5 - Premessa: accantonare il progetto di cosiddetta rifoma.
Dopodiché:
1) Andrebbero in primo luogo definite le priorità generali della politica estera ed il suo ruolo per il nostro Paese;
2) Andrebbe quindi definita una conseguente struttura del MAE, e sancita la sua specialità;
3) Andrebbero assegnate le necessarie risorse umane e finanziarie;
4) Andrebbe migliorata la selezione, rafforzata la formazione, e andrebbero introdotti criteri trasparenti per le assegnazioni e gli avanzamenti;
5) Le retribuzioni di tutte i dipendenti dovrebbero tenere conto della particolarità del MAE e della delicatezza delle nostre funzioni.
8 - Considero prioritario rispetto a qualsiasi ipotesi di riforma che il MAE possa disporre di adeguate risorse finanziarie ed umane per lo svolgimento dei compiti istituzionali.
Tali risorse, che dovranno riguardare i nuovi concorsi per tutte le categorie di personale e tutte le voci del bilancio MAE, devono essere programmate per un periodo di almeno 10 anni
In caso contrario ogni riforma non avendo fondamenta solide è destinata al fallimento.
12 - Non sono affatto contrario alle riforme, anzi. Nel caso della attuale proposta di riforma credo che il ruolo del SNDMAE debba essere: appoggiamo (criticamente) la riforma ma vogliamo alcune cose in cambio. Fra queste direi soprattutto: ruoli aperti, sicurezza del concorso diplomatico, valorizzazione AA.FF., risorse, adeguamento dello stipendio metropolitano alle carriere direttive della PA, ecc.
Sopratutto sui RUOLI APERTI ritengo che il tempo sia maturo. In un colpo solo ci leveremo di torno i carrieristi di professione (che quindi dovranno pensare solo a lavorare) e riacquisteremo la serenita' di coloro che sono puntualmente esclusi dalle promozioni nonostante siano ottimi funzionari.
16 - La riforma dovrebbe avere ampia portata e partire da una analisi dei problemi attuali e degli obbiettivi da raggiungere.
Fondamentale risolvere la questione degli scorrimenti: forte sostegno al ruolo aperto.
Imprescindibile la questione delle risorse.
17 - Ho sempre sostenuto un'articolazione geografica (continentale) delle competenze.Ciascuna DG (in tutto 5 o anche solo 4, unendo Asia e Oceania) dovrebbe essere suddivisa in Direzioni Centrali: affari politici bilaterali e multilaterali, idem per affari economici, culturali e consolari; per gruppi di Paesi (raggruppamento regionale?). Resterebbero fuori e quindi in separate DDGG: integrazione europea, cooperazione sviluppo, personale e amministrazione. Il coordinamento dovrebbe essere assicurato dal SG, coadiuvato da due VSG: uno per gli aspetti tematici (politici, economici, ecc.) e il secondo per quelli "gestionali" (personale, bilancio, ecc.). Maggiore valorizzazione delle risorse disponibi
35 - Criteri omogenei e certi nella valorizzazione di tutte le carriere all'interno del MAE; potenziamento e valorizzazione delle risorse umane, strutturali e finanziarie; garanzia del ruolo di coordinamento degli Uffici MAE per azioni più mirate, coordinate, strategiche ed efficaci; ottimizzazione della spesa per renderla più produttiva ed efficente; incremento dele entrate proprie anche attraverso l'offerta di servizi e la realizzazione di economie di scala, evitando sprechi, doppioni di spesa e il finanziamento ad enti esterni per attività che devono e possono essere svolte in house. Infine, garantire: formazione contintua, sviluppo tecnologico e maggiore presenza sul territorio dove si opera
37 - Dubbi nel rapporto tra DG e i diversi VDG, così come nel rapporto tra DG e Capi Uffici delle singole VDG; difficoltà per i VDG Vicari di estendere le loro competenze, allorquando agiranno in vece dei rispettivi DG, sulle Vice Direzioni Generali alle quali non sono istituzionalmente preposti; la modifica delle competenze geografiche rischia talvolta di non rendere agevole la trattazione unitaria di specifiche problematiche (esempio: relazioni UE-Russia o Partenariato Orientale dell'UE); opportunità di ampliare sensibilmente gli organici delle Segreterie delle nuove Direzioni Generali ovvero di prevedere Segreterie, adeguatamente staffate, anche per le singole Vice Direzioni Generali
39 - La struttura e la funzionalità del Ministero dovrebbe essere basata sull'unità di base cioè gli UFFICI che, per essere considerati tali, dovrebbero essere valorizzati e composti da un numero di funzionari e altro personale commisurato ai compiti e agli obiettivi attribuitigli. Non dovrebbero cioè essere svuotati di risorse, di compiti effettivi e quindi di senso attraverso lo spostamento di competenze e risorse a favore della segreteria genenerale e degli uffici di diretta collaborazione del Ministro.
40 - OGNI RIFORMA DEVE RISOLVERSI IN PIU' RISORSE, PIU' FUNZIONALITA', PIU' RICONOSCIMENTO DELLE CARRIERE. SE QUESTO NON SI POTERRE SUBITO OTTENERE, BISOGNEREBBE PRECOSTITURE TALI TRAGUARDI CON IMPEGNI CERTI IN UN FUTURO QUANTO MAI PROSSIMO.
49 - Sarebbe ora di smetterla di pensare a riforme - foglie di fico per coprire il fatto che occorre rispondere ai tagli imposti dall'Economia/Tesoro. In ogni caso NON esistono buone riforme a costo zero, come ha dimostrato la "riforma" del 2000. Nella situazione internazionale odierna, le risorse umane (con la loro professionalitá) e quelle finanziarie di un Ministero come quello degli Esteri dovrebbero essere considerati INVESTIMENTI (dati i ritorni politici, economici e sociali che producono) per il Paese e non meri costi da tagliare alla cieca.
53 - Sarebbe stato preferibile inserire quello che appare un mero decreto di riorganizzazione interna in un piu' articolato e ambizioso progetto di riforma complessiva, comunicabile e spendibile all'esterno come un organico provvedimento che miri a modernizzare struttura e ruolo del MAe per una più efficace proiezione internazionale del nostro Paese, in modo da poter ottenere anche maggiori risorse per il magro bilancio MAE