1 - Sono contrario al ruolo aperto e ad automatismi di carriera sul modello (negativo) della magistratura. L'attuale sistema di scorrimento non e' perfetto ma e' comunque migliore delle alternative proposte.
2 - sbagliato chiamarlo progetto di riforma. Questa e' una riorganizzazione, nemmeno troppo ambiziosa.
Sono altri i temi piu' importanti da rivedere, alcuni dei quali contenuti nel punto 5.
3 - La riforma e' positiva (anche se meglio sarebbe stato un ritorno al pre-2000, piu' sensato della presente divisione delle geografiche tra le tematiche). La riduzione dei DG e' un fatto positivo: meno posizioni apicali ma piu' autorevoli. La maggiore gerarchizzazione dovrebbe essere usata dal Sindacato per concentrare tutti i propri sforzi sul ruolo aperto. Da una competizione su grado E posizione, si passerebbe ad una competizione solo sulla posizione (tra l'altro piu' trasparente: un Ministro mediocre lo si puo' sempre mettere alle dirette dipendenze, mentre un DG mediocre e' piu' difficile da sostenere...). - tensioni e + certezza nelle progressioni salariali = + tranquillita' nella Casa
4 - Credo che sia meglio mantenere e potenziare le direzioni geografiche, piuttosto che creare direzioni le cui attribuzioni sono poco identificabili dagli utenti. Il MAE e' al servizio del cittadino e non di noi diplomatici. Porterei fino in fondo il vecchio disegno di riforma che era stato snaturato dal moltiplicarsi delle DG , creando, con forti attribuzioni : una DG ASIA, DG AFRICA E OCEANIA, DG AMERICHE, DG EUROPA, DG MED. E M.O. , DG MULTILATERALE (che comprende anche l'Integrazione europea),DG POL MIGRATORIE, DG COOP. ALLO SVILUPPO, DG RISORSE E INNOVAZIONE (che comprende anche l'informatizzazione). In tal modo rimarrebbe l'impianto delle 8 DG ma con attribuzioni molto piu' chiare.
5 - Premessa: accantonare il progetto di cosiddetta rifoma.
Dopodiché:
1) Andrebbero in primo luogo definite le priorità generali della politica estera ed il suo ruolo per il nostro Paese;
2) Andrebbe quindi definita una conseguente struttura del MAE, e sancita la sua specialità;
3) Andrebbero assegnate le necessarie risorse umane e finanziarie;
4) Andrebbe migliorata la selezione, rafforzata la formazione, e andrebbero introdotti criteri trasparenti per le assegnazioni e gli avanzamenti;
5) Le retribuzioni di tutte i dipendenti dovrebbero tenere conto della particolarità del MAE e della delicatezza delle nostre funzioni.
6 - Il difetto maggiore della riforma proposta è quello di spaccare l’attuale DGCE, ripartendone le competenze tra DG Mondializzazione e DG Sistema Paese. La DG Mondializzazione diventa un ibrido di intralcio alla logica di fondo della riforma stessa. Meglio sarebbe credo ripartire la DG Mondializzazione tra DG Sistema Paese (per le mansioni della DGCE) e DG Cooperazione (che potrebbe prendere sotto di se tutte le ex direzioni geografiche dei Paesi in via di sviluppo dando finalmente coerenza politica garantita all'azione della Cooperazione stessa).
7 - Uno dei problemi della nostra Amministrazione è che le comunicazioni avvengono quasi esclusivamente dalla periferia verso il centro e solo molto raramente nell'altro senso. Le linee di tedenza della politica estera si apprendono principalmente dai giornali, invece che da comunicazioni istituzionali. Scarse e spesso ambigue le istruzioni provenienti dal Ministero.
8 - Considero prioritario rispetto a qualsiasi ipotesi di riforma che il MAE possa disporre di adeguate risorse finanziarie ed umane per lo svolgimento dei compiti istituzionali.
Tali risorse, che dovranno riguardare i nuovi concorsi per tutte le categorie di personale e tutte le voci del bilancio MAE, devono essere programmate per un periodo di almeno 10 anni
In caso contrario ogni riforma non avendo fondamenta solide è destinata al fallimento.
9 - Prestare attenzione anche agli aspetti collaterali alla vita nell'amministrazione: assistenza sanitaria e assicurazione in Italia e all'estero, contributi scolastici, incentivi in termini di carriera allo studio di lingue, contributi abitazione in Italia a chi rientra. Per quanto riguarda il lavoro in Italia e all'estero operare una maggiore semplificazione amministrativa e recuperare il ruolo di coordinamento del Ministero anche con una previsione nella riforma.
10 - Occorre ripensare in profondita' il ruolo del personale non diplomatico del MAE, a cominciare dall'esigenza di reintrodurre per le AA.FF. un sistema di valutazione e scorrimento di carriera, abbinato ad adeguate iniziative di formazione e selezione: alle sedi estere andrebbero destinati soltanto i migliori elementi tra i portatori di professionalita' specifiche (cifratori, contabili, segreteria Capo Missione, addetti commerciali, capi uffici visti, cancellieri consolari), mentre le AA.FF. "generaliste" andrebbero interamente sostituite da personale a contratto locale di nuova assunzione.
11 - Meglio cercare di migliorare il funzionamento della struttura cosi come è invece di lanciare l'ennesima riforma
12 - Non sono affatto contrario alle riforme, anzi. Nel caso della attuale proposta di riforma credo che il ruolo del SNDMAE debba essere: appoggiamo (criticamente) la riforma ma vogliamo alcune cose in cambio. Fra queste direi soprattutto: ruoli aperti, sicurezza del concorso diplomatico, valorizzazione AA.FF., risorse, adeguamento dello stipendio metropolitano alle carriere direttive della PA, ecc.
Sopratutto sui RUOLI APERTI ritengo che il tempo sia maturo. In un colpo solo ci leveremo di torno i carrieristi di professione (che quindi dovranno pensare solo a lavorare) e riacquisteremo la serenita' di coloro che sono puntualmente esclusi dalle promozioni nonostante siano ottimi funzionari.
13 - Tra gli elementi critici mi sembra di rilevare la necessita' di un piu' incisivo coordinamento fra DG. Cio' potrebbe essere risolto affidando precisa funzione di coordinamento a Vice Direttori Generali e/o a Capi Unita' che dovrebbero confrontarsi fra loro. Naturalmente tali figure, inserite in organico nelle varie DG e servizi, dovrebbero in qualche modo essere raccordate anche alla Segreteria Generale che per antonomasia dovrebbe svolgere il ruolo di coordinamento generale.
Ritengo inoltre che ad una riduzione delle DG e del personale cosi' come prospettate dalla riforma dovrebbe essere previsto un maggiore impiego delle Ambasciate e Consolati.
14 - Assicurare un accesso trasparente e meritocratico alle opportunita' dentro e fuori del MAE (es. Servizio Europeo per l'Azione Esterna), ad esempio mediante banca dati dei CV, colloqui, ecc.
Sollecitare maggiormente il dibattito e l'innovazione "dal basso"
Attribuire incarichi e responsabilita' a seconda delle esperienze effettivamente maturate sul terreno valorizzando l'effettiva assunzione di responsabilita'
15 - non possiamo perdere questa occasione e dobbiamo assolutamente ottenere il ruolo aperto nello scorrimento della carriera. Dovremmo cercare anche una soluzione al problema della indennità di posizione all'estero, a fini pensionistici. Anche se non possiamo ora avventurarci su come sarà il futuro(prossimo) servizio diplomatico con la graduale applicazione del Trattato di Lisbona, dobbiamo trovare il modo di farvi riferimento aggiungendo una riflessione sul futuro dei nostri uffici all'estero: quando avremo Ambasciate UE, sul piano bilaterale resteranno soli gli Istituti di Cultura, le UTL e i Consolati...ma noi li stiamo chiudendo.
16 - La riforma dovrebbe avere ampia portata e partire da una analisi dei problemi attuali e degli obbiettivi da raggiungere.
Fondamentale risolvere la questione degli scorrimenti: forte sostegno al ruolo aperto.
Imprescindibile la questione delle risorse.
17 - Ho sempre sostenuto un'articolazione geografica (continentale) delle competenze.Ciascuna DG (in tutto 5 o anche solo 4, unendo Asia e Oceania) dovrebbe essere suddivisa in Direzioni Centrali: affari politici bilaterali e multilaterali, idem per affari economici, culturali e consolari; per gruppi di Paesi (raggruppamento regionale?). Resterebbero fuori e quindi in separate DDGG: integrazione europea, cooperazione sviluppo, personale e amministrazione. Il coordinamento dovrebbe essere assicurato dal SG, coadiuvato da due VSG: uno per gli aspetti tematici (politici, economici, ecc.) e il secondo per quelli "gestionali" (personale, bilancio, ecc.). Maggiore valorizzazione delle risorse disponibi
18 - Mi permetto un discreto suggerimento ma le qulifiche funzionali del M.A.E. ci sono.????
19 - La bozza attualmente in discussione sarebbe più accettabile se si elevasse il livello delle strutture dirigenziali (Dipartimenti, anziché Direzioni Generali). Si eviterebbe così di decurtare sic et simpliciter i posti dirigenziali di prima fascia per la Carriera diplomatica, evitando l'attuale "downgrading" della dirigenza MAE rispetto alla Dirigenza delle altre Amministrazioni Pubbliche
20 - LA RIFORMA DOVREBBE ANCHE ASSICURARE MIGLIORI GARANZIE DI SCORRIMENTO DI CARRIERA PER COLORO CHE RESTANO IN SERVIZIO IN UNO STESSO GRADO PER PIU' DI 8 - 10 ANNI, PUR AVENDO UN CURRICULUM DI CARRIERA OTTIMO E COMPLETO.
ALTRETTANTO IMPORTANTE SAREBBE UNA DISPOSIZIONE CHE GARANTISSE A TUTTI I FUNZIONARI DIPLOMATICI CHE LO DESIDERANO DI POTER ANDARE IN PENSIONE A 67 ANNI, PRESCINDENDO DAL GRADO E DALLE FUNZIONI RICOPERTE AL COMPIMENTO DEI 65 ANNI.
SENZA FORTI INCENTIVI PROFESSIONALI (ANCHE ECONOMICI), NULLA DI VERAMENTE POSITIVO SI POTRA' MAI REALIZZARE NEL MINISTERO !
21 - La riforma così come concepita avrebbe senso se si passasse ad una struttura "a Dipartimenti". Senza un "upgrading" delle strutture del MAE, la riduzione delle DG si traduce in un mero depauperamento delle posizioni dirigenziali per la Carriera.
La riduzione delle Direzioni non basta d'altra parte, di per sé, ad assicurare un migliore coordinamento. Anzi, il fatto che le varie "Vice-Direzioni" dipendano da più DG "tematici" richia di causare ulteriori conflitti e difficoltà di coordinamento.
Sarebbe necessaria una maggiore riflessione e condivisione. Nel frattempo, si potrebbero di fatto realizzare, e sperimentare, nuove forme di coordinamento fra le DG esistenti.
22 - Il problema del MAE è il funzionamento della rete estera, al collasso nella maggioranza dei casi, e non tanto il funzionamento della Farnesina. La riforma vorrebbe quindi incidere, per risparmiare poco, su ciò che più o meno funziona e non fa invece nulla per migliorare la situazione all'estero. Una cosa è certa: se la riforma NON dovesse passare, tra 10 anni NESSUNO penserà che questa è stata un'occasione mancata!!
23 - Occorre accorpare i gradi di cons. di legazione e di consigliere di ambasciata. Si tratta di una distinzione di grado che oggi non ha piu´ senso.
Occorre promuovere lo scorrimento al grado di ministro plenipotenziario col sistema del ruolo aperto.Questo e´un punto importante per la dignita´e l´indipendenza del servizio diplomatico.
E´necessario dare trasparenza alle procedure di accesso al ruolo del consigliere diplomatico.
Appare sicuramente utile l´idea di creare un meccanismo per difendere i giovani diplomatici dalle angherie dei capi.
Occorre infine assicurare l´autonomia di bilancio nelle sedi all´estero.
24 - Il punto davvero inaccettabile del progetto di riforma e' la eliminazione delle direzioni geografiche, ora accorpate in base a criteri totalmente arbitrari.
25 - 1.La Unione Europea sta organizzando il suo servizio diplomatico; sarebbe utile non lanciarsi in una riforma in tale fase ma , eventualmente, "riformare" la Farnesina successivamente, quando avra' preso forma il servizio diplomatico europeo. E' infatti da pensare che , in prospettiva, occorrerà "contare" in Europa, nell'Unione europea e quindi organiozzare il MAE in modo da saper lavorare ed interreagire con la UE al meglio.
2.Occorre "prevedibilità" negli scorrimenti di carriera e costanza nei criteri di valutazione almeno sino al grado di consigliere di ambasciata.
3.Negativo il decreto sui tempi di pensionamento con valore "retroattivo".
26 - appare difficili da capire i rapporti in particolare tra la DG Sistema Paese e la DG mondializzazione;
con le degradazione di rango delle geografiche attuali, nei confronti almeno di alcune aree del mondo si rischia di perdere coerenza e soprattutto quel poco di politica che pur si riusciva a fare nell'attuale assetto; inoltre le nostre Ambasciate in loco e quelle straniere qui perdono un autorevole punto di riferimento per la trattazione coordinata dei rapporti bilaterali;
sensato l'accorpamento pasi europei e integrazione europea;
peccato per il mancato accorpamento personale e amministrazione;
fondamentale prevedere efficaci procedure di lavoro nel nuovo assetto.
27 - Ridimensionamento geografiche va in controtendenza con ultimi, positivi sviluppi politica estera italiana focalizzata su aree geografiche.
E non sembrerebbe di aiuto per il lavoro quotidiamo delle nostre sedi all'estero e per le ambasciate a Roma.
Perdita secca di posti di DG senza apparenti contropartite.
28 - Il Sindacato dovrebbe distinguere sempre più il suo ruolo da quello dell'Amministrazione. Ovvero, che l'Amministrazione faccia l'Amministrazione, perseguendo il bene comune, e il sindacato tuteli i propri iscritti, soprattutto per quanto riguarda le politiche generali sul servizio dei diplomatici. Credo questo si rifletta sulle priorità che ho segnato: si all'interesse del sindacato su scorrimenti carriera e trasferimenti all'estero, meno ad esempio per la questione delle risorse o del reclutamento, cui dovrebbe pensare già l'Amministrazione.
29 - 1. lista di pubblicita' anche per gli incarichi a Roma e fuori ruolo e per quelli di Capo Missione.
2. reintroduzione degli adempimenti all'estero ed a Roma per le promozioni e le nomine anche ai gradi apicali(gia' previste nella riforma del 2000 e successivamente eliminate)
3.unificare l'azione nel campo culturale, evitando l'attuale dicotomia tra istituti di cultura/DGPC e attivita' culturali per la collettivita' all'estero dei consolati/DGIT
30 - introdurre obbligo di alternanza tra sedi estere e permanenza al MAE. Ok per due anni minimo a Roma, ma introdurre anche un tetto massimo di permanenza (5/6 anni) senza eccezioni.
31 - Valutare se non sia preferibile, per ridurre il numero delle Direzioni Generali, tornare allo schema pre-riforma del 2000, innestandovi le altre novità previste nell'attuale progetto.
32 - EVITARE CHE TUTTA LA BARACCA SI REGGA SUL POTERE DI RICATTO ESERCITATO DAI VERTICI DELL'AMMINISTRAZIONE SULLA CARRIERA DIPLOMATICA ATTRAVERSO L'ATTUALE SISTEMA DI PROMOZIONI. IN TERMINI DI EFFICIENZA E MOTIVAZIONE E' UN'ENORME DISECONOMIA. VALORIZZARE LE MOLTE SIGNIFICATIVE SPECIFICITA' DELLA PROFESSIONALITA' DIPLOMATICA, SMETTENDOLA DI DIRE CHE IL DIPLOMATICO DEVE ESSERE UN MANAGER: LA BUONA CAPACITA' DI GESTIONE DEL FUNZIONARIO PUBBLICO NON DERIVA NECESSARIAMENTE DALLO SCIMMIOTTAMENTO DI CATEGORIE DEL PRIVATO. RECUPERARE GLI ENORMI SPRECHI ED INEFFICIENZE LEGATE AL FATTO CHE LA PROFESSIONALITA' DELLE AAFF CONTINUA A RIMANERE UNA VARIABILE FUORI CONTROLLO. INVESTIRE SULLAFORMAZIONEPERMANENT
33 - Forse e' davvero meglio ritornare all' assetto della farnesina prima della riforma, con le Direzioni gnerali tematiche (politici, economici, cooperazione etc.) che pero' abbiano un meccanismo stabile di consultazione periodica, e non siano corpi a se' stanti.
Gli uffici e le Ambasciate devono essere adeguatamente staffati, dai tre funzionari in su ciascuno, e la Segreteria generale ed il Gabinetto drasticamente ridotti.
Non dovrebbe essere consentito che la DGRO sia sempre abitata dagli stessi funzionari, ai quali in ultima analisi puo' imputarsi il dissesto attuale. Grazie
34 - art.3 b) è redatto male;
art. 2 punto 4 : meglio omettere la locuzione: "a qualsiasi titolo dovuto" (se il compenso è dovuto, non può non essere corrisposto);
art. 5 punto 3: anzichè "altre cooperazioni" sarebbe più appropriato: altri fori (o fattispecie) di cooperazione;
art. 5 punto 4 c) e art. 5 punto 5 f): forse piu' opportuno: "organizzazioni ed enti internazionali" anzichè "enti ed organizzazioni internaz." data la diversa valenza dei due soggetti;
le pensioni: in quale ambito sono trattate?;
dove si collocheranno le competenze del Servizio Storico?;
art. 6 f):il Servizio Stampa intrattiene contatti con i giornalisti.E non,in modo più ampio, con i mezzi di comunicazione?
35 - Criteri omogenei e certi nella valorizzazione di tutte le carriere all'interno del MAE; potenziamento e valorizzazione delle risorse umane, strutturali e finanziarie; garanzia del ruolo di coordinamento degli Uffici MAE per azioni più mirate, coordinate, strategiche ed efficaci; ottimizzazione della spesa per renderla più produttiva ed efficente; incremento dele entrate proprie anche attraverso l'offerta di servizi e la realizzazione di economie di scala, evitando sprechi, doppioni di spesa e il finanziamento ad enti esterni per attività che devono e possono essere svolte in house. Infine, garantire: formazione contintua, sviluppo tecnologico e maggiore presenza sul territorio dove si opera
36 - Non sarebbe stato sbagliato prevedere di Dipartimenti sovraordinati alle Direzioni Generali.
37 - Dubbi nel rapporto tra DG e i diversi VDG, così come nel rapporto tra DG e Capi Uffici delle singole VDG; difficoltà per i VDG Vicari di estendere le loro competenze, allorquando agiranno in vece dei rispettivi DG, sulle Vice Direzioni Generali alle quali non sono istituzionalmente preposti; la modifica delle competenze geografiche rischia talvolta di non rendere agevole la trattazione unitaria di specifiche problematiche (esempio: relazioni UE-Russia o Partenariato Orientale dell'UE); opportunità di ampliare sensibilmente gli organici delle Segreterie delle nuove Direzioni Generali ovvero di prevedere Segreterie, adeguatamente staffate, anche per le singole Vice Direzioni Generali
38 - Più di ogni riforma normativa ( c'è da rimpiangere il DPR 18 ) quello che serve al MAE é il riconsolidamento della sua "costituzione materiale",cioè la creazione di condizioni ambientali atte a valorizzare la professionalità di ciascuno,della carriera diplomatica e del Ministero nel suo insieme. Al fine di ottimizzarne il ruolo di sostegno alla direzione politica e recuperare in maniera sistematica la capacità conferire valore aggiunto alla presentazione del sistema paese ed alla promozione dei c.d. interessi nazionali all'estero e nei rapporti con l'estero.Perché non un sondaggio per individuare le principali misure idonee ad avviare questa piccola, ma necessaria rivoluzione copernicana?
39 - La struttura e la funzionalità del Ministero dovrebbe essere basata sull'unità di base cioè gli UFFICI che, per essere considerati tali, dovrebbero essere valorizzati e composti da un numero di funzionari e altro personale commisurato ai compiti e agli obiettivi attribuitigli. Non dovrebbero cioè essere svuotati di risorse, di compiti effettivi e quindi di senso attraverso lo spostamento di competenze e risorse a favore della segreteria genenerale e degli uffici di diretta collaborazione del Ministro.
40 - OGNI RIFORMA DEVE RISOLVERSI IN PIU' RISORSE, PIU' FUNZIONALITA', PIU' RICONOSCIMENTO DELLE CARRIERE. SE QUESTO NON SI POTERRE SUBITO OTTENERE, BISOGNEREBBE PRECOSTITURE TALI TRAGUARDI CON IMPEGNI CERTI IN UN FUTURO QUANTO MAI PROSSIMO.
41 - Dall'estero non ho sufficienti elementi di giudizio per valutare l'impatto della prevista riforma. Cio' che a mio giudizio fa premio é la necessità di ovviare ad una riforma (quella del 2000) che si é rivelata priva di sufficiente visione tanto da costringere l'Amministrazione a tornare sui propri passi dopo pochi anni di applicazione.
Spero che la nuova riforma sia accompagnata da una reale volontà di far recuperare efficienza e centralità al MAE, elementi troppo volte (auto)strombazzati, ma che nei fatti sono risultati offuscati. Serve una sterzata e serve unire a consapevolezza e orgoglio, anche molta umiltà.
42 - 1) mi preoccupa il ruolo dei Cons Leg nella riforma: perdono il contatto con il DG e possono anche essere rimpiazzati dai Seg Leg. Eliminerei almeno quest'ultimo punto;
2) se le competenze geografiche sono state riassegnate in ragione dell'elemento più importante nelle relazioni bilaterali Italia-regione X, allora l'Africa sub-sahariana dovrebbe andare alla DG cooperazione allo sviluppo; 3)la riforma dovrebbe includere un miglior inquadramento dei consiglieri diplomatici; 4) la dicitura VDG li scredita agli occhi degli interlocutori stranieri, meglio "Direttore"; 5) mondializzazione non è una parola italiana, meglio globalizzazione, almeno è quella che usano tutti nel nostro Paese.
43 - La riforma è stata pensata e decisa senza adeguata consultazione di coloro che avrebbero potuto dare un contributo positivo.
In generale, non mi pare adeguata alle necessità e mi pare molto utopistica, soprattutto nella parte Direzioni Generali a fisarmonica.
44 - Non ritengo soddisfacente, cosi´ come proposta, la ripartizione delle competenze per le relazioni bilaterali alle nuove DD.GG, pur tenuto conto della previsione di flessibilita´ nell´attribuzione delle competenze stesse, in particolare per quanto riguarda DGAP e DG Mondializzazione. Non sarebbe poi utile attribuire le competenze per le relazioni bilaterali con i Paesi dell´Africa sub-sahariana alla DGCS?
45 - Proprio non arrivo a comprendere perché, in un mondo che ci piaccia o no è dominato da una morale "cattolica" come quello dell'amministrazione italiana, dobbiamo sempre noi giocare la parte dei "calvinisti", facendoci ridere in faccia da politici e "concorrenti" del MEF, Banca d'Italia ecc.
Ma chi ce lo ha ordinato di tagliarci da soli posti apicali?
Ridicolo!
46 - 1. necessità di migliorare i meccanismi di coordinamento fra i differenti centri decisionali
2. sbagliato lasciare l'approccio geografico
3. le domande del questionario sono, nella metà dei casi, poste in maniera sbagliata. Mi rendo conto della necessità di semplificare, ma parecchie hanno bisogno di risposte più complesse di <<sì>> o <<no>>.
47 - Ritengo importante elaborare soluzioni che rendano più semplice conciliare la carriera con la famiglia.
48 - sembra un progetto di riforma difficilmente comprensibile da parte di numerosi Paesi Partner, soprattutto per quanto attiene alla redistribuziione delle competenze geografiche.
49 - Sarebbe ora di smetterla di pensare a riforme - foglie di fico per coprire il fatto che occorre rispondere ai tagli imposti dall'Economia/Tesoro. In ogni caso NON esistono buone riforme a costo zero, come ha dimostrato la "riforma" del 2000. Nella situazione internazionale odierna, le risorse umane (con la loro professionalitá) e quelle finanziarie di un Ministero come quello degli Esteri dovrebbero essere considerati INVESTIMENTI (dati i ritorni politici, economici e sociali che producono) per il Paese e non meri costi da tagliare alla cieca.
50 - Necessario inserire poteri effettivi in capo al personale diplomatico nei confronti delle AAFF, soprattutto all'estero (valutazioni da cui dipenda il trasferimento all'estero, possibilita' di farle decadere da una sede estera per scarso rendimento sul lavoro)
51 - Il peggior difetto e' forse la del tutto illogica ed arbitraria ripartizione dei Paesi tra la DG Politici (aree di crisi) e la DG Mondializzazione (gli altri di cui ci importa di meno). Non capisco perche' non si e' imboccata la strada dei Dipartimenti e delle Direzioni Centrali tipo MinInterno; dicono che era lunga e complessa: e allora? e' meglio questo accrocco, forse?Mi sembrano infatti evidenti le disfunzioni create con questi VDG che non sono ne' carne ne' pesce, una sorta di supercapiufficio. E i DG restano i DG, piu' sovraccarichi di prima.E' un peccato poi perdere il VSG Politico, che si e' rivelato funzionale. Non riesco a vedere la logica di questa costruzione molto molto barocca
52 - bene cambiare, è necessaria una riforma, ma ora non c'è chiarezza sui centri di responsabilità intermedi (VDG: responsabilità effettive e rapidità decisionale o ulteriori passacarte?). Più responsabilità immediate anche per i capi ufficio. Non voglio superdirettorio di 8 megambasciatori che dettano le regole. I giudizi negativi derivano solo da queste incertezze, che fanno sembrare queste proposte di riforma un mero gioco di distribuzione di poltrone tra pochi eletti -conventio ad excludendum- anzichè un esercizio di riforma di ampio respiro e strategico (risorse, formazione x diplomatici-AAFF. Revisione a breve: facciamo intanto fuori qualcuno e poi decidiamo in pochi, è questo il senso
53 - Sarebbe stato preferibile inserire quello che appare un mero decreto di riorganizzazione interna in un piu' articolato e ambizioso progetto di riforma complessiva, comunicabile e spendibile all'esterno come un organico provvedimento che miri a modernizzare struttura e ruolo del MAe per una più efficace proiezione internazionale del nostro Paese, in modo da poter ottenere anche maggiori risorse per il magro bilancio MAE
54 - -Importanza di rimediare alla sperequazione pensionistica tra chi va a riposo "da Roma" e chi "dall'estero".
55 - In linea generale, le reazioni del SNDMAE dovrebbero essere più rapide, più critiche e soprattutto avere più mordente. Inoltre, a fronte dei numerosi commenti positivi apparsi di recente sulla stampa in merito alla riforma, il SNDMAE dovrebbe dare il suo contributo e porre maggiormente in evidenza anche le numerose ombre. Il MAE sembra sia stato consegnato al suo destino di inesorabile marginalizzazione rispetto ad altre istanze del Paese: la tendenza non si invertirà in presenza di direzioni generali elefantiache e poco omogenee al proprio interno,risorse umane assorbite in adempimenti a consumo "domestico" e carriere costruite con presunti "meriti" acquisiti nella più totale opacità.
56 - una riforma è senz'altro necessaria per adeguare la struttura ai tempi. La soluzione prospettata però mi sembra introdurre un'eccessiva gerarchizzazione. Vedo il rischio di un direttorio di supercolleghi che tengono saldamente in mano le redini, con conseguente schiacciamento verso il basso delle responsabilità e competenze degli altri
57 - Sia la riforma proposta sia la recente possibilità di tenere concorsi per un massimo di 35 nuovi diplomatici sono correlati (anche) alla creazione del Servizio Europeo per l'Azione Esterna. Sarebbe utile dare una maggiore centralità a questo tema, sia per i rapporti esistenti di cui sopra sia per l'interesse oggettivo che riveste per molti diplomatici. Alcuni dei temi sopra, quali trasparenza e conoscibilità dei posti disponibili, formazione permanente e valorizzazione delle professionalità (magari anche quelle acquisite fuori dal MAE) si adattano bene anche a questa (futura) realtà, su cui c'è attualmente poca informazione e - ciò che qui è più rilevante - poco dibattito.
58 - aspetti negativi della riforma: imposta e non negoziata-non necessaria ed ultra petita-castrante la rete estera-castrante i diplomatici non in servizio nelle ddgg + importanti-
moltiplicazione dei conflitti di competenza ed anche di incompetenza(!)fra v.direttori gene. aff.pol.e sic.zza e mondializ.ne, da una parte,nella loro veste di responsabili bilaterali per i paesi di compentenza, e dall'altra,il direttore gen.le e i v.direttori gen.li sistema paese e italiani all'estero su scelte riguardanti questo o quel Paese: è competenza nostra, vostra ecc? Per non parlare delle incertezze delle scelte della coope razione.E poi:quali deleghe ai SS? Non si potevano consultare i partners europei?
59 - Ridurre il numero di consolati europei, migliorando contestualmente il servizio offerto ai cittadini italiani residenti all'Estero. Consentire una maggiore flessibilità nella gestione delle sedi all'estero (i.e. reclutamento di personale in loco sulla base di interviste e non ridicoli concorsi)
60 - riterrei necessario considerare come centrale la questione delle pari opportunità anche nel suo aspetto di comune interesse ad un migliore bilanciamento tra carriera e vita privata nell'ottica di un equilibrato sviluppo delle potenzialità dei funzionari
61 - Sarebbe preferibile una riforma che introduca 4/5 Dipartimenti, anziché continuare con il modello delle Direzioni Generali.
62 - Bisognerebbe prevedere un accorciamento del periodo necessario ad essere promossi consiglieri di legazione. Dato che solitamente si parte per l'estero molto tardi oppure non si riesce a fare gli 8 anni all'estero e si rientra prima, 10 anni e 6 mesi è un periodo troppo lungo per il primo scorrimento! Inoltre, si percepisce soltanto 2700 euro al mese.
63 - Effettivo riconoscimento del carattere speciale della carriera diplomatica