ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA
14
DICEMBRE 2005
INTERVENTO
DELL’AMB. ROBERTO NIGIDO
PRESIDENTE
DELL’ASSEMBLEA
Nigido: Ci
sono altri interventi? No, allora forse potrei dire quelle poche
considerazioni che volevo fare, e che mi pare possano essere utilmente
fatte in questo momento.
Primo tema è le risorse
di bilancio. Il Presidente del Sindacato l’ha toccato. E’ un trend
continuo, ma credo che non potrà che ulteriormente inclinarsi.
Negli anni Cinquanta l’allora Ministro degli Esteri Gaetano Martino
si lamentava perché il bilancio degli Esteri, che non aveva evidentemente
allora la Cooperazione, era soltanto lo 0,50% del bilancio dello
Stato. Quando sono entrato al Ministero nel ‘65, era intorno allo
0,60… era salito un po’ allo 0,65 e progressivamente è sceso all’attuale
0,23. Il bilancio riflette le priorità di un’azienda, le criticità
di un Paese, quindi evidentemente il Paese ritiene, il Parlamento,
il Governo, l’opinione pubblica, che la politica estera è una
priorità da considerare in discesa. E’ una realtà della quale
dobbiamo prendere atto, non siamo noi i legislatori, non siamo
noi che fissiamo i termini di bilancio, possiamo solo denunciarli.
Possiamo fare però… prendere un certo numero di iniziative per
far funzionare meglio la macchina. Credo che ci sono delle razionalizzazione
di spesa da fare, nei metodi di spesa, di come si utilizzano i
denari, ma è evidente che davanti a una situazione in ulteriore
aggravamento c’è una sola razionalizzazione importante da fare,
quale che sia il costo per il Paese che forse ad un certo punto
se ne incomincerà ad accorgere: chiudere Ambasciate e Consolati.
Questo significa poi non avere i voti al momento delle elezioni,
ma forse è il solo modo per far capire che una tendenza di questo
tipo pregiudica gravemente gli interesse del Paese.
La seconda considerazione
però che voglio fare – e questa mi pare la cosa, almeno per me,
più urgente che volevo dirvi - è che il nostro Ministero, e la
carriera diplomatica che ne è parte e parte importante, non gode
più all’esterno di questo palazzo della considerazione di cui
godeva certamente quando io sono entrato in carriera quarant’anni
fa. L’ho visto progressivamente verificarsi questa situazione.
Certo hanno pesato le vicende passate della Cooperazione, hanno
certamente pesato cattive impressioni che hanno personalità politiche,
parlamentari, giornalisti quando vanno in giro per il mondo e
trovano capi missione che reputano non all’altezza delle loro
funzioni. Questa è una cosa che ci dobbiamo dire con molta franchezza.
Io credo che c’è un altro elemento che ci ha fatto perdere considerazione
progressivamente nel corso degli anni; è che è venuta meno la
capacità di parlare al potere politico con la franchezza, ovviamente
il rispetto necessario, ma con la franchezza dovuta che un funzionario
dello Stato ha nei confronti del potere politico. Forse non ne
abbiamo mai avuta, come carriera diplomatica, tantissima, ma certamente
la mia impressione è che si sia progressivamente indebolita nel
corso degli anni. Quindi, riprenderla questa capacità; è un dovere
per un funzionario dello Stato dire all’autorità politica che
certe cose non si possono fare e non accettarle come dovute per
solo adoperarsi per come si possono fare.
Secondo punto e riprendo
la considerazione di prima, è la selezione. E’ essenziale mantenere
e rafforzare criteri di selezione molto severi, altrimenti, ripeto,
ne va a scapito del funzionamento della Casa e ne va a scapito
la considerazione che il nostro Ministero, la nostra carriera
hanno fuori di questo palazzo e che spiega poi il fatto che non
ci vogliono dare le risorse, o almeno può spiegare, le risorse
necessarie. Selezione all’inizio e selezione per tutto il tempo.
Il concorso non è una garanzia, dopo che uno l’ha vinto di avere
il bastone per fare il Segretario Generale o l’Ambasciatore nelle
sedi più prestigiose. E’ solo un primo elemento di valutazione
e la valutazione va ripetuta costantemente. Io credo che è molto
opportuno – e la carriera come è disegnata adesso con qualche
eccezione lo consente - una selezione ogni cinque anni. Dopo quarant’anni
che faccio questo mestiere, ho visto colleghi più giovani che
sembravano partire al galoppo e che man mano hanno rallentato
la corsa, per varie ragioni: questa è una carriera che logora,
soprattutto per chi la fa intensamente. Altri, colleghi e colleghe
– non voglio escludere l’altra metà del cielo - altri che erano
partiti con un piede relativamente lento e che, rivisti dopo vent’anni,
hanno dimostrato di essere dei funzionari di primissimo ordine.
Quindi la selezione. Attenzione nelle selezioni, e qui riprendo
un altro argomento che ho sentito citare, senza però entrare nel
merito da parte del Presidente. L’accorpamento dei gradi è uno
strumento straordinario per spararci nei piedi, per ridurre la
selezione fatta all’interno del Ministero e aumentare il potere
discrezionale che ha e che deve avere l’autorità politica, ma
che deve avere entro certi limiti. L’accorpamento dei due gradi
di Ministro è stata assolutamente deleteria, sia dal punto di
vista della selezione… è stato assolutamente deleterio, ce ne
accorgeremo in corso d’opera. Quindi, in una possibile riforma
delle strutture del Ministero, per favore, cerchiamo di reinventarci
il grado di Ministro di prima classe e abbandoniamo qualsiasi
idea di accorpare i gradi. Ricordo solo che il Quai d’Orsay
ha tre gradi di Ministro e tre gradi di Consigliere, non ha quello
di Ambasciatore, ma l’Ambasciatore è una dignità.
Infine, e questa è
l’ultima considerazione che voglio fare, il Ministero degli Esteri
è un’amministrazione dello Stato, responsabile di aspetti delicatissimi
dell’attività dello Stato, ma non siamo il solo a gestire aspetti
delicatissimi dello Stato, ci sono altre amministrazioni che lo
fanno e lo fanno molto bene. Mi riferisco in primo luogo al Ministero
dell’Interno, alla carriera dei prefetti. Invito veramente il
Sindacato a mantenere questa alleanza con la carriera prefettizia,
perché condividiamo tantissimi problemi e tantissime visioni.
Ma anche altri Ministeri, altre amministrazioni: la Difesa. Con
la Difesa esercitiamo all’estero funzioni molto sinergiche e penso
anche agli altri Ministeri importanti, come quello dell’Economia.
Infine il futuro del
Ministero. Beh, io - come diceva Trilussa - il più l’ho fatto;
sta a voi, adesso. Vorrei lasciare la Casa - come ha detto Paolo
Fulci in una storica Assemblea di molti anni fa - in ordine.
Beh, andandomene o stando per andarmene, la lascio meno in ordine
di come l’ho trovata. Sta a voi rimetterla in ordine. Grazie.