ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA

14 DICEMBRE 2005

 

INTERVENTO DI CHIUSURA DEI LAVORI

DEL CONS. AMB. ENRICO GRANARA, PRESIDENTE DEL SNDMAE

E REPLICA DEL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA, AMB. ROBERTO NIGIDO

 

 

Granara: Grazie, Ambasciatore. Sono almeno riuscito nel mio intento di dimostrare a tutti, con questa riunione, che i collegamenti vocali sono possibili, come Marconi nel 1907 da Terranova. Detto questo, ci sarebbero tantissime cose da dire in replica ai vari interventi, ma manca il tempo. Una conclusione provvisoria da parte mia è questa. Lo studio che il Sindacato ha elaborato è a disposizione di tutti, dell’Amministrazione, delle altre sigle sindacali, di tutti i Soci, per riflessioni più meditate rispetto a quanto siamo riusciti a dirci in questi brevi scambi, oggi. Sui vari punti, poi, nel prosieguo di tempo, riusciremo ad interloquire, a fornire risposte, sia all’Amministrazione che ai colleghi che non sono riusciti ad intervenire dall’estero. Ad un certo punto mi sono sentito un po’ come quello nel fortino assediato, in attesa del Settimo cavalleggeri che non è riuscito ad arrivare in tempo. Stefano Baldi sono sicuro che ha delle cose rilevanti da dire sullo studio, non mancheremo di veicolarle attraverso il sistema SNDMAIL e ogni altro sistema possibile. Sono molto d’accordo con quanto detto dal Direttore Generale Riccardo Sessa sulla presenza e sulla partecipazione. Però non sarei così pessimista come è stato lui, perché di fatto una gran parte di Soci del Sindacato segue queste cose nella sua netta maggioranza, anche se si esprime in modo intermittente. Quindi, non direi che non ci sia una vera partecipazione su questo cose.

Vi parla, poi, uno che, riguardo alla questione toccata della disponibilità dell’orario, che ha fatto oggetto, dicevamo, di lunghe discussione nell’ambito del nostro negoziato per il rinnovo dell’accordo di carriera, vi parla una persona che le sue dieci-undici ore al giorno all’Ufficio Medio Oriente, dieci anni fa se le è fatte, quindi credo di avere abbastanza credibilità per replicare al Direttore Generale del Personale che i Soci del SNDMAE, 665 Soci, sono nella loro maggior parte persone che danno il massimo, che hanno continuato a dare il massimo e continuano a dare il massimo al di fuori dell’orario di servizio. Il nostro riferimento a questo concetto dell’orario di servizio è ineludibile, perché è una cosa estremamente sentita da settori crescenti della carriera ed è compito del Sindacato fare in modo di rappresentarli al meglio. A volte ci riusciamo, altre volte meno, come è successo al tavolo negoziale. In ogni caso, avremo modo di riprendere questi temi nel prosieguo dei nostri contatti al tavolo che abbiamo inaugurato con l’Amministrazione e sospeso tecnicamente da fine luglio per riprendere subito dopo la finalizzazione dell’accordo della carriera. E colgo l’occasione, visto che c’è un adempimento sindacale importante - che è quello dell’Assemblea Generale Ordinaria che prevediamo tenere verso fine marzo - per lanciare un appello a tutti i Soci in sede a Roma a pensare seriamente a un loro maggior coinvolgimento all’attività sindacale a tutti i livelli: da Segretari di Legazione a Ministri. Il nostro è un sindacato della carriera, si impegna a difendere la carriera all’interno e all’esterno e per farlo ha bisogno di voci plurime; voci che appartengano a tutte le fasce della carriera. Questo è un mio appello per l’inizio di una campagna elettorale interna, incoraggiando tutti i Soci a Roma a prestare un po’ del loro tempo residuo alla nostra attività e sono sicuro che l’attività del lavoro sindacale ne trarrà grande giovamento. Con questo, credo di aver detto tutto, per quanto possibile, Ambasciatore. Io torno a ringraziarti, come ringrazio tutti i presenti, Direttore e Vice Direttore Generale del Personale, il Ministro Sessa, per il loro contributo, che ha dimostrato che possiamo senz’altro dividerci su alcuni aspetti cruciali della nostra vita professionale, ma è importantissimo che riusciamo a parlarcene in un consesso aperto, per affinare le nostre idee, le nostre posizioni. Vi ringrazio.

 

Nigido: Grazie, Enrico. Volevo concludere con poche considerazioni. Abbiamo ascoltato il dottor Pievani e Anna Teresa Frittelli descriverci uno studio molto interessante di come è stato lo scorrimento in carriera negli ultimi anni, dal ‘68 in poi. E’ una cosa molto interessante. E’ vero che ci sono stati diversi tipi di carriera, al di là dei meriti, per fatti anagrafici. Ma anch’io non sono stato ferito in guerra, come mio padre e mio nonno, per fatti anagrafici. Quindi, questo serve per ricostruire la storia. Per il futuro, abbiamo sentito il Direttore Generale del Personale. Mi auguro che i numeri siano quelli che ha indicato. Su un punto credo che tutti hanno convenuto: la necessità di una selezione molto severa. L’ho sentito intorno al tavolo da tutti, l’ho detto io prima all’inizio. E’ un fattore essenziale per il funzionamento della macchina e per il nostro prestigio fuori, che serve poi per il prestigio del Ministero degli Esteri e più in generale della politica estera italiana. Su un punto non sono d’accordo con Riccardo, e credo che il nostro Ministero abbia perso autorevolezza nei confronti dell’autorità politica e certamente l’ha persa nel modo di presentarsi all’autorità politica rispetto a quando io sono entrato al Ministero. Sugli anni Venti e Trenta non mi pronuncio, perché non ero presente e sui rapporti dei Capi missione bisogna vedere come e quando sono stati scritti. Ringrazio tutti e arrivederci alla prossima Assemblea Generale e ringrazio molto l’azione del Presidente del Sindacato e del Sindacato. Molte grazie.

 

 

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