tecnici” che inevitabilmente i burocrati cercheranno di frapporre al raggiungimento dell’obiettivo di semplificazione e rinnova la sua disponibilità a collaborare in ogni momento con l’Amministrazione al fine del raggiungimento dell’obiettivo della semplificazione.

 

Roma, 15 gennaio 2005

 


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