28 - Il Sindacato dovrebbe distinguere sempre più il suo ruolo da quello dell'Amministrazione. Ovvero, che l'Amministrazione faccia l'Amministrazione, perseguendo il bene comune, e il sindacato tuteli i propri iscritti, soprattutto per quanto riguarda le politiche generali sul servizio dei diplomatici. Credo questo si rifletta sulle priorità che ho segnato: si all'interesse del sindacato su scorrimenti carriera e trasferimenti all'estero, meno ad esempio per la questione delle risorse o del reclutamento, cui dovrebbe pensare già l'Amministrazione.
38 - Più di ogni riforma normativa ( c'è da rimpiangere il DPR 18 ) quello che serve al MAE é il riconsolidamento della sua "costituzione materiale",cioè la creazione di condizioni ambientali atte a valorizzare la professionalità di ciascuno,della carriera diplomatica e del Ministero nel suo insieme. Al fine di ottimizzarne il ruolo di sostegno alla direzione politica e recuperare in maniera sistematica la capacità conferire valore aggiunto alla presentazione del sistema paese ed alla promozione dei c.d. interessi nazionali all'estero e nei rapporti con l'estero.Perché non un sondaggio per individuare le principali misure idonee ad avviare questa piccola, ma necessaria rivoluzione copernicana?
55 - In linea generale, le reazioni del SNDMAE dovrebbero essere più rapide, più critiche e soprattutto avere più mordente. Inoltre, a fronte dei numerosi commenti positivi apparsi di recente sulla stampa in merito alla riforma, il SNDMAE dovrebbe dare il suo contributo e porre maggiormente in evidenza anche le numerose ombre. Il MAE sembra sia stato consegnato al suo destino di inesorabile marginalizzazione rispetto ad altre istanze del Paese: la tendenza non si invertirà in presenza di direzioni generali elefantiache e poco omogenee al proprio interno,risorse umane assorbite in adempimenti a consumo "domestico" e carriere costruite con presunti "meriti" acquisiti nella più totale opacità.